A.G. 392-bis Commissione Trasporti Camera Seduta 1 del 23 maggio 2017

A.G. 392-bis Commissione Trasporti Camera Seduta 1 del 23 maggio 2017

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CAMERA DEI DEPUTATI Martedì 23 maggio 2017 822. XVII LEGISLATURA
BOLLETTINO DELLE GIUNTE E DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI
Trasporti, poste e telecomunicazioni (IX)
COMUNICATO

ATTI DEL GOVERNO

  Martedì 23 maggio 2017. — Presidenza del presidente Michele Pompeo META – Interviene il sottosegretario di Stato per le infrastrutture e i trasporti Umberto Del Basso De Caro.

  La seduta comincia alle 14.25.

Pag. 116

Sull’ordine dei lavori.

  Michele Pompeo META, presidente, propone un’inversione dell’ordine del giorno, nel senso di procedere, dapprima, all’esame dello schema di decreto legislativo recante razionalizzazione dei processi di gestione dei dati di circolazione e di proprietà di autoveicoli, motoveicoli e rimorchi, finalizzata al rilascio di un documento unico e, successivamente, allo svolgimento di interrogazioni a risposta immediata.

  La Commissione consente.

Sulla pubblicità dei lavori.

  Michele Pompeo META, presidente, comunica che è stata avanzata la richiesta che la pubblicità dei lavori sia assicurata anche mediante l’impianto audiovisivo a circuito chiuso.
Non essendovi obiezioni, ne dispone l’attivazione.

Schema di decreto legislativo recante razionalizzazione dei processi di gestione dei dati di circolazione e di proprietà di autoveicoli, motoveicoli e rimorchi, finalizzata al rilascio di un documento unico.
Atto n. 392-bis.
(Esame, ai sensi dell’articolo 143, comma 4, del Regolamento, e rinvio).

  La Commissione inizia l’esame dello schema di decreto all’ordine del giorno.

  Michele Pompeo META, presidente e relatore, ricorda che la Commissione è chiamata ad esaminare il testo dell’Atto in titolo, come risultante dalla seconda deliberazione preliminare del Consiglio dei Ministri, avendo già espresso il proprio parere sulla prima stesura dello schema di decreto legislativo nella seduta del 4 maggio 2017.
Ricorda che, ai sensi della norma di delega, di cui alla cosiddetta «legge Madia» (legge n. 124 del 2015), qualora il Governo non si conformi pienamente ai pareri parlamentari espressi sullo schema originario, esso è tenuto a trasmettere nuovamente il testo alle Camere con le sue osservazioni e con eventuali modificazioni, corredate dei necessari elementi integrativi di informazione e motivazione. La Commissione in questa fase dispone di dieci giorni per esprimersi sulle osservazioni del Governo, mentre la stessa delega verrà a scadenza il prossimo 29 maggio.
In ragione della funzione che la Commissione è chiamata a svolgere in questa fase, ritiene opportuno dar conto, da un lato, del recepimento nel testo delle condizioni e delle osservazioni formulate in questa sede – avvenuto in buona parte – nonché delle motivazioni che hanno invece indotto il Governo a non conformarsi ad alcune di esse.
Dall’altro lato, nella sua relazione saranno poste in evidenza anche le modifiche del testo e le osservazioni governative riferibili alle risultanze della fase consultiva esterna al Parlamento, ovvero alle pronunce del Consiglio di Stato e della Conferenza unificata.
In ogni caso, nella documentazione che gli Uffici hanno messo a disposizione dei commissari sono riportati in un’apposita tabella – in modo analitico – gli orientamenti del Governo sui rilievi recati dai pareri, parlamentari e non, espressi sul testo.
La prima importante novità è recata dall’articolo 1, comma 1, in cui si fissa in modo univoco al 1o luglio 2018 la data a decorrere dalla quale viene rilasciato il nuovo Documento unico, mentre nella formulazione originaria – oggetto di rilievi da parte delle Commissioni parlamentari e del Consiglio di Stato – se ne subordinava la operatività alla data di emanazione del decreto ministeriale sulla tariffa unica.
Il comma 3 dell’articolo in commento è stato invece integrato con i suggerimenti espressi dalla conferenza Unificata.
Si evidenzia che, mentre i commi 2 e 3 dell’articolo 1 correttamente sostituiscono le parole «Carta di circolazione» con «documento unico», la medesima sostituzione non viene invece apportata – forse per mero errore materiale – anche al comma 4 del medesimo articolo 1, nonché ai commi 2, 5, 6 dell’articolo 2 ed eventualmente nelle novelle introdotte dall’articolo 5 (i cui commi, anche qui per un mero errore materiale, sono numerati in modo incongruo).
Molte delle novità contenute nel testo si trovano all’articolo 2 e riguardano il regime della tariffa unica.
Coerentemente con la modifica sulla data in cui il documento unico diviene operativo, si prevede che qualora il decreto ministeriale sulla tariffa unica non sia stato emanato a quella data, la tariffa sarà comunque pari alla somma delle tariffe vigenti e lo stesso meccanismo si applicherà anche all’imposta di bollo.
A questo proposito, accogliendo la condizione della Commissione, si prevede che la riduzione dei costi connessi alla gestione dei dati derivanti dall’attuazione della disciplina in questione siano integralmente destinati a realizzare risparmi per l’utenza.
Inoltre, sempre in conformità a una osservazione della Commissione agli utenti sarà consentito di effettuare i pagamenti della tariffa e del bollo secondo modalità di pagamento elettronico o on line.
Ancora, come richiesto in un’apposita osservazione dalla nostra Commissione, in sede di predisposizione del decreto è prevista una previa consultazione di ACI e delle organizzazioni maggiormente rappresentative delle imprese di consulenza automobilistica, nonché il previo parere delle competenti commissioni parlamentari.
Ulteriori modifiche concernono le modalità di versamento dei proventi della tariffa.
Accogliendo una condizione della Commissione bilancio si prevede che la quota spettante all’Aci sia direttamente versata all’ente. Dalla relazione del Governo si desume che una diversa soluzione porterebbe a una gestione fuori bilancio e che pertanto la scelta va considerata dovuta a fattori tecnici. La norma come modificata dal Governo precisa che sono versate all’Aci e alla motorizzazione civile la quota della tariffa unica pari all’importo della tariffa rispettivamente spettante a legislazione vigente rimettendo poi a un decreto ministeriale l’aggiornamento di tale tariffa e del riparto tra i due soggetti dell’importo incassato.
Le altre modifiche all’articolo 2 derivano da quanto indicato negli emendamenti dalla Conferenza unificata (tutti sostanzialmente recepiti) che hanno un tenore principalmente tecnico.
Le altre importanti novità si trovano nel nuovo articolo 4, introdotto dal Governo per venire incontro ai temi dibattuti in Commissione sulle prospettive che il decreto apre con riguardo all’evenienza di realizzare una modalità di archiviazione unica.
È stata quindi prevista una relazione al Parlamento sui risultati e, auspicabilmente, sui risparmi conseguiti nel primo anno di applicazione della disciplina sul documento unico, nonché gli effetti sull’ACI, ai fini della valutazione dell’eventuale istituzione di un archivio unico presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.
Inoltre, il Governo è adesso autorizzato ad emanare un regolamento di delegificazione, entro ventiquattro mesi dall’introduzione del documento unico (quindi entro il 1o luglio 2020) volto a definire le modalità organizzative dell’eventuale archivio unico, in modo da assicurare la riduzione dei costi di gestione dei dati relativi alla proprietà e alla circolazione dei veicoli.
Nella relazione illustrativa il Governo segnala l’impossibilità e l’inopportunità di tracciare immediatamente un percorso preciso, anche sotto il profilo più schiettamente organizzativo, ritenendo necessario in questa fase procedere ad una sperimentazione almeno annuale sull’applicazione delle nuove procedure sottese all’introduzione del Documento unico prima di giungere eventualmente ad un’unica modalità di archiviazione, fornendone alle Camere i risultati tramite una relazione.
All’articolo 5, recependo una osservazione della omologa Commissione del Senato, si novella l’articolo 103 del CodicePag. 118della strada per la definitiva esportazione dei veicoli. Al riguardo, la cancellazione è disposta a condizione che il veicolo sia stato sottoposto a revisione, con esito positivo, in data non anteriore a sei mesi rispetto alla data di richiesta di cancellazione. Per raggiungere i transiti di confine per l’esportazione il veicolo cancellato può circolare su strada solo se munito del foglio di via e della larga provvisoria.
Si segnala inoltre che, recependo l’indicazione della nostra Commissione, l’articolo 6 dispone il trasferimento della vigilanza sull’Automobile Club d’Italia alla Presidenza del Consiglio dei ministri e, limitatamente alla attività ed alle strutture dedicate alla tenuta del PRA, al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, fatte salve le competenze del Ministero della giustizia e dell’autorità giudiziaria.
Sempre al fine di accogliere una condizione della Commissione, l’articolo 6, al comma 1, specifica il regime di validità dei documenti anteriormente all’entrata in vigore della nuova disciplina.
Conclusivamente, nella relazione illustrativa si forniscono approfonditi elementi esplicativi della ragioni che hanno indotto il Governo a non accogliere alcuni rilievi formulati dalle Commissioni parlamentari.
In particolare, la condizione posta dalla V Commissione della Camera – in parte coincidente con una condizione recata nel parere reso dalla Commissione del Senato – circa l’interoperabilità dei sistemi informativi viene valutata come esulare dai confini della delega, nonché produrre l’effetto paradossale di una reviviscenza del certificato di proprietà che il decreto intende invece abolire.
Non sono state altresì accolte le analoghe condizioni di cui alla lettera b) e c) del parere reso dalla Commissione del Senato e al punto 3 del parere reso dalla nostra Commissione concernenti l’indicazione della programmazione delle risorse umane e strumentali interessate dal processo di riorganizzazione, in quanto «allo stato non risulta possibile né praticabile procede alla valutazione richiesta, in quanto la stessa presuppone un periodo minimo di verifica in concreto degli effetti scaturenti dalla riforma» che si concretizzerà nella prevista relazione al Parlamento.
Il Governo non ha inoltre ritenuto possibile accogliere l’osservazione di cui al punto e) del nostro parere (in senso analogo si è espresso anche il Senato), riferita alla predeterminazione di criteri per definire le quote percentuali di competenza di ACI e Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, «in quanto soltanto in sede di adozione del decreto attutivo, previo in necessario confronto con il Ministero dell’economia e delle finanze, sarà possibile definire una disciplina così dettagliata in merito ai meccanismi di formazione delle tariffe ed alla eventuale separata evidenza contabile».
Infine, nella relazione illustrativa si evidenzia come da un lato, l’osservazione relativa alla possibilità generalizzata di presentare l’istanza anche presso singole imprese di consulenza non sia condivisibile, in quanto il documento unico può essere rilasciato solo dagli STA e, pertanto, soltanto da quelle imprese di consulenza che siano abilitate come tali.
Dall’altro lato, la proposta della Commissione Camera, di precisare che, a decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto, il certificato di proprietà non sia più necessario per la redazione della dichiarazione unilaterale di vendita viene considerata «ridondante, essendo evidente che non esistendo più detto certificato, integralmente sostituito dal documento unico, la redazione dell’atto di vendita dovrà necessariamente essere effettuata con modalità diverse». Al riguardo, sarebbe però utile evidenziare come occorra distinguere tra la entrata in vigore del decreto in esame – che presumibilmente sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale nelle prossime settimane – e la data di operatività del documento unico, che avverrà soltanto nel luglio del 2018.
Conclusivamente, formula quindi una proposta di parere favorevole (vedi allegato 1).

  Vincenza BRUNO BOSSIO (PD) richiamando il suo intervento svolto in occasione dell’esame della prima versione del testo, ribadisce con ancora maggiore convinzione la contrarietà ai suoi contenuti.
 Sarebbe stato a suo avviso necessario avere in debita considerazione gli esiti – di tutt’altro tenore rispetto al parere favorevole – dell’attività di inchiesta svolta dalla apposita Commissione presieduta dal collega Coppola, le cui audizioni hanno inequivocabilmente dimostrato che l’intervento in oggetto non avvia effettivamente un percorso per arrivare al documento unico, mentre si produce inutile sperpero di risorse pubbliche e depaupera la professionalità di una struttura efficiente quale ACI informatica, il cui ruolo è di rilievo pubblicistico pur se di natura privatistica.
Un’altra questione che, a suo avviso, richiederebbe particolare attenzione riguarda le gare. Peraltro, la nota gara con la quale il Consorzio Postemotori si è aggiudicato la procedura per i servizi di gestione e di pagamento dei corrispettivi dovuti dagli utenti per le pratiche di competenza del Dipartimento trasporti del Ministero, a quanto le risulta da recenti notizie di stampa, sarebbe sottoposta ad attenzione da parte della magistratura.
In tal senso, conclusivamente, auspica che i suoi timori in merito non si rivelino altrettanto fondati come quelli a suo tempo manifestati in relazione alla gestione del CARA di Capo Rizzuto.

  Arianna SPESSOTTO (M5S) chiede alla presidenza di non procedere immediatamente alla votazione al fine di disporre di tempi istruttori adeguati.

  Michele Pompeo META, presidente e relatore, accogliendo la richiesta della deputata Spessotto, avverte che nella presente seduta non si procederà alla votazione della sua proposta di parere.

  Il sottosegretario Umberto DEL BASSO DE CARO condivide le valutazioni espresse nella proposta presentata dal presidente, sottolineando la disponibilità dimostrata dall’Esecutivo a svolgere un lavoro comune e proficuo che si è tradotto nell’accoglimento di gran parte dei rilievi espressi in sede parlamentare.
Replicando alla deputata Bruno Bossio, ricorda che nell’attività conoscitiva da lei richiamata svolta presso la Commissione parlamentare di inchiesta sul livello di digitalizzazione e innovazione – i cui lavori talvolta sono assistiti dal regime di riservatezza – è stata posta anche la questione riferita al regolare affidamento dei servizi di pagamento, cui avrebbero potuto e voluto fare chiarezza i rappresentanti del Dipartimento Trasporti del Ministero, come presumibilmente avverrà in una prossima audizione che, su loro richiesta, il presidente Coppola si è dichiarato disponibile a convocare.

  Michele Pompeo META, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell’esame ad altra seduta.

  La seduta termina alle 14.35.

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ALLEGATO 1

Schema di decreto legislativo recante razionalizzazione dei processi di gestione dei dati di circolazione e di proprietà di autoveicoli, motoveicoli e rimorchi, finalizzata al rilascio di un documento unico (Atto n. 392-bis).

PROPOSTA DI PARERE DEL RELATORE

  La Commissione IX (Trasporti, poste e telecomunicazioni),
esaminato lo schema di decreto legislativo recante razionalizzazione dei processi di gestione dei dati di circolazione e di proprietà di autoveicoli, motoveicoli e rimorchi, finalizzata al rilascio di un documento unico (Atto n. 392-bis), ulteriormente trasmesso dal Governo dopo la seconda deliberazione preliminare del Consiglio dei Ministri;
rilevato positivamente come il Governo abbia accolto buona parte dei rilievi contenuti nel parere espresso il 4 maggio 2017 dalla Commissione sullo schema di decreto;
preso atto degli esaustivi elementi integrativi di informazione e di motivazione forniti dal Governo, anche con specifico riguardo ai rilievi delle Commissioni parlamentari che si è ritenuto di non accogliere integralmente,
esprime

PARERE FAVOREVOLE.

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