Pasquale De Vita e’ nato a Roma il 22 agosto 1929, ma cresciuto all’ombra del Vesuvio nella citta’ di Napoli dove si e’ laureato in giurisprudenza.

 

Nel 1954 entra in AGIP, nel 1981 (quando gran parte di chi legge questo volantino andava ancora a scuola) diviene vicepresidente e vi rimane (raggiungendo la carica di presidente onorario) fino al 1997, anno in cui riesce ad arrivare alla presidenza dell’Unione Petrolifera italiana grazie al sostegno di Moratti (Saras), Garrone (ERG) e con l’appoggio fondamentale di Bernabe’, titolare in quell’anno dell’ENI.

Per capire cosa “muove” a livello economico l’UPI, le aziende che aderiscono hanno un fatturato totale di 110 miliardi di euro!!!

L’Unione Petrolifera elegge il presidente ogni 2 anni; Pasquale De Vita, succeduto a Gian Marco Moratti, e’ il presidente piu’ longevo di tutti i tempi, probabilmente, come il papa, decadra’ con la morte!

Tra il 1990 ed il 1992 siede nel consiglio di amministrazione di IP (societa’ controllata da ENI) che fu a quel tempo lottizzato da uomini di Craxi, tra i quali figurano oltre a De Vita, anche Giancarlo Gava parente dell’omonimo ex-ministro. Un articolo di Repubblica del 1989 dice di De Vita essere l’uomo piu’ potente del gruppo ENI appoggiato dalla DC romana e da Gava (indagato piu’ volte per collusione con la camorra e prescritto in cassazione per il reato di ricettazione per cui era stato condannato in primo e secondo grado per 5 e 2 anni, la classica brava persona insomma).

Pasquale De Vita nel 1993 diventa Presidente Onorario mentre mani pulite travolge le carriere dei vertici ENI.

Intanto nel 1992 Oscar Luigi Scalfaro, democristiano come tutti i politici vicini a lui, lo aveva nominato cavaliere del lavoro.

Pensionato dal 1993 (con piu’ di 9 milioni di lire al mese di allora), quando ancora gran parte dei lavoratori e delle lavoratrici di ACI Informatica erano neo assunti.

Nel 1995 diviene vice presidente dell’ente ACI, carica che ricopre tuttora dopo 17 anni nel segno di un rinnovamento ed una modernita’ che sono da sempre segno distintivo del nostro ente.

Lo stesso anno inizia la sua avventura a capo dell’AC di Roma, altro ente in profondo rosso, con un disavanzo patrimoniale nel 2011 di oltre 5 milioni di euro (il secondo Automobil Club piu’ indebitato d’Italia). Qui la sua voglia di rivedere i conti non e’ come quella che lo ha pervaso qualche mese fa nei nostri confronti tanto che ha dichiarato nella nota integrativa al bilancio di ritenere di riassorbire tale deficit in 15 anni (contando di festeggiare i suoi primi 100 anni di vita con il risanamento dell’AC di Roma).

E’ stato anche presidente di societa’ private di proprieta’ dell’AC di Roma, a cui sono succeduti personaggi che provengono dall’ENI, ma sara’ sicuramente un’antipatica coincidenza, la stessa che lo vede con le stesse persone nel ruolo di azionista della societa’ di intermediazione mobiliare Arianna nata per la gestione dei fondi legati al mondo ENI.

Dal 1993 al 1998 siede nel consiglio di amministrazione di Ferrari S.p.A., lascia questa carica per entrare nel consiglio di amministrazione della Maserati S.p.A. del gruppo Fiat, carica che coprira’ fino al 2001.

Negli stessi anni e’ presidente della Raffineria di Milazzo S.c.p.A.

Nel 2000 diviene, per nostra sfortuna, presidente di ACI Informatica e di ACI Mondadori.

L’ingresso in ACI Mondadori porta alla cessazione dell’attivita’ della casa editrice dell’ente ACI, la LEA (in tale societa’ De Vita e’ prima consigliere e poi presidente) cessazione che mette la parola FINE non solo ad una societa’ fondata nel 1945, ma anche a numerose famiglie di lavoratori e lavoratrici che perdono il loro posto di lavoro.

Ovviamente tale cessazione non e’ legata alla cessazione delle attivita’ della LEA che vengono trasferite all’ACI Mondadori tanto che nella rivista l’Automobile vengono pubblicati numerosi articoli ispirati a uomini di Forza Italia.

Nel 2001 entra a far parte del consiglio di amministrazione dell’API  fino al 2012.

Nel 2006 nasce Confindustria Energia, presidente e’, manco a dirlo, un uomo d’esperienza: Pasquale De Vita.

Nel 2008 viene resa pubblica su i maggiori quotidiani nazionali la notizia di 390 nominativi italiani con conti non dichiarati nella repubblica di Liechtenstein;, compare anche il nome di Pasquale De Vita, un dirigente che ha sempre e solo lavorato nel pubblico, con un conto da 1 milione di euro. Purtroppo il reato ipotizzato (omessa o infedele dichiarazione dei redditi) si prescrive in 7 anni e mezzo e dopo le smentite di gran parte delle persone coinvolte la notizia scompare da tutti i media nazionali. Nella stessa lista figurava anche un altro alto dirigente del gruppo ENI, già finito nello scandalo di tangentopoli negli anni ’90.

Nel 2008 e 2009 e’ consigliere di ACI Vallelunga SpA.

Nel 2009 lascia la presidenza di ACI Mondadori ma avendo ancora qualche momento libero del proprio tempo il nostro pensionato d’oro si insedia nel consiglio d’amministrazione della SARA.

Dal 2009 il bilancio dell’ente ACI e’ in profondo rosso a “botte” di 30 milioni di euro a stagione (manco l’Inter dell’amico Moratti).

Nel 2012 e’ ritenuto colpevole insieme a Sticchi Damiani (attuale presidente ACI) e Alessi (ex presidente ACI) ed altri di aver causato danni erariali all’ente ACI. Tanto che la Corte dei Conti li condanna a pagare 154.000 euro di risarcimento (il danno causato all’ACI e’ di 10 volte superiore).

Appare evidente che il nostro Presidente e’ uomo molto impegnato, forse proprio questi numerosi impegni gli impediscono di svolgere al meglio i propri compiti e le perdite dell’AC di Roma e dell’ente ACI di cui e’ manager ne sono la conferma.

Da questi incarichi ricavava qualche anno fa la bellezza di 523.000 euro l’anno, oltre ai benefit che includono macchina aziendale e autista personale pagato, chissa’ perche’, da ACI Informatica in cui e’ presidente “part-time”.

A fronte di questo curriculum ci sembra evidente il ruolo moralizzatore e i tanti sacrifici che questo uomo è stato sempre costretto a fare per sbarcare il lunario…

 

Fonti: Sito istituzionale ACI – Sito istituzionale Unione Petrolifera – Sito istituzionale Confindustria – “La repubblica” Archivio – Wikipedia Italia – “Il corriere della sera” Archivio – Bilancio ACI – Camera di Commercio – Agenzia delle entrate – Relazione Corte dei Conti – Sito istituzionale Camera dei Deputati – Il sole 24 ore Archivio

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