Le lavoratrici e i lavoratori di ACI Informatica sono sfilati da piazza Indipendenza a piazza Barberini con il sindacalismo di base e le realtà sociali in lotta.
Le lavoratrici e i lavoratori erano ancora in piazza, dopo il presidio di martedì scorso nei pressi della Camera dei Deputati, nell’odierna giornata di sciopero generale contro la manovra economica del Governo.
La legge di stabilità in discussione in Parlamento penalizza lavoratrici e lavoratori con il taglio del turn over nel pubblico impiego e con i tagli ai ministeri che si traducono nel definanziamento dei servizi al cittadino e nella privatizzazione di quel che rimane. In poche parole il mantenimento della riduzione fiscale è finanziata con il taglio del salario indiretto.
In questo contesto già penalizzante, l’art. 116 della legge di stabilità prevede un “prelievo forzoso” di 50 milioni di € l’anno dal bilancio dell’ACI. Le conseguenze sarebbero devastanti per l’Ente e imporrebbero interventi di ridimensionamento dei posti di lavoro e tagli al servizio offerto al cittadino.
La conseguenza per le lavoratrici e i lavoratori di ACI Informatica sarebbe la perdita dei posti di lavoro e delle competenze di innovazione digitale costruite in quasi 50 anni di attività.
ACI Informatica è una società in house che realizza servizi di digitalizzazione della Pubblica Amministrazione, in linea con le indicazioni dell’Agenzia Nazionale della Cybersicurezza e dell’AGID e con una infrastruttura CED certificata Tier IV al servizio del sistema della mobilità. Questo è già sufficiente a testimoniare come la manovra del Governo non solo penalizza le lavoratrici e i lavoratori ma è anche contrario all’interesse generale.
Questi tagli e prelievi hanno solo l’obiettivo di asservire le risorse pubbliche all’interesse egoistico privato, per questo non arretreremo mai di un passo e lotteremo con determinazione fino alla cancellazione dell’art. 116 e per la difesa delle lavoratrici e dei lavoratori e del servizio pubblico.
| La RSU di ACI Informatica | 29/11/2024 |
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