Lettera Aperta

sulla vertenza Aci informatica e sullo sperpero di soldi

Al Presidente dell’ACI Ing. A. Sticchi Damiani

Al Segretario Generale dell’ACI Avv. A. Rozera

Al Consiglio Generale dell’ACI

 

Signor Presidente, Signor Segretario Generale, Signori Consiglieri

 

Da diversi anni il Bilancio dell’Ente è in sofferenza per motivi vari che non è nostra intenzione affrontare in questa sede, ma che sappiamo essere solo in parte imputabili all’andamento del mercato dell’auto e soprattutto non essere imputabili ad ACI Informatica che si è sempre dimostrata una azienda sana che vanta professionalità tali da essere considerata “una risorsa strategica” (parole dello stesso Presidente).

Nonostante questo, a fronte dei propri problemi l’Ente ha deciso di operare dei tagli proprio al budget di ACI Informatica che in questi ultimi anni è stato già pesantemente eroso dagli affannosi tentativi di reperire risorse per sanare i buchi di bilancio dell’Ente stesso.

Siamo passati da un budget di 56 milioni del 2010 ad un budget di 44 milioni del 2013, ulteriormente ridotto a 40 milioni secondo quanto ci è stato comunicato verbalmente. Tagli che rappresentano un pesante fardello per ACI Informatica e che aprono grandi interrogativi sul significato che l’Ente intende dare al concetto di “risorsa strategica” quando sembra che le iniziative assunte vadano invece verso il suo affossamento.

 

Come è noto il Presidente di Aci Informatica, Pasquale De Vita, ad ottobre ha disdetto unilateralmente tutti gli accordi sindacali in essere in ACI Informatica. Una decisione grave ed irresponsabile della Direzione di ACI Informatica che ha visto la reazione di lavoratrici e lavoratori con l’apertura di una difficile trattativa e di un duro scontro con la propria Direzione sulle relazioni sindacali e sulle condizioni concrete di lavoro e di vita.

 

Tale fase si è conclusa il 18 dicembre 2012 con un accordo fondato su due punti: 1) il mantenimento degli accordi sindacali attraverso la dichiarazione di ultrattività sull’efficacia degli stessi; 2) l’apertura di un tavolo negoziale per individuare (anche alla luce della piattaforma integrativa aziendale presentata il 5/12/2012) le soluzioni ai problemi economici di bilancio derivanti dal taglio degli stanziamenti ad ACI Informatica decisi dall’ACI.

Con questi obiettivi e con la volontà di trovare una soluzione utile al benessere delle lavoratrici, dei lavoratori, dell’azienda e dello stesso gruppo ACI ci siamo seduti al tavolo di trattativa che si è aperto il 7 gennaio scorso.

 

Già dal primo incontro i vertici di ACI Informatica hanno aggravato il quadro, comunicando l’ulteriore riduzione del budget a 40 milioni ed indicando la “necessità” di reperire 3 milioni di euro attraverso un corrispettivo taglio al costo del lavoro.

Inoltre i vertici ACI Informatica devono ancora fornire una serie di dati che la RSU ha richiesto e che la Direzione si era impegnata a dare, in assenza dei quali, non può che essere incompleta la nostra analisi dei problemi e l’individuazione delle conseguenti soluzioni.

 

Nonostante tutte queste irresponsabili premesse, la RSU ha responsabilmente continuato il confronto arrivando a formulare una proposta che produce complessivamente effetti positivi sul risultato di bilancio per oltre 3 milioni di euro attraverso tre distinte aree di intervento: taglio a voci di costo per oltre 1,2 milioni di euro; miglioramenti al bilancio per circa 1,7 milioni di euro (fruizione delle ferie arretrate); interventi sul costo del lavoro da realizzare quando verrà data effettiva evidenza dell’ulteriore taglio di budget. In aggiunta la RSU ha proposto ulteriori interventi sull’organizzazione del lavoro e sulle scelte tecnologiche che possono avere un importante impatto positivo sui bilanci di ACI Informatica e dell’ACI per i prossimi anni.

Questa proposta è stata rifiutata dalla Direzione che ha ribadito l’intenzione di voler esclusivamente tagliare il costo del lavoro dei dipendenti, proponendo il taglio del 20% circa del salario o, alternativamente, la dichiarazione dello stato di crisi dell’azienda ed il ricorso ai contratti di solidarietà, in aperta contraddizione con l’accordo firmato il 18 dicembre scorso.

 

I vertici di ACI Informatica con questo pretestuoso atteggiamento al tavolo negoziale, si assumono la responsabilità di condizionare negativamente la trattativa in corso.

 

Quello che però ci preme capire in questa sede è quale responsabilità si assume l’Ente riguardo alle scelte che vengono effettuate dal management ACI Informatica, non solo riguardo alla trattativa in corso ma anche riguardo allo sperpero di denari che si vuole realizzare continuando ad utilizzare ACI Informatica come un “bene” personale anziché un patrimonio pubblico e dunque di tutti noi.

Uno sperpero che denunciamo evidenziando i seguenti punti più macroscopici già ampiamente illustrati dalla RSU agli incontri effettuati:

 

Progetto smart city

E’ un progetto di ricerca presso il MIUR, acquisito da ACI Informatica, che nella sua versione più leggera (cioè nella migliore delle ipotesi) comporta per 3 anni costi per oltre 930 mila euro l’anno a fronte di presunti ricavi per soli 630 mila euro l’anno.

Questo produrrà una perdita a bilancio di oltre 300 mila euro l’anno.

Sottolineiamo che nei costi non è conteggiato il costo del lavoro del personale che sarà impiegato sul progetto e dunque “distratto” dalle altre attività aziendali.

Da tenere presente inoltre che su 930 mila euro di costi ben 470 mila sono per consulenze;

 

Gara per l’affidamento del servizio di sviluppo e manutenzione di siti e portali web

Secondo quanto riportato nel bando pubblicato, questa gara prevede una spesa in due anni di quasi 1,6 milioni di euro (IVA esclusa).

Questa gara è incomprensibile perché in azienda è presente personale in grado di svolgere tale attività senza bisogno di ricorrere a nessuna consulenza esterna.

In pratica sono soldi buttati: quali interessi giustificano questo sperpero?


Assunzione di un nuovo Direttore Generale

In sostituzione del dimissionario Bettarelli, il Presidente De Vita ha anticipato l’intenzione di assumere un nuovo Direttore Generale. Non conosciamo la retribuzione di questo nuovo prossimo dirigente, ma qualunque essa sia è certo che rappresenterà un ulteriore aggravio dei costi aziendali.

Quello che ci e vi domandiamo è come sia possibile che fra i 28 dirigenti e i consulenti di direzione attualmente presenti non ve ne sia nessuno in grado di ricoprire tale ruolo.

Inoltre sappiamo tutti che, in applicazione delle norme di legge sulle società in house, dal 1 gennaio 2014 il C.d.A. di ACI Informatica dovrà essere ridotto dagli attuali 4 membri (nessuno dei quali ACI) a 3 membri (di cui 2 dirigenti dell’ACI ed un terzo esterno).

Perché allora non anticipare la riforma di alcuni mesi e trovare nel nuovo C.d.A. il Direttore Generale? Ci sembra una soluzione razionale, economica e vantaggiosa per ACI.


Altri punti di intervento

Abbiamo anche presentato proposte di intervento nell’organizzazione del lavoro e nelle scelte tecnologiche finalizzate a produrre significativi effetti positivi e duraturi sui bilanci dei prossimi anni di ACI Informatica e dell’ACI.

Abbiamo denunciato “lo strano caso della rete PRA”, dove la rete di telecomunicazione tra Uffici è stata realizzata utilizzando il Servizio Pubblico di Connettività (SPC) in uso nella Pubblica Amministrazione, a differenza della rete Delegazioni dove progettando, realizzando e gestendo autonomamente il servizio di rete (utilizzando Bitstream al posto di SPC) abbiamo realizzato un risparmio di spesa del 30%!

Il contratto con SPC scade a giugno 2013 e passando alla tecnologia Bitstream (progetto e soluzione realizzati su iniziativa dei lavoratori) si garantirebbe un risparmio del 30% anche sulla rete PRA. Il risparmio e l’efficienza della rete delle delegazioni non dovrebbero lasciare dubbi sulla scelta da effettuare, eppure in un recente incontro con il direttore tecnico di ACI Informatica ci è stato comunicato che si stava “riflettendo” se mantenere o meno SPC e intanto prolungando il contratto di SPC per altri 6 mesi. Perché buttare dalla finestra questi altri soldi?

 

Signor Presidente, Signor Segretario Generale, Signori Consiglieri

 

L’Ente non può restare immobile di fronte a scelte che producono un aggravio di costi e determinano un peggioramento del servizio.

 

Questo principio dovrebbe sempre essere applicato ma diventa ancora più impellente in una fase come questa, dove le azioni contro gli sperperi possono contribuire al miglioramento dei conti dell’Ente e delle controllate. Un problema, quello dei conti, in questo momento particolarmente gravoso, a detta dell’Ente stesso.

 

Con questa lettera abbiamo voluto denunciare alcune precise condizioni di sperpero, quelle finora poste anche al tavolo negoziale. Qualunque immobilismo di fronte a queste problematiche equivarrebbe a rendersi corresponsabili degli sperperi. Una posizione che ci rifiutiamo di credere possa trovare sponda nell’Ente.

 

La pretestuosità delle ragioni dei vertici ACI Informatica è motivo e motore delle lotte in corso. Lotte destinate ad inasprirsi se non ci sarà un cambio di posizioni della controparte.

 

Distinti Saluti

La R.S.U. di ACI Informatica

08/02/2013

 

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