(Fonte) Marco Trabucchi – 2 luglio 2025

Il colosso di Mountain View presenta una nuova soluzione per aiutare gli editori a monetizzare mentre l’intelligenza artificiale erode le visite tradizionali.

L’intelligenza artificiale sta trasformando radicalmente il modo in cui gli utenti accedono all’informazione online. In passato, una ricerca su Google portava a cliccare sui siti web per leggere recensioni e contenuti, generando traffico e ricavi pubblicitari per gli editori. Oggi, con i motori di ricerca basati su AI, come le funzionalità “AI Overview” e “Audio Overviews” di Google, le risposte vengono fornite direttamente dall’intelligenza artificiale, saltando le fonti originali. Per contrastare il calo di traffico verso i siti, Google ha introdotto “Offerwall”, uno strumento pensato per compensare gli editori penalizzati da questo nuovo paradigma.

Testato per oltre un anno con più di 1.000 editori, Offerwall sfrutta l’intelligenza artificiale per determinare il momento migliore per proporre l’offerta a ciascun visitatore, consentendo ai publisher di offrire diverse modalità di accesso ai contenuti: dai micropagamenti alla compilazione di sondaggi, dalla visione di pubblicità all’iscrizione a una newsletter.

Una funzione attiva di default consente agli utenti di guardare brevi spot pubblicitari per guadagnare l’accesso ai contenuti. E c’è anche un’opzione che consente agli utenti di indicare i propri argomenti di interesse: queste informazioni vengono poi utilizzate per migliorare la personalizzazione pubblicitaria.

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