L’assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori di ACI Informatica riunita oggi 28 febbraio 2013 ha approvato all’unanimità la lettera aperta ai dirigenti (consegnata agli stessi con corteo interno di tutte le lavoratrici e lavoratori alla fine dell’assemblea) che alleghiamo e la mozione che segue:

 

L’assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori di ACI Informatica riunita il 28 febbraio 2013:

–          Denuncia la volontà della Direzione di portare al tavolo dell’Unione Industriali di Roma e del Lazio, e quindi estraneo all’azienda e al gruppo ACI, il confronto in corso sulle difficoltà del bilancio di previsione 2013 derivanti dalla difficile condizione economica dell’ACI.

–          Dichiara la volontà di continuare il confronto in sede aziendale coerentemente con il punto 2 della “Dichiarazione programmatica su trattative sindacali” firmata lo scorso 18 dicembre.

–          Chiede che, dopo oltre due mesi di trattativa, finalmente l’azienda si sieda al tavolo di confronto animata dalla volontà di garantire il benessere aziendale e non dal pervicace fine di colpire le condizioni di lavoro e di vita dei suoi dipendenti, fine che si cerca di raggiungere mistificando la realtà con giustificazioni che sembrano create ad arte per coprire interessi e fini personalistici.

–          Ricorda che l’improduttivo management di ACI Informatica vive di privilegi e ricchezza prodotti unicamente dalla fatica delle lavoratrici e dei lavoratori.

–          Afferma che sia il comportamento della Direzione volto ad ostacolare una serena trattativa al tavolo di confronto, sia la volontà di dichiarare un piano di esuberi assolutamente ingiustificato dalla realtà dei fatti (tanto che anche il bilancio 2012 chiude in utile) con il solo scopo di tagliare i nostri salari e affermare il proprio comando autoritario, sia infine la richiesta di intervento dell’organizzazione padronale, sono atti che espongono l’ACI e ACI Informatica al non benevolo giudizio della pubblica opinione.

Di fronte a tutto ciò le lavoratrici e i lavoratori dichiarano che produrranno ogni tipo di iniziativa utile alla soluzione positiva della vertenza in atto.

La RSU

28 febbraio 2013

 LETTERA APERTA AI DIRIGENTI

Nell’ambito della difficile vertenza che ci vede impegnati da mesi, ci ritroviamo in un confronto in cui la Direzione di Aci Informatica persegue la via dei tagli agli stipendi dei lavoratori e delle lavoratrici, malgrado questi abbiano piu’ volte indicato strade alternative per raggiungere lo stesso obiettivo (cioè il miglioramento del bilancio di Aci Informatica) portando all’attenzione della Direzione delle soluzioni concrete di risparmio per l’azienda, che sono state però finora rifiutate con giustificazioni che tendono a mistificare la realta’, che nessuno meglio dei lavoratori di Aci Informatica conosce, e che sembrano create ad arte per coprire interessi e fini personalistici.

Non condividere la volonta’ di recuperare e gestire al meglio le risorse e le professionalita’ nell’ambito di Aci Informatica significa colpire tutti i lavoratori e le lavoratrici, significa coprire gli interessi personali di pochi, significa fuggire dalle proprie responsabilita’ per coltivare il proprio florido orticello.

Tutti noi, con la responsabilita’ derivante da una forte presa di coscienza sui fatti e sulle dinamiche che governano l’ente ACI e Aci Informatica, stiamo attuando la nostra lotta per la salvaguardia delle condizioni e del posto di lavoro, valutando l’ostinata volonta’ della Direzione nel voler dichiarare lo stato di crisi per poter accedere ai contratti di solidarieta’, come un gesto pretestuoso e irresponsabile volto solo ad impoverire un’azienda ad oggi sana.

Per questi motivi la vertenza in corso è vitale per le lavoratrici ed i lavoratori di ACI Informatica e dunque non potremo tollerare né comprendere che voi dirigenti vi facciate strumento delle politiche della Direzione.

Siamo consapevoli che noi lavoratori siamo gli unici produttori di ricchezza anche per la parte improduttiva dell’azienda – il management – e quindi attaccare le nostre condizioni significa non solo peggiorare la nostra vita ma anche minare la continuità aziendale.

Tale comportamento e’ miope, e lo e’ ancor di piu’ se perpetrato da parte di coloro che dovrebbero avere la lungimiranza per poter tenere saldo il timone dell’azienda anche con il mare in burrasca, ma forse e’ piu’ conveniente continuare a navigare nella propria vasca da bagno pensando che il maltempo riguardi solo gli sfortunati “altri”.

L’assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori del 28 febbraio 2013 approva all’unanimità

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