(Fonte) – Alessandro Longo 

Un aumento del Pil e della produttività del lavoro nel mondo e persino nelle economie avanzate. Inclusa quella italiano, dove la produttività è stagnante da decenni.

È quanto risulta da un’analisi dell’ultimo anno di studi e ricerche pubblicate sull’impatto dell’intelligenza artificiale, in merito a economia e lavoro. I dati sono tutti abbastanza positivi, nel complesso, ma con due riserve: primo, è ricorrente la sottolineatura che la crescita indotta dall’IA può causare vincitori e vinti e quindi un aumento delle diseguaglianze (almeno) nel breve periodo; secondo, c’è incertezza sui numeri, che variano quindi da studio a studio, da esperto a esperto.

L’ultimo studio viene da Idc, il gigante delle previsioni di mercato: a settembre ha previsto che l’IA farà crescere l’economia globale di 4,9 mila miliardi di dollari nel 2030 e già 1,2 mila miliardi nel 2024. Se così fosse, l’IA potrebbe rappresentare il 3,5% del pil globale. 

Potrebbero determinare un aumento del 7% (o quasi 7mila miliardi di dollari) del pil globale secondo Goldman Sachs.

McKinsey stima che l’intelligenza artificiale genetica potrebbe aggiungere all’economia tra i 2,6 e i 4,4 mila miliardi di dollari all’anno. È un impatto del 15-40%.

Il più scettico tra gli scettici famosi è però Jim Covello, responsabile della ricerca azionaria di Goldman Sachs. Tre mesi fa ha stupito molti con una ricerca che metteva in dubbio la possibilità che le aziende vedessero un ritorno sufficiente sulla loro spesa in AI. 

Frena anche il noto economista del Mit Daron Acemoglu (in uno studio del 2024): secondo lui i dati disponibili, combinati con la teoria economica dell’aggregazione, supportano solo un impatto moderato sulla produttività totale dei fattori e sulla crescita del pil, dell’ordine dello 0,1% all’anno.

L’Imf stima che quasi il 40% dell’occupazione globale è esposto all’IA. Storicamente, l’automazione e la tecnologia dell’informazione tendono a influenzare le attività di routine, ma uno degli aspetti che distingue l’IA è la sua capacità di influenzare i lavori altamente qualificati. Nelle economie avanzate, circa il 60% dei posti di lavoro può essere influenzato dall’IA.

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