(Fonte) Valerio Berra – 10 luglio 2025

Si chiamano Norma, Macchina scrittura emendamenti e l’ultima (la migliore per il nome) DepuChat. Sono le tre piattaforme basate sull’intelligenza artificiale presentate alla Camera dei Deputati. Possono aiutare in modo diverso i deputati a portare a termine i loro compiti, che si tratti di scrivere leggi, raccogliere dossier o informarsi sul lavoro dei colleghi.

Queste piattaforme non sono una provocazione. Parliamo di piattaforme sviluppate nell’ambito della sperimentazione avviata dalla Camera dei deputati sull’utilizzo dell’IA generativa, che dovrebbero essere in grado di assistere il lavoro di un deputato in maniera affidabile. Sono l’ultimo capitolo di un progetto partito due anni fa, come spiega a Fanpage.it Anna Ascani, vicepresidente della Camera eletta nelle liste del PD.

Le piattaforme sono state create da gruppi di ricerca, soprattutto universitari come Politecnico di Milano o Università di Roma 3. Il rischio più grosso, chiaramente, riguarda le allucinazioni.

Le piattaforme, spiega Ascani, non sono costruite da zero. Si basano tutte su LLM (modelli linguistici di grandi dimensioni) già esistenti. In tutto sono tre, ognuna con uno scopo diverso:

  • Norma: per aiutare gli uffici della Camera nella predisposizione della documentazione parlamentare per l’istruttoria legislativa e nella realizzazione dei dossier per dare al deputato tutti gli strumenti di background per capire come approcciarsi a una legge.
  • Macchina scrittura emendamenti: questa piattaforma serve ad esempio quando un deputato vuole intervenire con un emendamento su una legge in discussione. Qui l’IA fornirà supporto nella scrittura del testo da presentare.
  • DepuChat: questo è forse il più delicato. DepuChat serve per conoscere il lavoro di un deputato, dalle leggi a cui ha lavorato fino alla sua posizione su un tema. È una piattaforma che si basa solo su documentazioni ufficiali. Per intenderci, non ha in archivio i post sui social network o le dichiarazioni nei dibattiti.

Una volta completata la sperimentazione, tutte queste piattaforme potrebbero essere usate anche in Senato o in altre istituzioni. Ma non solo. Sempre Ascani: “Alcuni ministeri potrebbero cominciare ad usarlo ma ci sono strumenti pensati anche per i cittadini. DepuChat ad esempio può essere usato dagli elettori per sapere cosa stanno facendo i parlamentari eletti nella loro circoscrizione”.

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