Commissione Bicamerale per la Semplificazione Seduta 2 del 2 Maggio 2017

Commissione Bicamerale per la Semplificazione Seduta 2 del 2 Maggio 2017

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CAMERA DEI DEPUTATI Martedì 2 maggio 2017 810. XVII LEGISLATURA

BOLLETTINO DELLE GIUNTE E DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI

Commissione parlamentare per la semplificazione

COMUNICATO

Pag. 93

ATTI DEL GOVERNO

Martedì 2 maggio 2017. — Presidenza del presidente Bruno TABACCI.

La seduta comincia alle 13.20.

Schema di decreto legislativo recante razionalizzazione dei processi di gestione dei dati di circolazione e di proprietà di autoveicoli, motoveicoli e rimorchi, finalizzata al rilascio di un documento unico. 
Atto n. 392. 
(Seguito esame, ai sensi dell’articolo 143, comma 4, del regolamento della Camera dei deputati, e conclusioneParere favorevole con condizioni e un’osservazione).

La Commissione prosegue l’esame dello schema di decreto all’ordine del giorno, rinviato nella seduta del 4 aprile 2017.

Bruno TABACCIpresidente, ricorda che nella seduta di martedì 4 aprile, la relatrice, on. Petrenga, ha illustrato il contenuto dello schema, sul quale sono state svolte audizioni informali di rappresentanze sindacali e del presidente dell’ACI. Questa mattina la proposta di parere elaborata dalla relatrice è stata inviata a tutti i componenti e al Sottosegretario Rughetti. Chiede all’on. Petrenga se intenda illustrare la sua proposta.

La deputata Giovanna PETRENGA (FdI-AN), relatrice, illustra la seguente proposta di parere:
« La Commissione parlamentare per la semplificazione,
esaminato, a norma dell’articolo 8, comma 5 della legge n. 124 del 2015, lo schema di decreto legislativo recante razionalizzazione dei processi di gestione dei dati di circolazione e di proprietà di autoveicoli, motoveicoli e rimorchi, finalizzata al rilascio di un documento unico;
visto che:
lo schema è stato adottato in attuazione dell’articolo 8, comma 1, lettera d) e comma 5, della legge 7 agosto 2015, n. 124, recante deleghe al Governo per la riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche;
il comma 1, lettera d) delega il Governo ad adottare, entro diciotto mesi dall’entrata in vigore della legge, uno o più decreti legislativi, con riferimento alle amministrazioni competenti in materia di autoveicoli, ispirati ai seguenti principi e criteri direttivi: “riorganizzazione, ai fini della riduzione dei costi connessi alla gestione dei dati relativi alla proprietà e alla circolazione dei veicoli e della realizzazione di significativi risparmi per l’utenza, anche mediante trasferimento, previa valutazione della sostenibilità organizzativa ed economica, delle funzioni svolte dagli uffici del Pubblico registro automobilistico al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, con conseguente introduzione di un’unica modalità di archiviazione finalizzata al rilascio di un documento unico contenente i dati di proprietà e di circolazione di autoveicoli, motoveicoli e rimorchi, da perseguire anche attraverso l’eventuale istituzione di un’agenzia o altra struttura sottoposta alla vigilanza del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica; svolgimento delle relative funzioni con le risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente”;
sullo schema sono stati acquisiti i pareri del Consiglio di Stato e della Conferenza unificata:
la Commissione speciale istituita in seno al Consiglio di Stato per seguire i procedimenti legislativi delegati previsti dalla legge n. 124 del 2015 ha rilevato l’esistenza di dubbi esegetici derivanti dalla lettura della disposizione di delega, segnalando che “non appare compiutamente dimostrato dallo schema in oggetto che l’intervento adottato […] sia di per sé sufficiente, in assenza di un connesso intervento sull’unificazione degli archivi, a soddisfare le finalità imposte dalla legge delega”;
la Conferenza unificata ha espresso un parere favorevole, che contempla la modifica – concordata con il Governo – di talune disposizioni riguardanti la presentazione delle istanze e la gestione e annotazione nel documento unico di alcuni dati riguardanti i veicoli. Al parere sono allegate due richieste di carattere finanziario dell’ANCI e dell’UPI, di cui il Governo ha assicurato che terrà conto;
rilevato che la disposizione di delega è finalizzata al conseguimento di due obiettivi:
la “riduzione dei costi connessi alla gestione dei dati relativi alla proprietà e alla circolazione dei veicoli”, che la relazione tecnica non quantifica;
“la realizzazione di significativi risparmi per l’utenza”;
considerato, con riguardo a tali obiettivi, che:
essi sono perseguibili – in base alla delega – attraverso la riorganizzazione delle funzioni svolte dal PRA, che può avvenire anche tramite il trasferimento al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti o tramite l’eventuale istituzione di un’agenzia. Alla riorganizzazione deve conseguire un’unica modalità di archiviazione finalizzata al rilascio di un documento unico contenente i dati di proprietà e di circolazione di autoveicoli, motoveicoli e rimorchi. Lo schema in esame sembra prescindere dagli aspetti organizzativi, limitandosi a prevedere la carta di circolazione come documento unico, nel quale devono confluire anche i dati del PRA;
l’articolo 2, comma 2 contiene due previsioni: la tariffa unica non potrà essere superiore all’importo risultante dalla somma delle due tariffe attualmente vigenti; l’imposta di bollo unificata deve comunque garantire “i medesimi effetti finanziari previsti a legislazione vigente senza impatti negativi sui saldi di bilancio”;
la relazione per l’analisi di impatto della regolamentazione (AIR) afferma che la realizzazione del risparmio per l’utenza potrà essere quantificata soltanto all’atto dell’adozione del decreto interministeriale che dovrà fissare, entro il 30 aprile 2018, l’importo della tariffa unica (sezione 1, lettera B));
in questo modo, si demanda la concreta attuazione ed effettività dell’intervento di riforma ad un successivo atto di natura secondaria, sul quale non è previsto il parere parlamentare, rinviando la determinazione della tariffa – presupposto dell’applicazione della nuova disciplina – ad una valutazione interna alle amministrazioni interessate. Lo stesso decreto interministeriale dovrà anche disciplinare “le modalità di versamento delle tariffe all’ACI e alla Motorizzazione civile, per gli importi di rispettiva competenza”, senza nessuna predeterminazione legislativa, che possa circoscrivere la discrezionalità amministrativa,
esprime

PARERE FAVOREVOLE

con le seguenti condizioni:
per assicurare una piena conformità del testo ai principi di delega che richiedono riduzioni di oneri amministrativi e risparmi per gli utenti, all’articolo 2, si integri il comma 2, al fine di stabilire che il decreto interministeriale ivi previsto indichi le riduzioni – eventualmente scandite in un ragionevole arco temporale – della tariffa unica e dell’imposta di bollo unificata conseguenti alle semplificazioni organizzativo-procedurali derivanti dall’introduzione del documento unico;
analogamente, al fine di assicurare piena conformità al criterio di delega della “conseguente introduzione di un’unica modalità di archiviazione”, si verifichino le modalità per definire nel testo le procedure e la relativa tempistica per il passaggio dalla mera interoperabilità degli archivi alla realizzazione di una unificazione dei medesimi;
si integri il citato articolo 2, comma 2, ove si dispone che il decreto attuativo disciplini le modalità di versamento delle tariffe all’ACI e alla Motorizzazione civile per gli importi di rispettiva competenza, al fine di:
definire i criteri in base ai quali fissare le quote percentuali da versare direttamente all’ACI e alla motorizzazione civile, previa valutazione dei costi degli adempimenti cui ciascun ente è tenuto e dell’interesse pubblico a garantire la sostenibilità economica dell’ACI;
prevedere che sullo schema di decreto interministeriale sia acquisito il parere delle Commissioni che già sono state investite del parere sull’atto in esame;
  e con la seguente osservazione:
andrebbe valutata l’opportunità di prevedere una verifica dei risultati conseguiti dalla riforma sul piano della semplificazione».

Il deputato Umberto D’OTTAVIO (PD), nel preannunciare il voto favorevole sulla proposta di parere della relatrice, coglie l’occasione per segnalare l’opportunità di una semplificazione non soltanto per quanto riguarda il documento attestante la proprietà e la circolazione del veicolo, ma anche in relazione alla patente di guida. Attualmente, infatti, la patente ha durate diverse in base a determinate condizioni di salute o di età; in particolare, le persone soggette a dialisi sono costrette a rinnovare il documento ogni due anni, cioè con una frequenza molto più breve rispetto alle altre persone (incluse quelle affette da invalidità, che devono rinnovarla ogni cinque anni). Si augura che la Commissione possa affrontare questo argomento nell’ottica della semplificazione.

Il deputato Daniele MONTRONI (PD), preannuncia il voto favorevole sulla proposta di parere, suggerendo che la seconda condizione venga integrata con un riferimento ai processi di materializzazione già in atto.

Bruno TABACCIpresidente, suggerisce di integrare l’ultima condizione esplicitando il riferimento alle Commissioni parlamentari.

La deputata Giovanna PETRENGA (FdI-AN), relatrice, riformula la propria proposta di parere accogliendo i suggerimenti dell’on. Montroni e del presidente Tabacci.

La Commissione approva quindi all’unanimità la proposta di parere del relatore, come riformulata (vedi allegato).

Bruno TABACCIpresidente, ringrazia la relatrice per il lavoro svolto. Ritiene che il tema sollevato dall’on. D’Ottavio possa essere affrontato in una apposita seduta della Commissione, al fine di trovare una soluzione equilibrata.

La seduta termina alle 13.45.

 

ALLEGATO

Schema di decreto legislativo recante razionalizzazione dei processi di gestione dei dati di circolazione e di proprietà di autoveicoli, motoveicoli e rimorchi, finalizzata al rilascio di un documento unico (Atto n. 392).

PARERE APPROVATO

La Commissione parlamentare per la semplificazione,
esaminato, a norma dell’articolo 8, comma 5 della legge n. 124 del 2015, lo schema di decreto legislativo recante razionalizzazione dei processi di gestione dei dati di circolazione e di proprietà di autoveicoli, motoveicoli e rimorchi, finalizzata al rilascio di un documento unico;
visto che:
lo schema è stato adottato in attuazione dell’articolo 8, comma 1, lettera d) e comma 5, della legge 7 agosto 2015, n. 124, recante deleghe al Governo per la riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche;
il comma 1, lettera d) delega il Governo ad adottare, entro diciotto mesi dall’entrata in vigore della legge, uno o più decreti legislativi, con riferimento alle amministrazioni competenti in materia di autoveicoli, ispirati ai seguenti principi e criteri direttivi: «riorganizzazione, ai fini della riduzione dei costi connessi alla gestione dei dati relativi alla proprietà e alla circolazione dei veicoli e della realizzazione di significativi risparmi per l’utenza, anche mediante trasferimento, previa valutazione della sostenibilità organizzativa ed economica, delle funzioni svolte dagli uffici del Pubblico registro automobilistico al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, con conseguente introduzione di un’unica modalità di archiviazione finalizzata al rilascio di un documento unico contenente i dati di proprietà e di circolazione di autoveicoli, motoveicoli e rimorchi, da perseguire anche attraverso l’eventuale istituzione di un’agenzia o altra struttura sottoposta alla vigilanza del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica; svolgimento delle relative funzioni con le risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente»;
sullo schema sono stati acquisiti i pareri del Consiglio di Stato e della Conferenza unificata:
la Commissione speciale istituita in seno al Consiglio di Stato per seguire i procedimenti legislativi delegati previsti dalla legge n. 124 del 2015 ha rilevato l’esistenza di dubbi esegetici derivanti dalla lettura della disposizione di delega, segnalando che «non appare compiutamente dimostrato dallo schema in oggetto che l’intervento adottato […] sia di per sé sufficiente, in assenza di un connesso intervento sull’unificazione degli archivi, a soddisfare le finalità imposte dalla legge delega»;
la Conferenza unificata ha espresso un parere favorevole, che contempla la modifica – concordata con il Governo – di talune disposizioni riguardanti la presentazione delle istanze e la gestione e annotazione nel documento unico di alcuni dati riguardanti i veicoli. Al parere sono allegate due richieste di carattere finanziario dell’ANCI e dell’UPI, di cui il Governo ha assicurato che terrà conto;
rilevato che la disposizione di delega è finalizzata al conseguimento di due obiettivi:
la «riduzione dei costi connessi alla gestione dei dati relativi alla proprietà e alla circolazione dei veicoli», che la relazione tecnica non quantifica;
«la realizzazione di significativi risparmi per l’utenza»;
considerato, con riguardo a tali obiettivi, che:
essi sono perseguibili – in base alla delega – attraverso la riorganizzazione delle funzioni svolte dal PRA, che può avvenire anche tramite il trasferimento al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti o tramite l’eventuale istituzione di un’agenzia. Alla riorganizzazione deve conseguire un’unica modalità di archiviazione finalizzata al rilascio di un documento unico contenente i dati di proprietà e di circolazione di autoveicoli, motoveicoli e rimorchi. Lo schema in esame sembra prescindere dagli aspetti organizzativi, limitandosi a prevedere la carta di circolazione come documento unico, nel quale devono confluire anche i dati del PRA;
l’articolo 2, comma 2 contiene due previsioni: la tariffa unica non potrà essere superiore all’importo risultante dalla somma delle due tariffe attualmente vigenti; l’imposta di bollo unificata deve comunque garantire «i medesimi effetti finanziari previsti a legislazione vigente senza impatti negativi sui saldi di bilancio»;
la relazione per l’analisi di impatto della regolamentazione (AIR) afferma che la realizzazione del risparmio per l’utenza potrà essere quantificata soltanto all’atto dell’adozione del decreto interministeriale che dovrà fissare, entro il 30 aprile 2018, l’importo della tariffa unica (sezione 1, lettera B));
in questo modo, si demanda la concreta attuazione ed effettività dell’intervento di riforma ad un successivo atto di natura secondaria, sul quale non è previsto il parere parlamentare, rinviando la determinazione della tariffa – presupposto dell’applicazione della nuova disciplina – ad una valutazione interna alle amministrazioni interessate. Lo stesso decreto interministeriale dovrà anche disciplinare «le modalità di versamento delle tariffe all’ACI e alla Motorizzazione civile, per gli importi di rispettiva competenza», senza nessuna predeterminazione legislativa, che possa circoscrivere la discrezionalità amministrativa,
esprime

PARERE FAVOREVOLE

 

  con le seguenti condizioni:
   per assicurare una piena conformità del testo ai principi di delega che richiedono riduzioni di oneri amministrativi e risparmi per gli utenti, all’articolo 2, si integri il comma 2, al fine di stabilire che il decreto interministeriale ivi previsto indichi le riduzioni – eventualmente scandite in un ragionevole arco temporale – della tariffa unica e dell’imposta di bollo unificata conseguenti alle semplificazioni organizzativo-procedurali derivanti dall’introduzione del documento unico;
analogamente, al fine di assicurare piena conformità al criterio di delega della «conseguente introduzione di un’unica modalità di archiviazione», nell’ambito dei procedimenti di dematerializzazione già in atto, si verifichino le modalità per definire nel testo le procedure e la relativa tempistica per il passaggio dalla mera interoperabilità degli archivi alla realizzazione di una unificazione dei medesimi;
si integri il citato articolo 2, comma 2
, ove si dispone che il decreto attuativo disciplini le modalità di versamento delle tariffe all’ACI e alla Motorizzazione civile per gli importi di rispettiva competenza, al fine di:
definire i criteri in base ai quali fissare le quote percentuali da versare direttamente all’ACI e alla motorizzazione civile, previa valutazione dei costi degli adempimenti cui ciascun ente è tenuto e dell’interesse pubblico a garantire la sostenibilità economica dell’ACI;
prevedere che sullo schema di decreto interministeriale sia acquisito il parere delle Commissioni parlamentari che già sono state investite del parere sull’atto in esame;
  e con la seguente osservazione: 
   andrebbe valutata l’opportunità di prevedere una verifica dei risultati conseguiti dalla riforma sul piano della semplificazione.

 

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