Commissione Trasporti Camera <br />NOTA SOTTOSEGRETARIO UMBERTO DEL BASSO DE CARO (Allegato 7)

Commissione Trasporti Camera
NOTA SOTTOSEGRETARIO UMBERTO DEL BASSO DE CARO (Allegato 7)

Condividi su

ALLEGATO 7

Schema di decreto legislativo recante razionalizzazione dei processi di gestione dei dati di circolazione e di proprietà di autoveicoli, motoveicoli e rimorchi, finalizzata al rilascio di un documento unico. Atto n. 392.

NOTA DEPOSITATA DAL SOTTOSEGRETARIO DI STATO PER LE INFRASTRUTTURE E I TRASPORTI, UMBERTO DEL BASSO DE CARO

In merito alla modifica dell’articolo 103, comma 1, C.d.S.

La modifica è stata apportata sia al fine di armonizzare la norma con i contenuti dello schema di decreto legislativo in argomento, sia al fine di introdurre indispensabili correttivi ad una prassi amministrativa che:
1. ostacola la libera circolazione delle merci in ambito comunitario;
2. appesantisce il procedimento di radiazione per esportazione, introducendo nuovi adempimenti per le imprese e i cittadini;
3. priva di ogni tutela coloro che cedono i propri veicoli a terzi ai fini dell’esportazione.

La competente Direzione generale per la motorizzazione ha segnalato che le disposizioni vigenti subordinano la radiazione dal P.R.A. alla esibizione di documentazione doganale di esportazione ovvero, nei casi di cessione intracomunitaria, alla esibizione di prove documentali in ordine all’effettiva esportazione e reimmatricolazione all’estero, nell’intento di contrastare presunti traffici transfrontalieri di rifiuti.
Al riguardo, la richiamata direzione evidenzia che:
in base alle vigenti disposizioni comunitarie in materia di veicoli fuori uso, un veicolo può definirsi rifiuto solo allorché venga conferito ad un centro di raccolta ai fini della sua rottamazione. Pertanto, i veicoli oggetto di esportazione non possono considerarsi rifiuti;
la norma, facendo riferimento all’ipotesi di cessione intracomunitaria, non contempla il caso in cui sia lo stesso intestatario ad esportare il proprio veicolo;
nel caso di cessione interna a favore di un terzo che esporta il veicolo, il cedente italiano (impresa o cittadino) può provvedere alla radiazione solo quando l’acquirente gli metta a disposizione i documenti fiscali comprovanti l’avvenuta esportazione all’estero, ovvero la copia della carta di circolazione comprovante l’avvenuta reimmatricolazione all’estero; fino a quando il cedente non è posto in condizione di richiedere la radiazione, egli resta quindi responsabile della circolazione del veicolo e continua ad essere tenuto al versamento delle tasse automobilistiche. Ne consegue che il cedente italiano, non disponendo di mezzi di coercizione nei confronti dell’acquirente che ha esportato, può sollevarsi dagli obblighi derivanti dalla intestazione del veicolo a proprio nome solo agendo in via giurisdizionale, per vedere dichiarata la perdita di possesso del veicolo;
l’attuale disciplina non sembra che possa contrastare il fenomeno del «traffico transfrontaliere di rifiuti», poiché può anche accadere che chi vi è dedito ometta di consegnare al cedente italiano i documenti necessari alla radiazione ovvero gli fornisca false documentazioni, senza possibilità quindi di poter realmente tracciare la sorte del veicolo oltre i confini nazionali.

Stante, comunque, la delicatezza dell’argomento, si resta comunque a disposizione per qualsiasi ulteriore chiarimento e per eventuali approfondimenti.
Il direttore della Direzione generale per la motorizzazione è comunque disponibile ad essere audito per affrontare la tematica in maniera più circostanziata.

In merito alla presunta sottrazione di funzioni al PRA in materia di radiazione per esportazione.

Al riguardo, occorre anzitutto chiarire che la radiazione per esportazione costituisce una formalità che rientra nel campo di applicazione del decreto del Presidente della Repubblica n. 358 del 2000 (istitutivo dello Sportello Telematico dell’Automobilista).
Attualmente, quindi, gli Uffici PRA gestiscono dette formalità proprio in quanto STA (vedi articolo 7, lettera c), del decreto del Presidente della Repubblica n. 358 del 2000) e continueranno ad operare in quanto tali anche dopo il varo della riforma contenuta nell’AG 392.

Condividi su