1976
Il primo accordo integrativo aziendale (all’epoca ci chiamavamo ancora SICREO) si caratterizzò soprattutto per la definizione dell’orario settimanale fissato in 36 ore, oltre a fissare i primi punti normativi in materia di organizzazione del lavoro (turni del CED, la maggiorazione per il lavoro notturno, l’indennità turno) e aumenti salariali (istituzione del premio annuo)
1977
Nuovo accordo che istituisce il diritto al servizio mensa o ad un’indennità sostitutiva e alcune forme di “controllo” dei lavoratori sull’organizzazione del lavoro (appalti, straordinari, assunzioni finalizzate a valorizzare la crescita tecnico professionale del personale interno)
1978
Regolamentati aspetti inerenti allo svolgimento dell’attività lavorativa del personale turnista (organizzazione dei turni di lavoro del CED con l’istituzione della notte, pausa di lavoro per i turnisti, aumento dell’indennità di turno
1979
Istituito il checkup aziendale per il 70% a carico dell’azienda
1980
Rivalutazione dei buoni pasto (quasi triplicato il loro valore e rivalutazione annua).
Secondo contratto integrativo aziendale dove, oltre a ridiscutere e migliorare aspetti già definiti dall’accordo precedente (informazioni e controllo sugli appalti, regolamentazione degli straordinari, crescita professionale interna, incremento dei permessi sindacali, del valore dei buoni pasto, del premio annuo e dell’indennità turni), istituisce nuovi istituti salariali (superminimo aziendale, l’anzianità di livello e l’indennità di rischio per il personale della sala macchine), viene concordata l’opportunità di studiare un sistema di flessibilità dell’orario (fu la premessa per un accordo nel 1981 che istituisce l’orario elastico), prevede alcuni passaggi di livello automatici per alcune qualifiche
1984
Terzo contratto integrativo aziendale con l’istituzione dell’inquadramento unico aziendale (definisce per ogni figura lavorativa un percorso di aumento dei livelli contrattuali, e quindi della retribuzione, basato sull’esperienza maturata nel corso degli anni), la definizione del servizio mensa, l’istituzione sperimentale del part-time su richiesta dei lavoratori, incrementi salariali (superminimo aziendale, anzianità di livello e premio annuo), e miglioramenti normativi per il personale turnista.
1985
Anche in Aci Informatica si sviluppa un grande movimento contro il nucleare, viene realizzato un dossier sul nucleare dal titolo “Mai più Nucleare” organizzato in 3 parti: Scientifica (analisi dei problemi derivanti non solo da eventuali incidenti ma anche dall’impatto ambientale derivante dallo stoccaggio delle scorie); Energie alternative (praticabilità delle politiche riguardanti le energie alternative); Politica (illustrazione delle posizioni di tutti i partiti politici e del Movimento sulle tematiche riguardanti il nucleare). Viene organizzata una assemblea con la partecipazione del Prof. Massimo Scalia (Docente universitario de “La Sapienza”) per approfondire le tematiche sul nucleare.
1987
Accordo che migliora le modalità di fruizione di ferie e permessi da parte del personale turnista operante al CED
1988
Quarto contratto integrativo aziendale, composto da due accordi separati ma complementari: l’accordo integrativo aziendale vero e proprio e l’accordo quadro per il passaggio dal CCNL del commercio a quello dell’industria metalmeccanica privata, finalizzato a garantire il mantenimento di tutti i diritti acquisiti.
L’accordo integrativo aziendale interviene sull’inquadramento unico (sensibile diminuzione dei tempi di permanenza nei livelli e istituzione di ulteriori figure professionali), sugli istituti salariali (il superminimo aziendale aumenta mediamente del 40%, l’anzianità di livello del 25%, il premio annuo viene praticamente raddoppiato, l’indennità di sala macchine viene quadruplicata, l’indennità di turno viene quasi raddoppiata, la maggiorazione turno viene elevata del 15% per le ore notturne), sui turni (viene concordato un loro alleggerimento entro un anno), istituisce la Previdenza Integrativa (versamenti sia a carico del personale – 1% della retribuzione – che dell’azienda – 2% -), migliora la normativa sulle trasferte, istituisce permessi aggiuntivi non retribuiti per motivi di salute (analisi, cure specialistiche o altre prestazioni mediche), definisce il trasferimento dalla sede di Via del Serafico a quella attuale di Via Fiume delle Perle (con un nuovo orario elastico più ampio e l’istituzione del servizio navetta), migliora la tutela della salute dei dipendenti nelle condizioni di lavoro (installazione postazioni ergonomiche, con monitor antiriflesso e antiradiazioni, sostituzione del materiale degradato).
Accordo che regola i diritti per i lavoratori assegnati ai nuovi uffici di Via Tempio del Cielo
1989
Accordo riguardante il nuovo assetto organizzativo del CED che prevede due diversi tipi di turnazione, uno dei quali elimina parzialmente la notte e stabilisce il passaggio graduale di tutto il personale CED a tale turno
1993
Cambiano i vertici aziendali, il nuovo management si insedia durante le trattative per il rinnovo del contratto integrativo e la vertenza deve praticamente ripartire daccapo e in un clima molto teso, con il tentativo di cancellare le relazioni sindacali esistenti fino ad allora.
Il quinto contratto integrativo aziendale viene comunque firmato, con aumento sensibile della retribuzione diretta (superminimo aziendale +55%, premio annuo +60%, anzianità di livello +20%, indennità di sala macchine +100%, indennità turno +25%), l’istituzione di una assistenza sanitaria, il ripristino del check-up istituito nel 1980, l’aumento della percentuale di dipendenti in parttime, l’aumento delle ore di assemblea e del monte ore di permessi sindacali.
Di lì a qualche mese la firma degli accordi di luglio del 1993 tra sindacati e confindustria vieteranno di contrattare aziendalmente aumenti diretti in busta paga. Un pesante macigno per la contrattazione successiva.
1996
Nel 1995 inizia la trattativa per il rinnovo del contratto integrativo aziendale, presentata da una RSU formalmente eletta 16 mesi prima, e che già da tempo effettua incontri con la direzione aziendale. Ma la Direzione decide di assumere una posizione intransigente, i lavoratori rispondono con forti lotte.
Il 2 maggio l’Ispettorato del Lavoro effettua una visita ispettiva per verificare l’utilizzo dei consulenti da parte dell’Azienda, all’epoca utilizzati in modo massiccio e con forti dubbi di regolarità. Il 3 maggio la Direzione disconosce la RSU, strumentalmente e per rappresaglia. L’11 giugno la Direzione tenta un accordo con il rappresentante territoriale della Fiom Marcelli, con un incontro all’Unione Industriali. Le lavoratrici ed i lavoratori bloccano il tentativo con una manifestazione sotto la sede dell’Unione Industriali. Il 20 giugno 1996 inizia un duro sciopero a tempo indeterminato dei reparti Ced e Tlg e la Direzione riapre le trattative.
Il 15 luglio viene siglato un primo accordo che risolve il problema del disconoscimento della RSU, confermandola pienamente.
Il 9 agosto si rinnova il sesto contratto integrativo aziendale che contiene l’istituzione di un PREMIO di RISULTATO (di fatto un’ulteriore mensilità), miglioramenti nelle relazioni sindacali (organizzazione del lavoro, la crescita professionale e formazione), miglioramenti nel reparto CED (diminuzione turni notturni e crescita professionale).
1999
Accordo che stabilisce l’assunzione a tempo indeterminato di sei lavoratori assunti in Aci Informatica con contratto di lavoro temporaneo.
2000
Accordo che regola i diritti per i lavoratori assegnati ai nuovi uffici di Via Solferino.
Accordo che regola la “Banca Ore” dello straordinario, con limiti annuali e trimestrali insieme a forme di controllo e garanzia di lavoratori e delegati.
2001
Settimo contratto integrativo aziendale con miglioramenti sul salario diretto (Premio di Risultato, premio di Produzione, indennità di turno e l’anzianità di livello), sulla formazione e riqualificazione professionale, sulla crescita professionale dei dipendenti CED e le problematiche riguardanti i turni (passaggi di livello ed eliminazione quasi totale delle notti), sull’utilizzo dei “consulenti” (che vengono limitati all 33% della forza lavoro e per i quali si prevede un’informativa sulle modalità di utilizzo e sulle società di appartenenza), sull’organizzazione del lavoro (con assunzioni da concordare a seguito di una verifica puntuale reparto per reparto).
2002
Si realizza il primo accordo a seguito del confronto sull’OdL istituito nel contratto integrativo aziendale appena firmato. Riguarda il servizio di assistenza. Sarà il primo di una lunga serie di accordi su un tema, quello del governo dei processi aziendali, resosi necessario per un utilizzo di personale esterno che mette a rischio le professionalità (e quindi anche il posto di lavoro) di lavoratrici e lavoratori di Aci Informatica. Ma sarà un confronto difficile e aspro, a causa del fatto che normalmente rientra tra le materie curate dal management.
Accordo migliorativo della fruizione di congedi parentali.
Accordo migliorativo della pausa del personale turnista e delle trasferte.
2003
Accordo che regola i diritti per i lavoratori assegnati ai nuovi uffici di via Giolitti a Torino.
Accordi vari sull’OdL
A luglio la Direzione avvia una campagna contro la RSU attraverso il licenziamento di una lavoratrice in prova. Da quel momento è un susseguirsi di attacchi della Direzione e di propaganda verso i lavoratori che si concreta nel tentativo di firmare un accordo con la Fiom territoriale (rappresentata da Marcelli) con introduzione dell’uso di contratti precari (apprendistato ed altro). Da questi fatti si produce una forte spaccatura nell’assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori (ci vorranno 4 anni di duro e quotidiano lavoro sindacale per ricostruire l’unità dell’assemblea) tanto che la RSU in carica decide di dimettersi e le nuove elezioni si svolgono per la prima volta su liste contrapposte, una della Fiom e la nostra di Lavoratrici e lavoratori autorganizzati aderenti alla Confederazione Cobas.
2004
Le elezioni RSU registrano circa il 60% di consensi agli autorganizzati/e (6 delegate/i elette/i) ed il resto alla Fiom (4 delegati/e eletti/e), l’assemblea è comunque riuscita ad imporre alla Fiom la rinuncia al 33% di delegati riservati dal regolamento delle RSU.
2005
Dopo un anno duro e difficile nei rapporti sindacali si realizza l’ottavo accordo integrativo che da un lato produce nuovi aumenti salariali (fondo di produttività, indennità turno e rischio), miglioramenti normativi (contributo per asilo nido, miglioramenti sui congedi parentali e maternità), definizione dell’inquadramento per la divisione ACI Rete) ma dall’altro lato definisce una normativa peggiorativa sul piano salariale ed inquadramentale per i nuovi assunti (il danno viene limitato dal carattere sperimentale e dai limiti numerici dell’accordo)
2006 – 2007
Si intensifica lo scontro con la direzione aziendale mentre cresce la consapevolezza fra lavoratrici e lavoratori delle manovre in atto volte a ridurre drasticamente i rapporti di forza fra le parti. Si esaurisce il limite (numero di lavoratori che si possono assumere con le norme sperimentali) per l’accordo sui nuovi assunti e lo scontro si fa molto duro. A gennaio/febbraio 2007 vi è l’ultimo tentativo della direzione di realizzare un accordo separato con la Fiom per introdurre forme di precarietà in azienda, si è però alla vigilia delle nuove elezioni per la RSU ed il risultato sancisce la ricostruita unità dell’assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori con oltre l’80% di voti (8 delegate/i eletti/e) alla lista lavoratrici e lavoratori autorganizzati ed il resto (2 delegati/e) alla Fiom.
Nel frattempo il governo Prodi inserisce nelle famose lenzuolate di Bersani (liberalizzazioni e privatizzazioni dei servizi pubblici) una norma che mantenendo inalterato il carico fiscale sui cittadini e privatizzando il servizio di trascrizione del veicolo (con conseguente aumento dei costi) abolisce il PRA o meglio lo trasferisce alla motorizzazione creando le premesse per la cancellazione di migliaio di posti di lavoro ACI compreso i nostri circa 500 (è una manovra da un lato populista e dall’altro volta a favorire la multinazionale americana dell’informatica EDS). La risposta delle lavoratrici e dei lavoratori è durissima sia contro il governo che contro le dirigenze di ACI ed ACI Informatica manifestamente complici dei processi di privatizzazione dell’Ente. Per oltre 3 mesi (da marzo al 12 giugno) organizziamo manifestazioni, iniziative di controinformazione (al forum PA circa 40 lavoratrici e lavoratori vengono attesi all’ingresso e “sequestrati” per diverse ore da digos e polizia in tenuta antisommossa per impedire la contestazione alla visita di Prodi e Veltroni, altri lavoratori riescono comunque nell’intento) e scioperi. Tutto ciò si sintetizza in due settimane consecutive di presidio a Montecitorio a cui partecipano circa 400 lavoratori che incessantemente urlano, cantano e suonano tamburi costringendo il governo ad ammorbidire la propria posizione fino alla votazione quasi unanime della Camera dei deputati che il 12 giugno straccia la norma dal disegno di legge, i nostri posti di lavoro sono salvi e consapevolmente in piazza si canta “i padroni dell’azienda siamo noi”. Con questa consapevolezza il giorno dopo rientriamo al lavoro si da vita ad una enorme assemblea da cui usciamo in corteo per le vie del quartiere fino a raggiungere la vicina sede del PRA di Roma poi rientriamo in azienda e sempre in corteo spazzoliamo tutta l’azienda fino a raggiungere gli uffici dell’amministratore delegato a cui consegniamo una mozione dell’assemblea che richiede aumenti salariali anche a copertura delle giornate di sciopero (una tantum in proporzione alla partecipazione agli scioperi) ed un nuovo accordo sui nuovi assunti. Nel giro di alcune settimane e con nuove iniziative di lotta vengono raggiunti entrambi gli obiettivi, sui nuovi assunti fra l’altro l’accordo è retroattivo e così nello stipendio di settembre vengono restituiti gli arretrati a tutti ed in questo accordo è fra l’altro scritto che le assunzioni sono effettuate solo con contratto a tempo indeterminato.
Accordo che regola i diritti per i lavoratori assegnati ai nuovi uffici di Via Cina
2009
Nono accordo integrativo che prevede aumenti salariali (indennità turno e rischio, fondo produttività, premio di risultato, premio di produzione, anzianità di livello), miglioramenti normativi (sul sostegno alla maternità/paternità, contributo per l’abbonamento annuale ai trasporti pubblici, permessi studio, gestione orario elastico), molti contenuti dell’accordo derivano dal lavoro svolto dal collettivo delle lavoratrici “Parlandonna” di cui si parla in altra sezione del sito.
Accordo su formazione e crescita professionale.
2010-2012
In questi anni si realizzano accordi di gestione dei rapporti fra lavoratori ed azienda molto specifici mentre si realizza un notevole impegno delle lavoratrici e dei lavoratori all’attività politica esterna all’azienda consapevoli che gli effetti della crisi capitalistica possono essere contrastati e vinti solo se si costruisce un forte movimento di classe non potendo noi chiuderci nel villaggio gallico di Asterix ed Obelix.
Nasce dall’esigenza di comunicare con tutte le lavoratrici ed i lavoratori che fanno parte della Federazione ACI. Per fare informazione, laddove a volte latita. Per creare un dibattito su questioni che ci stanno a cuore e che riguardano le nostre condizioni di vita e di lavoro.
Abbiamo costituito un gruppo di lavoratrici denominato “LAVORATRICI AUTORGANIZZATE ACI INFORMATICA” con l’obiettivo di creare un’occasione di incontro e dialogo tra donne, considerando come obiettivo principale l’eliminazione di ogni forma di violenza basata sul genere e degli stereotipi legati al genere.
Produciamo una pubblicazione chiamata ‘Parlandonna’ che si occupa di argomenti inerenti a questioni di genere.
È un gruppo di lavoratrici e lavoratori che periodicamente viene rinnovato e che hanno due compiti: il controllo e l’informazione.
La responsabilità di controllare i prodotti utilizzati a mensa, sia per ciò che riguarda scadenze che le marche dei prodotti e provenienza degli stessi, è uno degli impegni importanti che si assume questo gruppo. Si controlla anche che i locali dove vengono effettuate le lavorazioni abbiano tutte le caratteristiche per essere considerati idonei.
Un secondo compito è quello di informazione. Informarsi ed informare in modo da poter proporre evoluzioni e quanto meno di diffondere le notizie di cui veniamo a conoscenza. Il magazine “Quanto Basta” prodotto dai lavoratori della commissione ha proprio questo scopo.
Una Risposta a “Chi Siamo”