ATAC: UN REFERENDUM CONTRO UTENTI E LAVORATORI, OLTRE CHE UN INUTILE SPRECO DI DENARO PUBBLICO

ATAC: UN REFERENDUM CONTRO UTENTI E LAVORATORI, OLTRE CHE UN INUTILE SPRECO DI DENARO PUBBLICO

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ATAC: UN REFERENDUM CONTRO UTENTI E LAVORATORI, OLTRE CHE UN INUTILE SPRECO DI DENARO PUBBLICO

 

Domenica prossima 11 novembre le cittadine e i cittadini di Roma – ma anche chi a Roma ha il domicilio pur essendo residente altrove – sono chiamati a recarsi alle urne per esprimere il proprio parere sulla privatizzazione e la liberalizzazione del trasporto pubblico cittadino.

E’ un referendum consultivo quindi non ha effetti pratici in quanto quale che sia l’esito le norme esistenti non cambieranno.

E’ stato, però, pensato al solo scopo di creare i presupposti politici per distruggere definitivamente il servizio pubblico di trasporto – già ridotto in condizioni pietose dagli stessi che sostengono il referendum (i radicali ultras del liberismo sfrenato e dei sacrifici in salsa UE e dunque dei tagli degli stanziamenti al servizio pubblico e il PD, rispetto al quale crediamo che non servano parole per mostrarne infamie e nefandezze) – e non a caso i proponenti sono gli stessi che hanno raccolto le firme per proporre un referendum per l’abolizione del PRA (che poi la Corte Costituzionale ha dichiarato inammissibile), gli stessi che hanno promosso il referendum per l’abolizione dell’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori (sconfitti alle urne dall’astensione che ha impedito di raggiungere il quorum, lo hanno poi cancellato via legge con il jobs act) e potremmo continuare l’elenco delle loro nefandezze.

Del resto i danni che produce la privatizzazione del trasporto pubblico locale potremmo mostrarla attraverso l’esempio dei disastri che si sono prodotti nelle città dove questo è stato fatto (p.e. Londra sta tornando a un sistema pubblico dopo il disastro delle privatizzazioni della Tatcher) ma senza andare lontano basta vedere le linee di periferia qui a Roma affidate al consorzio privato Roma Tpl e soggette a pessimo servizio all’utenza, attese infinite, continui ritardi nei pagamenti degli stipendi ai lavoratori con conseguenti e legittimi scioperi degli stessi e tutto quello che ognuno di noi può sperimentare ogni giorno.

In ultima analisi dunque si tratta dell’ennesimo tentativo da parte di chi è protagonista dello smantellamento del servizio pubblico in ogni settore (scuola, sanità, trasporti, assistenza sociale ecc.) di creare le premesse per permettere a privati del settore e multinazionali di appropriarsi delle risorse pubbliche che – non dobbiamo mai dimenticarlo – sono alimentate per oltre il 70% dalle tasse delle lavoratrici e dei lavoratori dipendenti  (altro che flat tax per favorire i soliti ricchi).

Cioè assistiamo ad un tentativo di continuare le politiche di Monti senza Monti volte a trasferire quote del nostro salario (le tasse che paghiamo sono parte del nostro salario e dovrebbero servire a restituirci servizi pubblici) ai profitti. Del resto che significa dare il servizio pubblico in mano ai privati ce lo insegna la tragedia di Genova e in generale il sistema delle concessioni ai privati.

Dunque respingiamo questo ignobile attacco impedendo la vittoria dei si al referendum e organizzando mobilitazioni e lotte per un trasporto pubblico efficiente e funzionale e possibilmente gratuito (a Berlino e in tutta la Germania si sta appunto valutando di azzerare il costo del biglietti).

Come per le pratiche automobilistiche noi siamo sempre a favore di

SERVIZI PUBBLICI EFFICIENTI E GRATUITI

Lavoratrici e lavoratori Autorganizzati ACI Informatica

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