• Il 28 gennaio 2003, George W. Bush nel discorso sullo stato dell'Unione comunica che

    .2003. la Seconda, Bugiarda, Guerra in Iraq

    Il 28 gennaio 2003, George W. Bush nel discorso sullo stato dell'Unione comunica che "...Il governo inglese ha appreso che Saddam ha recentemente cercato di acquisire significative quantità di uranio dall'Africa...". I documenti che attestavano tali traffici furono inizialmente rivelati dal Sismi (il servizio segreto militare italiano). Tali documenti sembravano rappresentare un tentativo da parte di Saddam Hussein in Iraq di acquistare polvere di uranio dal Niger. Sulla base di questi documenti e di altri indicatori, i governi degli Stati Uniti e del Regno Unito hanno affermato che l'Iraq avesse così violato l'embargo iracheno da parte delle Nazioni Unite, nel tentativo di procurarsi materiale nucleare per la creazione di armi di distruzione di massa. Sulla base di queste carte inizia l’invasione dell’Iraq. Nel 2005 tali documenti si riveleranno invece dei falsi, preparati con la complicità di elementi appartenenti ai servizi segreti italiani, e daranno origine allo scandalo denominato Nigergate.

  • A febbraio 2003 l’OMS riceve dal governo cinese la comunicazione della diffusione in Cina di una forma di polmonite atipica, la SARS, che nel 2002 ha ucciso una persona.
Il ritardo nella comunicazione produce ritardi nel contenimento della malattia e nel mondo si sviluppa un’epidemia che produce oltre cinquecento decessi e circa duemila casi di infezione.
La pressione internazionale costringe il governo cinese a permettere controlli. Questo rivela che i casi di SARS riferiti non corrispondono alla realtà. Il Dr. Tantong riferisce che solo nel suo ospedale sono presenti più persone affette da SARS di quelle ufficialmente affette in tutta la Cina.
Scoppiato lo scandalo il governo cinese licenzia il ministro della Salute e il sindaco di Pechino, e aumenta il controllo dell'epidemia.
In tutto il mondo si sviluppa una psicosi per il timore della malattia, anche a causa di notizie errate riportate dai mass media. Tutto poi si dissolve in una bolla di sapone non appena il virus scompare.
Alcuni mesi dopo la scomparsa del virus, alcuni organi di informazione ipotizzeranno che tale sindrome non sia di origine naturale ma un virus sviluppato artificialmente.

    .2003. Arriva la Sars

    A febbraio 2003 l’OMS riceve dal governo cinese la comunicazione della diffusione in Cina di una forma di polmonite atipica, la SARS, che nel 2002 ha ucciso una persona. Il ritardo nella comunicazione produce ritardi nel contenimento della malattia e nel mondo si sviluppa un’epidemia che produce oltre cinquecento decessi e circa duemila casi di infezione. La pressione internazionale costringe il governo cinese a permettere controlli. Questo rivela che i casi di SARS riferiti non corrispondono alla realtà. Il Dr. Tantong riferisce che solo nel suo ospedale sono presenti più persone affette da SARS di quelle ufficialmente affette in tutta la Cina. Scoppiato lo scandalo il governo cinese licenzia il ministro della Salute e il sindaco di Pechino, e aumenta il controllo dell'epidemia. In tutto il mondo si sviluppa una psicosi per il timore della malattia, anche a causa di notizie errate riportate dai mass media. Tutto poi si dissolve in una bolla di sapone non appena il virus scompare. Alcuni mesi dopo la scomparsa del virus, alcuni organi di informazione ipotizzeranno che tale sindrome non sia di origine naturale ma un virus sviluppato artificialmente.

  • Il 14 febbraio 2003 viene definitivamente approvata al Senato della Repubblica la legge 30 nota anche come legge Biagi, presentata e sostenuta dall’allora Governo Berlusconi.
Si tratta di una legge delega per cui il Governo emana il relativo decreto legislativo il 10 settembre 2003.
E’ un testo che, ampliando la normativa di devastazione del mercato del lavoro già avviata dal centro-sinistra con il pacchetto Treu nel 1997, amplia lo spettro dei contratti precari applicabili alle lavoratrici ed ai lavoratori (in totale si contano circa 47 diverse tipologie contrattuali). Si trasformano gli interinali in somministrati, si normano i contratti parasubordinati (co.co.co e contratti a progetto), si introducono contratti a chiamata, d’inserimento, ripartiti e chi più ne ha più ne metta fino al contratto di lavoro occasionale che introduce i voucher che tanto slancio hanno trovato negli ultimi 2 anni sulla spinta del jobs act e che sono forme mascherate di lavoro nero.
Con la legge 30 si abolisce anche la legge 23 ottobre 1960, n. 1369 che vietava l’intermediazione di manodopera ed era stata imposta dalle lotte dei braccianti nel secondo dopoguerra; una legge già duramente depotenziata con il pacchetto Treu.
E’ il trionfo della precarietà!!!

    .2003. La Precarietà è Legge

    Il 14 febbraio 2003 viene definitivamente approvata al Senato della Repubblica la legge 30 nota anche come legge Biagi, presentata e sostenuta dall’allora Governo Berlusconi. Si tratta di una legge delega per cui il Governo emana il relativo decreto legislativo il 10 settembre 2003. E’ un testo che, ampliando la normativa di devastazione del mercato del lavoro già avviata dal centro-sinistra con il pacchetto Treu nel 1997, amplia lo spettro dei contratti precari applicabili alle lavoratrici ed ai lavoratori (in totale si contano circa 47 diverse tipologie contrattuali). Si trasformano gli interinali in somministrati, si normano i contratti parasubordinati (co.co.co e contratti a progetto), si introducono contratti a chiamata, d’inserimento, ripartiti e chi più ne ha più ne metta fino al contratto di lavoro occasionale che introduce i voucher che tanto slancio hanno trovato negli ultimi 2 anni sulla spinta del jobs act e che sono forme mascherate di lavoro nero. Con la legge 30 si abolisce anche la legge 23 ottobre 1960, n. 1369 che vietava l’intermediazione di manodopera ed era stata imposta dalle lotte dei braccianti nel secondo dopoguerra; una legge già duramente depotenziata con il pacchetto Treu. E’ il trionfo della precarietà!!!

  • “Il 15 febbraio del 2003, milioni e milioni di persone in oltre 800 città del mondo scesero in strada, insieme, per dire che l’Iraq non doveva essere invaso. E che se le truppe fossero partite, non l’avrebbero fatto in loro nome.
Quella del 15 febbraio di 10 anni fa è stata la più grande manifestazione di protesta della storia umana.”
Queste le parole con cui si ricorda quella giornata, all'epoca i massmedia mainstream dichiararono che per la prima volta si era formata un'opinione pubblica mondiale che rappresentava l'unica superpotenza alternativa agli USA. Noi, pur partecipando alle mobilitazioni ed alle manifestazioni, non eravamo altrettanto entusiastici perché quel movimento era si enorme ma senza alcuna analisi dei rapporti di forza e delle condizioni materiali di riproduzione della società né tanto meno era dotato di un progetto di cambiamento e quindi non incuteva alcun timore nel sistema dominante. E così non solo l'Iraq fu invaso ma la guerra è ormai un fattore quotidiano del nostro vivere e investe sempre più ampi territori seminando terrore e disperazione, morte e fuga per milioni di persone.

    .2003. Manifestazione Internazionale per la pace

    “Il 15 febbraio del 2003, milioni e milioni di persone in oltre 800 città del mondo scesero in strada, insieme, per dire che l’Iraq non doveva essere invaso. E che se le truppe fossero partite, non l’avrebbero fatto in loro nome. Quella del 15 febbraio di 10 anni fa è stata la più grande manifestazione di protesta della storia umana.” Queste le parole con cui si ricorda quella giornata, all'epoca i massmedia mainstream dichiararono che per la prima volta si era formata un'opinione pubblica mondiale che rappresentava l'unica superpotenza alternativa agli USA. Noi, pur partecipando alle mobilitazioni ed alle manifestazioni, non eravamo altrettanto entusiastici perché quel movimento era si enorme ma senza alcuna analisi dei rapporti di forza e delle condizioni materiali di riproduzione della società né tanto meno era dotato di un progetto di cambiamento e quindi non incuteva alcun timore nel sistema dominante. E così non solo l'Iraq fu invaso ma la guerra è ormai un fattore quotidiano del nostro vivere e investe sempre più ampi territori seminando terrore e disperazione, morte e fuga per milioni di persone.

  • Il 17 febbraio Abu Omar, Imam della Moschea di Milano, viene fermato in strada bendato rapito e portato via.
Si scoprirà che il rapimento è stato organizzato da agenti del Sismi e della Cia per portare forzatamente Omar in Egitto, dove viene detenuto senza accuse e sottoposto a torture.
Il processo sarà lungo e vivrà fasi alterne ma alla fine vengono condannati il direttore del Sismi Pollari a 10 anni, il suo vice Mancini a 9 anni, altri agenti sismi dai 2 ai 6 anni, e 23 agenti Cia tra i 7 e i 9 anni.
Il capo Sismi e il suo vice verranno salvati dal Governo che appone il segreto di Stato. Alcuni agenti Cia verranno salvati da Napolitano e Mattarella con provvedimenti di grazia.
Nel 2016 l’Italia verrà condannata dalla Corte europea per rapimento e detenzione illegale di Omar, violando cinque articoli della CEDU tra cui la proibizione di tortura o trattamenti inumani e degradanti. Sempre secondo la Corte l’Italia ha applicato il segreto di Stato solo per assicurare che i responsabili di rapimento, detenzione illegale e maltrattamenti di Abu Omar «non dovessero rispondere delle loro azioni».

    .2003. il Caso Abu Omar

    Il 17 febbraio Abu Omar, Imam della Moschea di Milano, viene fermato in strada bendato rapito e portato via. Si scoprirà che il rapimento è stato organizzato da agenti del Sismi e della Cia per portare forzatamente Omar in Egitto, dove viene detenuto senza accuse e sottoposto a torture. Il processo sarà lungo e vivrà fasi alterne ma alla fine vengono condannati il direttore del Sismi Pollari a 10 anni, il suo vice Mancini a 9 anni, altri agenti sismi dai 2 ai 6 anni, e 23 agenti Cia tra i 7 e i 9 anni. Il capo Sismi e il suo vice verranno salvati dal Governo che appone il segreto di Stato. Alcuni agenti Cia verranno salvati da Napolitano e Mattarella con provvedimenti di grazia. Nel 2016 l’Italia verrà condannata dalla Corte europea per rapimento e detenzione illegale di Omar, violando cinque articoli della CEDU tra cui la proibizione di tortura o trattamenti inumani e degradanti. Sempre secondo la Corte l’Italia ha applicato il segreto di Stato solo per assicurare che i responsabili di rapimento, detenzione illegale e maltrattamenti di Abu Omar «non dovessero rispondere delle loro azioni».

  • Il 21 febbraio diventa legge il cosiddetto Decreto Salva Calcio, approvato nella finanziaria 2012 che tra le altre cose quasi azzerava la tassa per chi ha evaso le tasse e vendeva immobili pubblici.
E’ in carica il governo Berlusconi, che casualmente è anche proprietario di una società di calcio, il Milan.
Tra le società di calcio è in voga una pratica per “drogare” i propri bilanci: si comprano giocatori ad un prezzo e si rivendono a un prezzo maggiorato per aumentare il risultato del conto economico, attraverso la spericolata gestione degli ammortamenti. 
Il problema è che in questo modo gli ammortamenti raggiungono un livello insostenibile (secondo il Sole-24 Ore 620 milioni di euro nel 2002: + 26% rispetto al 2001) e a un certo punto si è costretti svalutare i giocatori creando perdite di bilancio che per dimensione producono il fallimento delle società.
Il decreto stabilisce che la svalutazione può avvenire in 10 anni e in questo modo si evita, solo per il calcio, il fallimento.
Tutte le società di calcio, ad esclusione di Juventus e Sampdoria, si avvarranno di questa legge per mettere una pezza ai bilanci.

    .2003. Salvate il Malato Calcio

    Il 21 febbraio diventa legge il cosiddetto Decreto Salva Calcio, approvato nella finanziaria 2012 che tra le altre cose quasi azzerava la tassa per chi ha evaso le tasse e vendeva immobili pubblici. E’ in carica il governo Berlusconi, che casualmente è anche proprietario di una società di calcio, il Milan. Tra le società di calcio è in voga una pratica per “drogare” i propri bilanci: si comprano giocatori ad un prezzo e si rivendono a un prezzo maggiorato per aumentare il risultato del conto economico, attraverso la spericolata gestione degli ammortamenti. Il problema è che in questo modo gli ammortamenti raggiungono un livello insostenibile (secondo il Sole-24 Ore 620 milioni di euro nel 2002: + 26% rispetto al 2001) e a un certo punto si è costretti svalutare i giocatori creando perdite di bilancio che per dimensione producono il fallimento delle società. Il decreto stabilisce che la svalutazione può avvenire in 10 anni e in questo modo si evita, solo per il calcio, il fallimento. Tutte le società di calcio, ad esclusione di Juventus e Sampdoria, si avvarranno di questa legge per mettere una pezza ai bilanci.

  • Il 18 luglio 2003 David Kelly, scienziato britannico esperto di biotecnologie e genetica, impiegato del Ministero della Difesa britannico ed ex-ispettore dell'ONU in Iraq, viene ritrovato cadavere.
Pochi giorni prima Kelly aveva dovuto testimoniare davanti ad una commissione di inchiesta a causa di una sua intervista trasmessa dalla BBC, nella quale avanzava precise accuse sull'infondatezza del dossier presentato dal Governo Blair per giustificare la guerra in Iraq.
L’intervista ebbe molta eco sui mass media e causava uno scandalo politico: se il dossier era falso venivano meno le motivazioni della guerra in Iraq.
La Commissione attaccò senza freni lo scienziato, scagionando il governo.
Il 18 luglio Kelly era uscito di casa dicendo alla moglie che andava a fare una passeggiata. Verrà ritrovato cadavere in una foresta nell'Oxfordshire, con 29 pastiglie di analgesico in corpo, profondi tagli sul polso sinistro e 4 elettrodi adesivi sul petto.
Pochi anni dopo si scoprirà che il dossier era falso, costruito con la complicità dei servizi segreti italiani.

    .2003. la Morte Sospetta di David Kelly

    Il 18 luglio 2003 David Kelly, scienziato britannico esperto di biotecnologie e genetica, impiegato del Ministero della Difesa britannico ed ex-ispettore dell'ONU in Iraq, viene ritrovato cadavere. Pochi giorni prima Kelly aveva dovuto testimoniare davanti ad una commissione di inchiesta a causa di una sua intervista trasmessa dalla BBC, nella quale avanzava precise accuse sull'infondatezza del dossier presentato dal Governo Blair per giustificare la guerra in Iraq. L’intervista ebbe molta eco sui mass media e causava uno scandalo politico: se il dossier era falso venivano meno le motivazioni della guerra in Iraq. La Commissione attaccò senza freni lo scienziato, scagionando il governo. Il 18 luglio Kelly era uscito di casa dicendo alla moglie che andava a fare una passeggiata. Verrà ritrovato cadavere in una foresta nell'Oxfordshire, con 29 pastiglie di analgesico in corpo, profondi tagli sul polso sinistro e 4 elettrodi adesivi sul petto. Pochi anni dopo si scoprirà che il dossier era falso, costruito con la complicità dei servizi segreti italiani.

  • Il 12 novembre un camion pieno di esplosivo viene lanciato contro la base italiana di Nassiriya, in Iraq. All’esplosione del camion segue l’esplosione del deposito di munizioni. Muoiono 28 persone (19 italiani e 9 iracheni) e oltre 140 rimangono ferite.
Il Governo italiano ha subito fatto leva sull’orrore delle morti per generare un sentimento di cordoglio nazionale. Ma non ha raccontato tutto.
Sei mesi prima della guerra in Iraq una relazione governativa indicava la necessità di difendere i giacimenti petroliferi sui quali l’Eni aveva messo le mani, proprio nei dintorni di Nassiriya. Nonostante la missione fosse motivata con scopi umanitari, i soldati italiani erano utilizzati per difendere gli interessi Eni. E’ opinione diffusa che l’attentato fosse stato attuato proprio per contrastare gli interessi Eni nella zona.
La missione è costata oltre 230milioni di euro dei contribuenti, utilizzati per difendere interessi privati. 
Il soldato che ha ricomposto i corpi dei soldati morti a Nassiriya è morto di tumore per l’utilizzo di uranio impoverito nelle zone di guerra.

    .2003. l’Attentato a Nassiriya, Macchiato di Petrolio

    Il 12 novembre un camion pieno di esplosivo viene lanciato contro la base italiana di Nassiriya, in Iraq. All’esplosione del camion segue l’esplosione del deposito di munizioni. Muoiono 28 persone (19 italiani e 9 iracheni) e oltre 140 rimangono ferite. Il Governo italiano ha subito fatto leva sull’orrore delle morti per generare un sentimento di cordoglio nazionale. Ma non ha raccontato tutto. Sei mesi prima della guerra in Iraq una relazione governativa indicava la necessità di difendere i giacimenti petroliferi sui quali l’Eni aveva messo le mani, proprio nei dintorni di Nassiriya. Nonostante la missione fosse motivata con scopi umanitari, i soldati italiani erano utilizzati per difendere gli interessi Eni. E’ opinione diffusa che l’attentato fosse stato attuato proprio per contrastare gli interessi Eni nella zona. La missione è costata oltre 230milioni di euro dei contribuenti, utilizzati per difendere interessi privati. Il soldato che ha ricomposto i corpi dei soldati morti a Nassiriya è morto di tumore per l’utilizzo di uranio impoverito nelle zone di guerra.

Correva l’anno 2003

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