CCNL METALMECCANICI = SALARIO ZERO

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CCNL METALMECCANICI = SALARIO ZERO

 

Lo scorso 26 novembre è stato firmato l’accordo per il rinnovo del CCNL Metalmeccanici – il contratto nuovamente “unitario”, con la firma della FIOM-CGIL, dopo due rinnovi siglati solo da FIM-CISL e UILM – segna uno dei momenti più bassi della storia sindacale di questo paese; dalla politica dei sacrifici di PCI/CGIL nel 1976 al salario zero del PD/CGIL nel 2016: 40 anni al fianco di padroni e speculatori contro le lavoratrici ed i lavoratori.

Ma lasciamo da parte i commenti e facciamo parlare i fatti o meglio le norme contenute nell’accordo.

 

VIGENZA CONTRATTUALE: era di 3 anni è stata ampliata a 4 anni, dal 1/1/2016 al 31/12/2019;

 

SALARIO [1]: Sui massmedia è stato indicato un aumento mensile a regime di 92€ circa, cifra completamente falsa e ora vediamo perché:

+ Nel 2016 = un una tantum (per sanare il 2016) di 80€ uguali per tutti, ma erogata a MARZO 2017;

+ Nel 2017 = a giugno un aumento in base all’andamento medio dell’IPCA nel 2015/2016, tale aumento assorbe eventuali aumenti derivanti dalla contrattazione collettiva aziendale e i superminimi personali salvo che non sia espressamente scritto che non sono assorbibili. Questo comporta che per tutti noi non ci saranno aumenti (salvo che in sede di contrattazione aziendale non poniamo un argine a questa deriva) così come per oltre l’80% delle lavoratrici e dei lavoratori metalmeccanici;

+ Nel 2018 = a giugno un aumento in base all’andamento dell’IPCA  nel 2017 con gli stessi criteri di assorbibilità indicati nel 2017;

+ Nel 2019 = come nel 2018

TOTALE AUMENTO SALARIALE NEL PERIODO DI VIGENZA CONTRATTUALE PARI A ZERO visto assorbibilità e andamento deflazionistico.

 

Inoltre le OO.SS. indicano strumentalmente come aumento salariale le seguenti voci:

  • L’aumento di 7,69€ nella previdenza integrativa che però si applica solamente agli iscritti al fondo COMETA (quello gestito da FIOM-FIM-UILM), mentre le aziende si impegnano a farne piena pubblicità ogni anno fra i lavoratori;
  • L’aumento di 7€ (non capiamo perché la FIOM parla di 12€) nel fondo sanitario che però si applica solo agli iscritti al fondo METASALUTE, per altro l’iscrizione a tale fondo diventa obbligatoria se entro sei mesi il lavoratore non fa una rinuncia scritta a tale iscrizione;
  • Si parla poi di un aumento di 13,6 € nel welfare aziendale; cioè 100€ nel 2017, 150€ nel 2018, 200€ nel 2019 per interventi chiamati di “flexible benefits”, per le aziende sono detassati, per noi li abbiamo già ampiamente superati con gli accordi aziendali.

Inoltre l’accordo dice che il salario aziendale deve essere totalmente VARIABILE.

 

NORMATIVA: recepimento del testo unico sulla rappresentanza firmato da CGIL-CISL-UIL e Confindustria il 10/1/2014 e che cerca di reprimere e non permettere la fruizione dei diritti sindacali a quelle realtà che si pongono in antagonismo con i padroni e dunque non sono ligi alle direttive dei tre porcellini;

  • Recepimento della legge sul lavoro agile (quello che ha l’obiettivo di renderci tutti lavoratori a cottimo asserviti per 24h all’impresa) qualora venga approvata in Parlamento;
  • Ampliamento del sistema degli enti bilaterali, questo insieme con la spinta ai fondi COMETA e METASALUTE, è un sistema attraverso il quale i lavoratori e le lavoratrici sono costrette a finanziare le burocrazie sindacali e di FEDERMECCANICA;
  • Obbligo per le aziende di far svolgere almeno 24h di formazione ogni 3 anni ad ogni lavoratrice e lavoratore;
  • Obbligo per le lavoratrici ed i lavoratori di andare in trasferta quando l’azienda lo richiede (oggi ci si poteva opporre);
  • Libertà per le aziende di trasferire le lavoratrici ed i lavoratori fino a 25km dalla sede assegnata; possibilità di opporsi ai trasferimenti oltre questo limite per gli uomini over 52 anni (il limite attuale è 50 anni) e over 48 anni per le donne (il limite attuale è di 45 anni);
  • Ipotesi, non definita nelle sue modalità attuative, di accantonare permessi, ferie e straordinari negli anni per ridurre l’orario in prossimità della pensione;
  • Sulla salute e sicurezza l’attività dei RLS viene limitata non solo dalla legge ma anche dalle procedure aziendali minando di fatto la loro capacità di tutela delle lavoratrici e dei lavoratori;
  • Per fruire dei permessi previsti dalla legge 104, il lavoratore dovrà presentare un piano di utilizzo 10 gg. prima del mese di fruizione.

 

E, ciliegina sulla torta, per questo “splendido servizio” le OO.SS. FIOM-FIM-UILM impongono un balzello di 35€ a dipendente da prelevare nello stipendio di giugno salvo che il lavoratore non espliciti la propria contrarietà in un apposito modulo che l’azienda dovrà distribuire con la busta paga del mese di aprile.

 

Di fronte a questo vergognoso rinnovo contrattuale non resta che affermare con forza la nostra autonomia da padroni e sindacalisti a cominciare dalla lotta per il rinnovo del contratto integrativo aziendale.

 

Per chi volesse leggere la versione integrale dell’accordo di rinnovo del CCNL clicchi qui.

Lavoratrici e lavoratori Autorganizzati ACI Informatica 29 novembre 2016

 

 

[1] per comprendere appieno il contenuto dell’accordo è bene sapere che l’indice IPCA è stato costruito per comparare a livello europeo l’andamento dell’inflazione nei diversi paesi che compongono l’UE. Questo indice non tiene conto degli aumenti sui prodotti energetici importati (e nell’accordo neppure degli aumenti sui prodotti energetici in generale) e in generale riflette un andamento inflazionistico minore di quello reale (per esempio per i farmaci non valuta il prezzo degli stessi ma solo il ticket, non tiene conto degli aumenti nelle tariffe pubbliche…), nell’ultimo comunicato ISTAT l’inflazione acquisita per il 2016 è -0,1%.

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