Commissione Lavori Pubblici Senato Seduta 4 del 3 maggio 2017

Commissione Lavori Pubblici Senato Seduta 4 del 3 maggio 2017

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LAVORI PUBBLICI, COMUNICAZIONI    (8ª) MERCOLEDÌ 3 MAGGIO 2017 309ª Seduta

 Presidenza del Presidente

MATTEOLI 

             Interviene il vice ministro delle infrastrutture e dei trasporti Nencini.

La seduta inizia alle ore 8,35.

IN SEDE CONSULTIVA SU ATTI DEL GOVERNO

Schema di decreto legislativo recante razionalizzazione dei processi di gestione dei dati di circolazione e di proprietà di autoveicoli, motoveicoli e rimorchi, finalizzata al rilascio di un documento unico (n. 392)

(Parere al Ministro per i rapporti con il Parlamento, ai sensi dell’articolo 8, commi 1, lettera d), e 5, della legge 7 agosto 2015, n. 124. Seguito e conclusione dell’esame. Parere favorevole con condizioni e osservazioni)

Prosegue l’esame, sospeso nella seduta del 21 marzo.

Il relatore BORIOLI (PD), anche a nome del correlatore Gibiino, illustra una proposta di parere favorevole con condizioni e osservazioni sul provvedimento in esame (pubblicata in allegato). Sottolinea che la proposta, già anticipata informalmente a tutti i colleghi, tiene conto delle varie posizioni emerse nel dibattito e dei diversi contributi pervenuti alla Commissione.

Ringrazia infine il collega Gibiino per il proficuo lavoro di collaborazione e gli uffici per il supporto fornito.

Si apre quindi il dibattito.

Il senatore SONEGO (Art.1-MDP) chiede di conoscere le specifiche valutazioni e le eventuali differenze che erano emerse tra i due relatori. Appare infatti evidente che lo schema di parere proposto è uno sforzo di mediazione tra varie posizioni. Pur comprendendo lo spirito che lo ha determinato e apprezzando lo sforzo non semplice dei relatori, ritiene che sarebbe stato più corretto e trasparente che anche le loro distinte valutazioni fossero esplicitate, in modo che la Commissione potesse averne contezza.

Nel merito osserva che, rispetto alla legge delega, lo schema di decreto legislativo in esame presenti una riforma a metà ed è difficile che le indicazioni contenute nella proposta di parere dei relatori, quand’anche venissero assunte dal Governo, riescano a far avanzare il processo di riforma oltre un certo limite. Il punto non è infatti quello di unificare solo le banche dati dell’ACI e della Motorizzazione civile, ma le strutture amministrative.

Il problema è che l’ACI continua ad assumere personale e quindi ad alimentare una struttura ormai ipertrofica che per di più svolge funzioni pubblicistiche in un regime sostanzialmente privatistico: una riforma seria richiederebbe la riconduzione in ambito pubblico delle funzioni e del personale, che sono del resto remunerati con una sorta di tassa che grava sui cittadini e che dovrebbe essere eliminata.

Malgrado queste riserve, preannuncia tuttavia il voto favorevole, apprezzando lo sforzo dei relatori, pur sottolineando ancora una volta che una vera riforma del settore si farà solo razionalizzando le funzioni dell’ACI: ciò non cambierebbe nulla per i dipendenti, che sarebbero riassorbiti nella Pubblica amministrazione, ma farebbe venir meno alcune posizioni di rendita della dirigenza.

Il PRESIDENTE, replicando al senatore Sonego, osserva che, come è ovvio data la complessità del tema in discussione, nel dibattito sono emerse valutazioni diverse, specialmente sul ruolo dell’ACI. I relatori si sono quindi dovuti confrontare per cercare, come è corretto che sia e come è il loro compito istituzionale, una mediazione tra le varie posizioni.

Ove ciò non fosse stato possibile, poiché non vi possono essere due pareri diversi proposti dai relatori, uno dei due avrebbe dovuto rinunciare oppure la Presidenza stessa avrebbe dovuto avocare a sé la funzione di relatore e cercare una sintesi. Va quindi dato atto ai relatori del lavoro proficuo svolto, che ha prodotto una mediazione equilibrata confluita nella proposta di parere in esame. Sottolinea che si tratta di dinamiche normali del dibattito politico e non condivide pertanto le critiche del senatore Sonego.

Il senatore SONEGO (Art.1-MDP) ribadisce che ritiene poco trasparente la procedura seguita, pur confermando il suo voto favorevole e l’apprezzamento per il lavoro dei relatori.

Il senatore FILIPPI (PD) dissente anch’egli dalle valutazioni del senatore Sonego sul lavoro svolto dai relatori, che ringrazia in quanto hanno operato una difficile sintesi tra le varie posizioni emerse in Commissione.

Sottolinea che la proposta di parere è perfettamente coerente con lo spirito della delega e cerca di migliorare il testo in esame. Del resto, quello della presenza di due distinte amministrazioni nel settore delle pratiche automobilistiche che si sovrappongono è un problema annoso, che deriva da scelte sbagliate fatte in passato.

Prende atto che il Governo, rispetto alle possibilità di intervento consentite dalla delega, non ha fatto un’azione abbastanza incisiva, che avrebbe permesso di rendere più efficiente e razionale un sistema chiaramente ridondante e che costa il doppio ai cittadini, consentendo allo Stato di lucrare indebitamente rendite di posizione. Sottolinea poi l’importanza del rispetto del termine perentorio del 30 aprile 2018 fissato per l’adozione del decreto ministeriale di cui all’articolo 2, comma 2, che stabilisce la tariffe e l’imposta di bollo unificate. Sollecita quindi il Governo ad adoperarsi per garantire l’emanazione puntuale del decreto, alla quale è subordinata tutta l’operatività della riforma.

Il senatore CERVELLINI (Misto-SI-SEL) preannuncia il suo voto contrario. Lo stesso dibattito testé svolto dai colleghi dimostra che lo schema di decreto in esame non realizza una vera riforma del sistema, che richiederebbe un’effettiva riorganizzazione delle strutture amministrative dell’ACI e della Motorizzazione civile. Ritiene pertanto che si tratti dell’ennesima occasione perduta a danno dei cittadini.

Segnala poi che il senatore Maurizio Rossi, assente per motivi di salute, ha invece espresso una valutazione favorevole sul testo proposto dai relatori, pregandolo di darne conto alla Commissione.

Il relatore BORIOLI (PD), in replica al senatore Sonego, assicura che i relatori hanno lavorato in stretto raccordo tra loro e in maniera trasparente per cercare una sintesi tra le varie posizioni emerse in Commissione. Questo è del resto il compito istituzionale dei relatori e ritiene che entrambi lo abbiano assolto correttamente.

Il relatore GIBIINO (FI-PdL XVII) si associa alle considerazioni del senatore Borioli, sottolineando che in realtà i due relatori fin dall’inizio hanno lavorato su un unico parere, pur dovendo chiarire alcuni punti e cercare le necessarie mediazioni. Questo lavoro di raccordo ha richiesto tempo aggiuntivo anche per la necessità di dover lavorare a distanza durante la pausa dei lavori parlamentari dei giorni scorsi.

Nel merito, ritiene che si tratti di una mediazione equilibrata, anche se condivide il giudizio espresso da alcuni colleghi che la riforma proposta del Governo poteva essere più incisiva e coraggiosa.

Il senatore SCIBONA (M5S) preannuncia a nome del suo Gruppo l’intenzione di astenersi, sottolineando come l’intervento proposto dallo schema in esame non risolva ancora tutti i problemi.

Il senatore CROSIO (LN-Aut), pur apprezzando il lavoro svolto dai relatori, preannuncia anch’egli l’astensione della sua parte politica, rilevando che la riforma proposta dal Governo è certamente un passo avanti ma ancora insufficiente.

Il vice ministro NENCINI ricorda come il problema della riorganizzazione delle funzioni amministrative svolte nel settore delle pratiche automobilistiche dall’ACI e dalla Motorizzazione civile sia una storia annosa, che sconta numerosi tentativi di riforma purtroppo mai riusciti. Egli stesso a suo tempo aveva avanzato una proposta più incisiva, ma il Governo e il Parlamento con la delega contenuta nella legge n. 124 del 2015 hanno fatto una scelta diversa.

Lo schema di parere proposto dai relatori è comunque un passo avanti nella direzione giusta, di cui condivide lo spirito, pur rilevando che la condizione di cui alla lettera e) non sembra del tutto coerente con la materia oggetto del provvedimento. Il Governo si riserva di attendere anche il parere che sarà reso dalla Commissione trasporti della Camera dei deputati per una valutazione complessiva, ma terrà nella debita considerazione le indicazioni che perverranno dal Parlamento.

Nessun altro chiedendo di intervenire, previa verifica del prescritto numero legale, il PRESIDENTE pone in votazione la proposta di parere dei relatori, che è approvata.

La seduta termina alle ore 9,25.

 

 PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SULL’ATTO DEL GOVERNO N. 392

L’8a Commissione Lavori pubblici, comunicazioni, esaminato lo schema di decreto legislativo recante razionalizzazione dei processi di gestione dei dati di circolazione e di proprietà di autoveicoli, motoveicoli e rimorchi, finalizzata al rilascio di un documento unico (Atto del Governo n. 392),

premesso che:

– lo schema di decreto in esame è stato adottato sulla base della delega contenuta all’articolo 8, comma 1, lettera d), della legge n. 124 del 2015, che interviene sulle amministrazioni competenti in materia di autoveicoli;

– esso prevede anzitutto la riorganizzazione delle funzioni svolte dagli uffici del Pubblico registro automobilistico (PRA), anche mediante trasferimento al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, con conseguente introduzione di “un’unica modalità di archiviazione” finalizzata al rilascio di un documento unico contenente i dati di proprietà e di circolazione di autoveicoli, motoveicoli e rimorchi;

– tale eventuale trasferimento di funzioni al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti potrà essere disposto previa valutazione della sostenibilità organizzativa ed economica e potrà essere perseguito anche attraverso l’eventuale istituzione di un’Agenzia o altra struttura sottoposta alla vigilanza del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica;

– gli obiettivi perseguiti dalla delega sono espressamente individuati nella riduzione dei costi connessi alla gestione dei dati relativi alla proprietà e alla circolazione dei veicoli e nella realizzazione di significativi risparmi per l’utenza. Le relative funzioni saranno svolte con le risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente;

ricordato che:

– attualmente, i servizi relativi alla gestione di tali dati sono affidati a due soggetti: al Dipartimento per i trasporti, la navigazione, gli affari generali e il personale del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e all’Automobil Club d’Italia (ACI);

– il Dipartimento per i trasporti, attraverso gli uffici della Motorizzazione civile, gestisce tutte le informazioni concernenti i dati relativi ai veicoli, da quelli concernenti l’anagrafe degli intestatari dei veicoli ai dati tecnici, a quelli relativi alla assicurazione RCA, agli incidenti verificatisi e alla tipologia delle abilitazioni alla guida rilasciate. Tali informazioni confluiscono nella banca dati della Motorizzazione, composta dall’Archivio nazionale dei veicoli (ANV) e dall’Anagrafe nazionale degli abilitati alla guida (ANAG). La Motorizzazione civile è il soggetto competente al rilascio della carta di circolazione;

– l’ACI, attraverso il PRA, raccoglie tutte le informazioni relative alla proprietà dei veicoli in circolazione definiti dall’articolo 2683 del Codice civile come “beni mobili registrati”, vale a dire gli autoveicoli, i motoveicoli e i rimorchi di massa uguale o superiore a 3,5 tonnellate ed è competente al rilascio del certificato di proprietà del veicolo;

– la Relazione che accompagna il provvedimento sottolinea come la diversità dei contenuti raccolti nelle varie banche dati imponga la necessità di un continuo allineamento tra l’Archivio nazionale dei veicoli e il PRA, motivando l’esigenza di intervenire per razionalizzare il sistema di gestione dei dati di circolazione e di proprietà dei veicoli;

tenuto conto dei rilievi formulati sullo schema in esame nei prescritti pareri del Consiglio di Stato e della Conferenza Unificata;

considerate le ulteriori informazioni acquisite nel corso delle audizioni informali dei rappresentanti dell’ACI e della Motorizzazione civile e attraverso i contributi inviati dai vari soggetti interessati pubblici e privati;

osservato che:

– nello schema di decreto in esame si è scelto di attuare la norma di delega senza intervenire sull’assetto organizzativo delle amministrazioni competenti e senza unificare le banche dati esistenti, ma prevedendo l’emissione, a decorrere dal 1º luglio 2018, di un “documento unico” costituito dalla (nuova) carta di circolazione contenente sia i dati di circolazione che quelli di proprietà dei veicoli interessati e affidando la competenza per il suo rilascio al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, dietro presentazione da parte dell’utenza di un’unica domanda e ferma restando la responsabilità in capo all’ACI per i dati relativi alla proprietà e in capo al Ministero per quelli relativi ai veicoli (articolo 1);

– lo schema disciplina in dettaglio la procedura per il rilascio della nuova carta di circolazione e per lo scambio di dati tra gli archivi informatici della Motorizzazione civile e del PRA, che avviene gratuitamente e facendo salve le disposizioni vigenti sull’imposta provinciale di trascrizione (articoli 2 e 3);

– per il rilascio e l’aggiornamento della carta di circolazione vengono introdotte una tariffa unica, che dovrà essere comunque non superiore alla somma dell’importo delle due tariffe previste dalla normativa vigente, tenuto conto dei costi dei servizi, nonché un’imposta di bollo unificata, che dovrà essere tale da assicurare, a seguito dell’unificazione dei documenti, i medesimi effetti finanziari previsti a legislazione vigente, senza impatti negativi sui saldi di bilancio. La fissazione degli importi e delle modalità di versamento della tariffa e dell’imposta di bollo unificate sono demandate a un decreto ministeriale da adottare entro il termine “perentorio” del 30 aprile 2018 (articolo 2, comma 2);

– si prevede inoltre, in via transitoria, che le carte di circolazione e i certificati di proprietà, anche in formato elettronico, rilasciati anteriormente all’entrata in vigore del decreto legislativo, mantengono la loro validità fino a che non intervenga una modifica concernente i dati relativi ai veicoli che richieda l’emissione di una nuova carta di circolazione (articolo 4);

– vengono poi introdotte alcune abrogazioni e modifiche di coordinamento alla legislazione vigente (in particolare al Codice della strada di cui al decreto legislativo n. 285 del 1992). Tra le varie disposizioni, oltre ad espungere ogni riferimento al certificato di proprietà, si attribuiscono in esclusiva al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti una serie di competenze attualmente spettanti al PRA sulla gestione (anche telematica) degli adempimenti amministrativi riguardanti il regime giuridico dei veicoli e il rilascio dei relativi documenti (articolo 5);

– infine, si precisa che il provvedimento in esame entra in vigore decorsi trenta giorni dalla sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, ad eccezione delle disposizioni di coordinamento dianzi richiamate, che diventano vigenti solo dopo l’entrata in vigore del decreto ministeriale che fissa la nuova tariffa e imposta di bollo unificate (articolo 6);

sottolineato che:

– come segnalato anche dal Consiglio di Stato, la scelta normativa operata dallo schema di decreto in esame di individuare un nuovo procedimento amministrativo per il rilascio del documento unico di circolazione, senza però la contestuale introduzione di “un’unica modalità di archiviazione”, come espressamente previsto dalla delega, ancorché certamente apprezzabile sul piano della semplificazione dei rapporti tra amministrazione e cittadino, potrebbe tuttavia rivelarsi insufficiente a conseguire pienamente quelli che lo stesso Consiglio di Stato evidenzia come gli obiettivi fondamentali della delega, ossia la “riduzione dei costi connessi alla gestione dei dati relativi alla proprietà e alla circolazione dei veicoli” e la “realizzazione di significativi risparmi per l’utenza”;

– la realizzazione dell’”unica modalità di archiviazione” per il rilascio del documento unico appare infatti lo strumento essenziale e ineludibile per raggiungere i suddetti obiettivi di efficienza e risparmio a favore della pubblica amministrazione e degli utenti, in quanto la soluzione, adottata nello schema in esame, della incorporazione dei dati del certificato di proprietà nella carta di circolazione al fine di produrre il nuovo documento unico opera solo sulla modalità di presentazione delle informazioni a valle del processo, ma non interviene sulla semplificazione a monte del processo stesso attraverso la gestione dei dati informatici in una banca dati integrata;

– anche il trasferimento di alcune funzioni amministrative dall’ACI al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, lascia inalterati sia l’assetto originario delle banche dati sia le funzioni di necessaria validazione da parte degli uffici del PRA;

– la Relazione di accompagnamento del provvedimento nell’analisi di impatto della regolamentazione (AIR) prende in considerazione le due opzioni di intervento sull’assetto organizzativo offerte dal legislatore delegante: il trasferimento delle funzioni svolte dagli uffici del Pubblico registro automobilistico al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ovvero l’istituzione di un’Agenzia sottoposta alla vigilanza dello stesso Ministero, valutandone in particolare, ai sensi della stessa norma delegante, gli aspetti della “sostenibilità organizzativa ed economica”;

– nel primo caso, l’AIR evidenzia che emergono forti criticità di carattere economico e sociale, prima tra tutte quella relativa alla messa in mobilità dei 2.500 dipendenti del Pubblico registro automobilistico e la conseguente difficoltà di assorbimento nell’organico del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, oltre le 800 unità massime, nonché il rischio di perdita da parte di ACI di quasi il 70 per cento dei suoi ricavi totali, assicurati dall’attività del PRA (230 milioni di euro circa su 341 milioni totali), con possibili disequilibri o comunque con conseguente necessità di riorganizzazione della missione istituzionale dell’ACI. Per quanto riguarda la seconda opzione, oltre alle problematiche già evidenziate (che sarebbero comunque rimaste), si sarebbe aggiunta quella relativa alle lunghe procedure finalizzate all’adozione dello statuto della nuova Agenzia e dei regolamenti attuativi;

– tali problematiche giustificano quindi, secondo la Relazione di accompagnamento, la scelta del Governo di adottare l’intervento “minimale” già descritto, di carattere regolatorio e procedurale, che è immediatamente operativo, non comporta disequilibri per l’ACI e non ha svantaggi per l’utenza, per la quale determina anzi il vantaggio di un risparmio di tempo in termini burocratici, mentre per la valutazione del risparmio economico occorre attendere l’emanazione del decreto ministeriale con cui saranno fissate la tariffa e l’imposta di bollo unificate;

rilevato che:

– nella disamina nell’AIR, manca una più articolata analisi dei costi amministrativi e organizzativi legati alla produzione dei servizi de quo da parte dell’ACI e della Motorizzazione civile, distinguendo, per quanto riguarda l’ACI, tra i ricavi e i costi derivanti dalle diverse attività svolte (in particolare quelle legate alla tenuta e gestione del PRA);

– tali analisi sarebbero state essenziali per poter valutare l’effettivo impatto di una riorganizzazione del sistema attraverso le due opzioni proposte dalla norma delegante e, pertanto, per asseverare meglio la sostenibilità dell’una o dell’altra scelta rispetto alla soluzione di carattere regolatorio e procedurale adottata nello schema in esame;

– in tale contesto, sarebbe stato opportuno valutare la possibilità, fermo restando il rispetto del criterio della sostenibilità organizzativa ed economica, di operare l’unificazione delle banche dati per realizzare l’”unica modalità di archiviazione” prevista dalla delega e, nella fase transitoria, almeno la piena interoperabilità tra i sistemi;

– ferma restando quindi la scelta (certamente legittima) del Governo di introdurre modifiche solo di natura procedimentale, sarebbe opportuno prevedere contestualmente un percorso organizzativo chiaro che conduca, in tempi certi, a una gestione unificata degli archivi informatici;

– in corso di audizione l’ACI ha illustrato le iniziative di digitalizzazione e dematerializzazione poste in atto nella realizzazione del “certificato di proprietà digitale”; le infrastrutture, i processi e i sistemi realizzati a tal fine appaiono compatibili, anche in un’ottica di economicità degli interventi, con la necessità di accelerare il processo di integrazione organizzativa a beneficio dei cittadini, operando l’ACI ai fini dell’attuazione sotto la vigilanza del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti; pertanto, nella fase transitoria l’ACI potrebbe mettere a disposizione i propri uffici periferici;

– il processo dovrebbe accompagnarsi a una valutazione analitica dell’impatto economico, così da stimare i possibili risparmi per la pubblica amministrazione e per l’utenza, che costituiscono, come più volte ricordato, le vere e precipue finalità della delega e che, senza la gestione unificata degli archivi, rischiano di essere vanificate;

– in tale contesto, fatta salva l’esigenza di garantire la neutralità degli effetti sulla finanza pubblica, i nuovi importi della tariffa e dell’imposta di bollo unificate dovrebbero essere fissati non solo sulla base di una stima più accurata del gettito (necessariamente legato all’andamento variabile del mercato dei veicoli), ma anche tenendo conto dei possibili risparmi sui costi organizzativi e amministrativi per la produzione dei servizi, individuando a tal fine uno specifico meccanismo di revisione periodica degli importi che consenta una effettiva riduzione degli stessi;

– si ritiene altresì necessario accompagnare il processo così delineato con un monitoraggio costante dei relativi effetti, volto a verificare la possibilità, seppure con la necessaria gradualità e salvaguardando sempre i livelli occupazionali del personale delle amministrazioni coinvolte, di addivenire a una successiva riorganizzazione delle stesse, coerente con la gestione unificata degli archivi, in modo da migliorare sempre più l’efficienza e l’efficacia dei processi a beneficio dei cittadini;

– come rileva anche il Consiglio di Stato, tutta l’impalcatura normativa del provvedimento sarà di fatto inoperante sino all’emanazione, entro il “termine perentorio” del 30 aprile 2018, del decreto ministeriale di cui all’articolo 2, comma 2, poiché, in base all’articolato, non solo l’effettiva operatività del “documento unico”, ma anche l’entrata in vigore delle modifiche di coordinamento con le vigenti disposizioni del Codice della strada sono subordinate all’adozione del decreto citato. Tale circostanza presenta profili di criticità, in quanto l’eventuale decorrenza del termine farebbe venire meno non solo il potere di adozione del decreto, ma anche quello di esercizio dell’intera delega;

esprime, per quanto di competenza, parere favorevole, con le seguenti condizioni:

a) fermi restando gli interventi previsti dallo schema di decreto in esame, siano individuati tempi certi per il successivo passaggio a una gestione unificata degli archivi della Motorizzazione civile e dell’ACI, al fine di determinare per questa via, in coerenza con l’adozione del documento unico, la possibile unificazione delle procedure, delle tecnologie e delle responsabilità connesse a tutti gli aspetti oggi posti sotto le rispettive competenze di ACI e Motorizzazione civile, realizzando così uno degli obiettivi prioritari esplicitamente posti dal dispositivo della delega, e assicurando nella fase transitoria una effettiva interoperabilità delle due banche dati;

b) sia definita, una volta portati a regime gli interventi di cui al punto precedente, una tempistica precisa di revisione dei processi amministrativi e gestionali finalizzata alla realizzazione del contenimento dei costi per la pubblica amministrazione e di significativi risparmi per l’utenza, verificando la possibilità di realizzare, in una fase successiva, l’eventuale riorganizzazione delle amministrazioni coinvolte, in particolare attraverso la costituzione di un’agenzia unica, previo accertamento della effettiva sostenibilità organizzativa ed economica, e prevedendo anche l’utilizzo di infrastrutture, processi e sistemi realizzati dall’ACI nonché il ricorso alle sue strutture periferiche;

c) sia determinata e chiaramente indicata la programmazione delle risorse umane coinvolte nelle varie fasi del processo di riorganizzazione, individuando tutti gli strumenti necessari a garantire i livelli occupazionali esistenti;

d) siano garantite ai cittadini, sin dal momento di prima attuazione del provvedimento in esame, per quanto riguarda gli adempimenti di loro spettanza, la piena accessibilità alle modalità di pagamento informatiche e on-line e una diffusione capillare sul territorio degli sportelli abilitati all’erogazione dei servizi per il rilascio del documento unico, anche in coerenza con quanto previsto nella condizione di cui al punto b);

e) sia previsto, per quanto riguarda la definitiva esportazione all’estero a fini di reimmatricolazione di autoveicoli e motoveicoli, l’obbligo della preventiva radiazione; a tal fine, sia altresì previsto l’obbligo a carico dell’intestatario del veicolo di sottoporlo a nuova revisione se la precedente è stata effettuata più di sei mesi prima della richiesta di radiazione, nonché l’obbligo a carico dell’avente titolo di munirsi di foglio di via e di targa provvisoria per l’esportazione, previa restituzione delle targhe e della carta di circolazione;

e con le seguenti osservazioni:

a) valuti il Governo l’opportunità di rivedere le tempistiche previste per i vari adempimenti indicati nel provvedimento in esame, al fine di abbreviare le diverse fasi del processo di riforma, con particolare attenzione alla data di entrata in vigore del nuovo sistema di tariffazione e al conseguente passaggio al documento unico;

b) al fine di pervenire alla fissazione di tariffe unificate realmente congrue rispetto agli effettivi costi di produzione dei servizi, nell’esercizio dell’attività di vigilanza del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, adotti il Governo tutte le misure necessarie a garantire maggiore trasparenza nei meccanismi di formazione delle tariffe dell’ACI e della Motorizzazione civile, anche dando una separata evidenza contabile ai costi amministrativi e gestionali sostenuti per l’espletamento delle diverse attività istituzionali;

c) valuti il Governo l’opportunità di accogliere gli ulteriori rilievi del Consiglio di Stato nonché le proposte di riformulazione della Conferenza unificata;

d) all’articolo 4, comma 1, chiarisca il Governo che manterranno la loro validità (alle condizioni ivi previste) non solo le carte di circolazione rilasciate anteriormente all’entrata in vigore del decreto legislativo, ma anche quelle rilasciate successivamente, fino al 1º luglio 2018, data dalla quale la carta di circolazione costituirà il documento unico contenente i dati di circolazione e di proprietà degli autoveicoli;

e) infine, poiché il provvedimento in esame subordina di fatto l’entrata in vigore di tutto l’apparato normativo all’emanazione del decreto ministeriale di cui all’articolo 2, comma 2, entro il termine perentorio del 30 aprile 2018, adotti il Governo tutte le iniziative necessarie a garantire il rispetto del suddetto termine, valutando la possibilità di inserire “clausole di salvaguardia” che, in caso di inutile decorrenza del termine, siano comunque in grado di conservare gli aspetti principali della riforma (ad esempio adottando automatismi sostitutivi o anticipando l’entrata in vigore di alcune disposizioni).

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