Si informano lavoratrici e lavoratori che siamo venuti a conoscenza del comunicato FIM FIOM UILM della RSU del coordinamento nazionale di Engineering e di Engineering.it che alleghiamo.
Anche in questo comunicato si denuncia in data 15 ottobre la disdetta degli accordi integrativi aziendali, tale disdetta e’ assolutamente pretestuosa per una societa’ che vanta utili e bilancio di esercizio positivi negli ultimi anni.
Ma quali sono le vere ragioni per cui, contemporaneamente, in piu’ luoghi di lavoro, a prescindere dalla situazione in cui l’azienda versa, gli accordi integrativi aziendali vengono disdetti?
Ovviamente la ragione e’ politica e probabilmente si tratta di un’indicazione data da Confindustria in vista del nuovo accordo interconferderale con i sindacati CGIL CISL e UIL (sollecitato dal governo Monti); secondo quanto trapela dalle prime dichiarazioni si prevede: l’ennesimo attacco volto alla riduzione del salario certo, legando una parte sempre piu’ consistente alla produttivita’; l’allungamento dell’orario di lavoro (come gia’ sta avvenendo nell’ambito della pubblica istruzione); la possibilita’ di deroga dall’art.4 dello Statuto dei Lavoratori (relativo al controllo a distanza) e ulteriori norme peggiorative su malattia e permessi.
Tornando al comunicato dell’ Engineering farebbe sorridere, se non fosse che nella nostra condizione di lavoratori e lavoratrici ci viene ben poco da ridere, una considerazione che si legge all’interno di questo documento.
“L’azienda ha illustrato il buono stato di salute in cui versa il Gruppo, che, nonostante la crisi, sta continuando a fare utili, e ha confermato che il primo semestre del 2012 ha dato risultati addirittura superiori, come EBITDA, all’anno 2011.”
Perche’ un’azienda in ottima salute, addirittura con un trend in crescita, malgrado la situazione di crisi generalizzata decide di disdire gli accordi sindacali rifiutandosi di iniziare una trattativa a partire dalla nuova piattaforma???
La risposta arriva dallo stesso comunicato, poche righe dopo…
“Se l’azienda va bene, se fa utili, perchè non prova neppure a discutere, a livello di Gruppo, di come armonizzare i trattamenti senza il ricatto della disdetta di accordi preesistenti? C’è qualcosa che non vuole dirci, magari un prossimo cambiamento nell’azionariato che potrebbe condizionare pesantemente le scelte future?” e ancora “…Non è accettabile che un Gruppo come Engineering, che aumenta fatturato, margini, che in questi mesi ha acquisito rami di azienda assumendo nel gruppo lavoratori e lavoratrici e che continuerà a farlo”
Ora “a pensar male si fa peccato ma spesso ci si indovina” sembrerebbe una massima calzante alla situazione che stiamo vivendo, visto anche che la “vicinanza” tra ACI Informatica ed il gruppo Engineering non e’ mai stata cosi reale come in questi tempi, dato il raggruppamento di imprese che ha portato entrambe le societa’ a partecipare insieme alla gara relativa al progetto “smart cities” della Regione Calabria.
Ma sono solo coincidenze…
| La RSU |
22 ottobre 2012 |
ParlanDonna