(Fonte) Emma Roth – 8 agosto 2025

OpenAI ha rapidamente fatto marcia indietro dopo aver sostituito GPT-4o con GPT-5 in ChatGPT, ripristinando il modello precedente per gli utenti a pagamento appena un giorno dopo il lancio. Sam Altman, CEO di OpenAI, ha annunciato su X che gli abbonati Plus potranno nuovamente scegliere GPT-4o, precisando che l’azienda monitorerà l’uso per decidere per quanto tempo mantenere disponibili i modelli “legacy”.

La decisione è arrivata in risposta a un’ondata di reazioni da parte della community: nonostante GPT-5 offra, secondo OpenAI, significativi miglioramenti nelle capacità di scrittura e programmazione, molti utenti hanno espresso il desiderio di tornare al modello precedente, apprezzato per il suo stile e la sua interazione più “personale”. Alcuni hanno descritto GPT-5 come più freddo e sintetico, percependo un cambio di tono e di “personalità”.

Il cambio iniziale aveva anche eliminato il selettore di modelli, che consentiva di passare tra vari sistemi per esigenze diverse: GPT-4o per compiti complessi, o4 mini per carichi più leggeri, o altre versioni precedenti. Con il ripristino di GPT-4o, almeno per ora, gli utenti possono tornare a modulare la loro esperienza scegliendo il modello che meglio si adatta alle loro preferenze.

Oltre a chi usava ChatGPT come supporto emotivo, anche molti utenti professionali hanno reagito negativamente al passaggio forzato a GPT-5. Alcuni, come un abbonato Plus che ha poi cancellato l’iscrizione, hanno criticato la rimozione improvvisa dei modelli legacy senza alcun preavviso, lamentando la perdita di flussi di lavoro costruiti su più sistemi. Per molti, GPT-4o, o3, o3-Pro e 4.5 non erano solo alternative, ma strumenti specializzati: dal brainstorming creativo alla logica pura, dalla ricerca approfondita alla scrittura strutturata.

La promessa di OpenAI era che GPT-5 avrebbe prodotto risposte più coinvolgenti e pertinenti, ma nel subreddit r/ChatGPT diversi utenti hanno segnalato output più lenti, più brevi e meno accurati. Altman ha assicurato che il modello “sembrerà più intelligente” già a partire dal giorno successivo, e ha annunciato maggiore trasparenza nell’indicare quale modello sta rispondendo, oltre a limiti di utilizzo più generosi per gli utenti Plus.

Il caso non è isolato: ogni nuovo rilascio di chatbot tende a creare una frattura con una parte della sua base d’utenza, legata a preferenze stilistiche o funzionali. Al punto che, come accaduto di recente con il ritiro del modello Claude 3 Sonnet di Anthropic, alcuni gruppi di utenti arrivano persino a organizzare veri e propri “funerali” per celebrare la scomparsa dei vecchi modelli.

Ricevi la nostra newsletter!

iscriviti con la tua mail per ricevere selezionati articoli settimanali sull'intelligenza artificiale pubblicati sul nostro blog

Grazie per esserti iscritt@!

Pin It on Pinterest

Share This