Oggi venerdì 27 luglio è stato il sesto giorno di sciopero e presidio a piazza delle 5 Lune, nei pressi del Senato. Questa mobilitazione è in atto per respingere le norme contenute nell’articolo 4 del decreto legge 95/2012 (spending review) che prevedono la cessione o liquidazione di gran parte delle società in house della Pubblica Amministrazione e la messa a gara dei servizi e beni della PA.

Tale norma produrrà pesantissime ricadute occupazionali e salariali su una platea di oltre 100mila lavoratrici e lavoratori su tutto il territorio nazionale (oltre 5000 nel solo Lazio). Nel corso di questi giorni di presidio molti Senatori di vari schieramenti politici hanno interloquito con i lavoratori presenti (Pedica, Passoni, Nerozzi, Ghedini, Vita, Carlino, Cutrufo) e da ultimo il Senatore Gasparri che era accompagnato, fra gli altri, dal capo dell’ufficio legislativo del Ministero dell’Economia dott. Chinè. Il Senatore Gasparri ed il dott. Chinè ci hanno comunicato che il testo dell’articolo 4 è stato licenziato dalla commissione con un contenuto che obbliga gli enti a ricorrere a gara d’appalto europea per l’assegnazione dei beni e servizi. Nel corso di questo incontro il Senatore Gasparri e il dott. Chinè hanno anche affermato che la natura di ACI Informatica è tale da essere esclusa dall’applicazione dell’intero articolato, in quanto gestisce sia banche dati di interesse strategico e proprie delle attività “core” dell’Ente sia dati sensibili.

Alla luce di queste affermazioni risultano chiari i rischi, anzi praticamente una certezza, per i lavoratori e le lavoratrici delle società in house: da una parte probabili licenziamenti, dall’altra gare governate dalla logica del massimo ribasso con inevitabili conseguenze sulla qualità dei servizi e sulla tutela delle lavoratrici e dei lavoratori.

Per la realtà di ACI Informatica le garanzie fornite risultano ancora deboli rispetto all’obiettivo di tutela dell’occupazione e delle condizioni di lavoro ed impongono una presa di posizione ufficiale da parte dell’Ente a sostegno dell’interpretazione della norma fornitaci dagli esponenti politici e tecnici.

Restano comunque aperti i rischi occupazionali per le decine di migliaia di lavoratrii e lavoratori, rischi che neanche l’attuale formulazione dell’articolo 4 riesce a dissipare. Per questo, al fine della tutela di condizioni e posti di lavoro continueranno le iniziative di lotta e mobilitazione.

La RSU di ACI Informatica 27 luglio 2012

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