(Fonte)  Flavio Pintarelli – 11 Giugno 2025

Nei primi mesi del 2023, su iniziativa del ministro della Difesa Oleksii Reznikov, le forze ucraine hanno adottato Delta, un software di situational awareness che fornisce in tempo reale una visione tattica e operativa del fronte, simile a un’interfaccia da videogioco strategico e permette di trasmettere informazioni in tempo reale. Presentato alla NATO nel 2022, la sua interoperabilità con i sistemi NATO è stata testata durante l’esercitazione CWIX, e almeno un paese dell’alleanza sta negoziando l’acquisto del sistema.

Le prestazioni di Delta si basano sulla crescente digitalizzazione del campo di battaglia, caratterizzata dalla diffusione di sensori e dispositivi connessi, capaci di generare e raccogliere grandi volumi di dati. Questa evoluzione si riflette nel concetto di network centric warfare, ossia la capacità di raccogliere e distribuire informazioni in tempo reale tramite reti digitali. Accanto alle infrastrutture militari, oggi anche reti civili e fonti open source contribuiscono alla raccolta di dati.

La “rete a maglie di sensori civili e militari” descritta da Mick Ryan produce una grande quantità di dati distribuiti nello spazio, che sistemi come Delta devono trasformare in informazioni utili per il processo decisionale militare. Tuttavia, l’enorme volume e la velocità con cui queste informazioni vengono trasmesse possono superare i limiti cognitivi umani, ostacolando anziché agevolare le decisioni. L’Ucraina sta integrando sistemi di intelligenza artificiale sul campo, con l’obiettivo strategico di aumentare l’autonomia dei sistemi d’arma e di supporto. L’IA non solo mira all’automazione operativa, ma è già attiva nei processi di comando e controllo, svolgendo funzioni cruciali nell’ISR (intelligence, sorveglianza e ricognizione) e nella ATR (riconoscimento automatico dei bersagli).

Nel campo delle funzioni ISR (Intelligence, Surveillance, Reconnaissance), l’intelligenza artificiale analizza in tempo reale immagini e video da droni e satelliti, segnali acustici e testi, identificando automaticamente obiettivi, pattern sonori e informazioni chiave da comunicazioni e segnalazioni civili. Un esempio concreto è Zvook, sistema acustico integrato in Delta che rileva minacce aeree tramite suono, offrendo dati precisi su tipo, posizione e direzione delle minacce.
Nelle funzioni di ATR (Automatic Target Recognition), l’intelligenza artificiale accelera l’identificazione e il tracciamento dei bersagli, supportando anche la prioritizzazione degli obiettivi. Un esempio è ZIR, che, montato su droni d’attacco, riconosce diversi tipi di bersagli.

Il caso ucraino conferma che i conflitti spingono l’adozione di nuove tecnologie militari, con l’intelligenza artificiale al centro di tre tendenze: integrazione crescente nelle forze armate; adozione guidata da contesti specifici e non da pianificazioni astratte; necessità di mantenere la supervisione umana nei processi decisionali.

Senza controllo umano, l’IA rischia di diventare un attore strategico autonomo, con impatti potenzialmente destabilizzanti sulla deterrenza tra stati. Il dibattito è aperto tra chi teme le implicazioni etiche della piena automazione e chi intravede in essa un possibile contenimento della violenza bellica.

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