Radio Onda Rossa ha ancora bisogno di noi per continuare questo “piccolo miracolo”

Radio Onda Rossa ha ancora bisogno di noi per continuare questo “piccolo miracolo”

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Tutte e tutti noi ricordiamo ancora la meravigliosa trasmissione che il 20 maggio 2017 abbiamo realizzato su Radio Onda Rossa per far conoscere il nostro percorso di lotta (qui la registrazione http://www.ondarossa.info/newstrasmissioni/2017/05/speciale-lotta-autorganizzata-aci), così come ogni volta che organizziamo o partecipiamo a iniziative sappiamo che ci basta comporre lo 06491750 per poter raccontare in diretta a tutta la cittadinanza quello che sta accadendo.

Tutto questo è possibile perché Radio Onda Rossa è una radio comunitaria che si autogestisce e si finanzia con il sostegno di ascoltatrici e ascoltatori, non fa pubblicità (del resto come potrebbe sostenere la lotta dei lavoratori precari e poi pubblicizzare l’Adecco?), non appartiene a nessun partito o sindacato, non ha padroni ma è di chi partecipa al lavoro di redazione e a chi la ascolta, non riceve finanziamenti di alcun genere.

Per questi motivi è un microfono e un luogo aperto al contributo di tutt@ coloro che si organizzano dal basso per migliorare le condizioni di vita e promuovere percorsi di crescita collettivi.

Per questo è una voce unica che va preservata se non vogliamo ulteriormente impoverire il panorama culturale e sociale della nostra città.

Per questo già lo scorso anno tante e tanti di noi hanno partecipato al crowdfunding per la sostituzione del ripetitore ormai vetusto, per questo riteniamo utile partecipare a questa nuova richiesta di supporto economico seguendo la campagna di Radioabbonamento 30×1000, qui http://www.ondarossa.info/radioabbonamento2019/ potete trovare tutte le informazioni e dare il vostro contributo.

Radio Onda Rossa deve vivere e con un piccolo sforzo possiamo aiutare a continuare a realizzare questo “piccolo miracolo” di un etere libero e al servizio di chi lotta.

Lavoratrici e lavoratori AUTORGANIZZATI di ACI INFORMATICA

Di seguito la Newsletter che Radio Onda Rossa ci ha inviato per spiegare le ragioni della campagna.

Da: SostieniOndaRossa [mailto:sostieniondarossa-bounces@inventati.org] Per conto di Newsletter di Radio Onda Rossa via SostieniOndaRossa
Oggetto: [SostieniOndaRossa] Radio Onda Rossa lancia la campagna di Radioabbonamento #30×1000

Cari ascoltatori e care ascoltatrici,

da quando Radio Onda Rossa ha iniziato a trasmettere, il 24 maggio del  1977, si è verificato – ogni anno e per tutti gli anni successivi – un  fatto senza precedenti: migliaia e migliaia di persone di ogni estrazione sociale sono venute in radio a portarci il loro contributo in  denaro, perché nella nostra scelta di contrastare l’insulto dell’informazione asservita, vedevano finalmente una possibilità di riscatto come mai si era presentata prima. Vivere di sottoscrizioni senza mai fare pubblicità, senza prendere un soldo per mandare in onda spot e comunicati, è stata una scelta estrema che ha messo a rischio ripetutamente la sopravvivenza della radio, ma è stato anche l’imprinting che ne ha segnato definitivamente il carattere. I compagni e le compagne che collaborano e trasmettono dagli 87.9 non solo non percepiscono alcun compenso, ma contribuiscono economicamente alla sopravvivenza della radio che dunque vive esclusivamente del loro impegno, delle sottoscrizioni di chi l’ascolta e delle iniziative culturali che si svolgono negli spazi sociali.

In questi ultimi anni facciamo sempre più fatica a far quadrare i conti. I costi di gestione aumentano e le entrate non riescono a coprirli. Da un lato c’è la difficoltà da parte di artisti e creativi di dare un apporto concreto a chi promuove cultura e partecipazione, specie in ambito musicale, dove le iniziative si rincorrono generando una decisa contrazione numerica delle/dei partecipanti, peraltro impediti da un tenore di vita sempre più precario a lasciare qualche spicciolo di sottoscrizione. Dal lato delle spese invece tutto costa inesorabilmente di più: utenze telefoniche ed elettriche (degli studi e del trasmettitore di Monte Cavo, cambiato lo scorso anno – di nuovo grazie al sostegno di chi, ascoltandola, sente sua questa radio), tasse, gabelle, spese di gestione, manutenzione e sostituzione delle attrezzature. Tutto questo, trasformato in soldi, significa un costo complessivo di 30.000 euro l’anno.

Se per 42 anni siamo riusciti economicamente a tirare avanti, oggi ci rendiamo conto che il reperimento di 30.000 euro l’anno non può essere lasciato al buon esito di un concerto, né possono farvi fronte da soli i compagni e le compagne che trasmettono dai microfoni della radio. L’anno scorso, in una situazione emergenziale per la necessità di acquistare un nuovo trasmettitore, abbiamo lanciato un crowdfunding che ha superato ogni nostra più rosea previsione. Chiediamo quindi ancora il vostro supporto, per dare stabilità ad una situazione a dir poco precaria.

Lanciamo una campagna di abbonamento alla radio: 30€ a testa, 1000 sostenitori, ogni anno. Non è poco, ma crediamo che sia possibile e che sia importante.

Solo con delle sottoscrizioni più regolari potremo continuare a trasmettere, dedicando ulteriore tempo alla costruzione di una voce critica e schierata, agli approfondimenti politici e culturali, ad un’informazione quotidiana libera da padroni e da padrini di qualunque specie.

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