• L’11 gennaio il governo degli Stati Uniti, Presidente Bush, apre un campo di prigionia all'interno della base di Guantánamo, per la detenzione di prigionieri catturati in Afghanistan e ritenuti collegati ad attività terroristiche.
I reclusi non sono classificati come prigionieri di guerra, né come imputati di reati ordinari. Sono considerati solo come detainees (detenuti) senza altro titolo. Questo produce l’assenza totale di qualsivoglia forma di garanzia di difesa. Inoltre, secondo l’Alto Commissario per i Diritti dell’Uomo dell’Onu e Amnesty International, le condizioni di detenzione sono disumane.
Nel 2004 la Corte Suprema degli Stati Uniti ha decretato il diritto dei detenuti a presentare ricorsi, ma il governo ha subito approvato una legge che revoca tale diritto per bloccare i circa 200 ricorsi presentati.
Sono 800 i prigionieri che sono stati detenuti nella prigione di Guantanamo. Nel 2009 il presidente Barack Obama ha ordinato la chiusura del carcere ma il Senato si è opposto.
Tra le varie storie che si sono intrecciate sulla prigione quella di tre giovani inglesi catturati in Afghanistan nel 2001 perché ritenuti militanti di Al Qaida. Ma non era così e sono stati rilasciati solo nel 2004.

    .2002. il Lager di Guantanamo

    L’11 gennaio il governo degli Stati Uniti, Presidente Bush, apre un campo di prigionia all'interno della base di Guantánamo, per la detenzione di prigionieri catturati in Afghanistan e ritenuti collegati ad attività terroristiche. I reclusi non sono classificati come prigionieri di guerra, né come imputati di reati ordinari. Sono considerati solo come detainees (detenuti) senza altro titolo. Questo produce l’assenza totale di qualsivoglia forma di garanzia di difesa. Inoltre, secondo l’Alto Commissario per i Diritti dell’Uomo dell’Onu e Amnesty International, le condizioni di detenzione sono disumane. Nel 2004 la Corte Suprema degli Stati Uniti ha decretato il diritto dei detenuti a presentare ricorsi, ma il governo ha subito approvato una legge che revoca tale diritto per bloccare i circa 200 ricorsi presentati. Sono 800 i prigionieri che sono stati detenuti nella prigione di Guantanamo. Nel 2009 il presidente Barack Obama ha ordinato la chiusura del carcere ma il Senato si è opposto. Tra le varie storie che si sono intrecciate sulla prigione quella di tre giovani inglesi catturati in Afghanistan nel 2001 perché ritenuti militanti di Al Qaida. Ma non era così e sono stati rilasciati solo nel 2004.

  • A novembre del 2001 il governo Berlusconi presenta, per mano di Sacconi e Maroni, un disegno di legge delega che ha lo scopo di continuare il processo di destrutturazione della normativa sul lavoro. Questa legge delega contiene una forte spinta all'ulteriore precarizzazione del mercato del lavoro e al depotenziamento della tutela reale dai licenziamenti prevista dallo Statuto dei Lavoratori all'art.18.
Contro questo provvedimento si sviluppa un forte movimento di lotta nel quale però è egemone il ruolo della CGIL, mentre CISL e UIL dialogano con il governo. Un movimento che ha il suo più alto momento di espressione nella manifestazione a Roma del 23 marzo 2002 che vede in piazza un enorme quantità di lavoratrici e lavoratori (3 milioni secondo i dati degli organizzatori).
La riuscita della manifestazione segna l'abbandono del progetto di cancellazione dell'art. 18 (tanto poi ci pensa Renzi) da parte del Governo ma, contemporaneamente, la CGIL, soddisfatta del risultato ottenuto, avvia un processo di riduzione fino all'esaurimento delle mobilitazioni che così lasciano strada libera all'approvazione delle altre parti del ddl (il 14/2/2003) che prevedono precarietà e sfruttamento.

    .2002. Manifestazione nazionale a Roma per la difesa dell'articolo 18

    A novembre del 2001 il governo Berlusconi presenta, per mano di Sacconi e Maroni, un disegno di legge delega che ha lo scopo di continuare il processo di destrutturazione della normativa sul lavoro. Questa legge delega contiene una forte spinta all'ulteriore precarizzazione del mercato del lavoro e al depotenziamento della tutela reale dai licenziamenti prevista dallo Statuto dei Lavoratori all'art.18. Contro questo provvedimento si sviluppa un forte movimento di lotta nel quale però è egemone il ruolo della CGIL, mentre CISL e UIL dialogano con il governo. Un movimento che ha il suo più alto momento di espressione nella manifestazione a Roma del 23 marzo 2002 che vede in piazza un enorme quantità di lavoratrici e lavoratori (3 milioni secondo i dati degli organizzatori). La riuscita della manifestazione segna l'abbandono del progetto di cancellazione dell'art. 18 (tanto poi ci pensa Renzi) da parte del Governo ma, contemporaneamente, la CGIL, soddisfatta del risultato ottenuto, avvia un processo di riduzione fino all'esaurimento delle mobilitazioni che così lasciano strada libera all'approvazione delle altre parti del ddl (il 14/2/2003) che prevedono precarietà e sfruttamento.

  • Il 29 marzo 2002 l’esercito israeliano lancia l’operazione

    .2002. Israele Costruisce il Muro

    Il 29 marzo 2002 l’esercito israeliano lancia l’operazione "Muraglia di difesa" con l’invasione di Ramallah e il confino di Arafat nel proprio quartier generale. Comincia la rioccupazione militare della Palestina. Israele decide di costruire una "zona di sutura": un muro alto 8 metri, completo di fossati, filo spinato e recinzione elettrificata. Il numero dei Palestinesi rinchiusi dentro la "zona di sutura", intrappolati fra l'ostacolo e "la linea verde", ammonta a oltre il 20% della popolazione della Cisgiordania. Sommati ai Palestinesi direttamente danneggiati (le loro proprietà terriere, i pozzi d'acqua, gli oliveti ecc.), la percentuale sale al 38%. Il tracciato permette di collocare l'80% dei coloni a ovest del recinto. Il muro in alcuni punti si spinge fino a 6 Km all’interno del territorio palestinese e la lunghezza progettata (750 Km) è largamente superiore al confine con Israele (meno di 200 Km). In pratica non è altro che un modo di confiscare terra palestinese, agevolare l’espansione coloniale, ridisegnare unilateralmente i confini, spingere i palestinesi all’esodo. Israele mira anche a raggiungere la proporzione di 78% di ebrei e 22% di Palestinesi a Gerusalemme.

  • Il 26 ottobre entra in vigore una modifica della Costituzione che elimina gli articoli che prevedevano che «i membri e i discendenti di Casa Savoia non sono elettori e non possono ricoprire uffici pubblici né cariche elettive» e che «agli ex re di Casa Savoia, alle loro consorti e ai loro discendenti maschi sono vietati l'ingresso e il soggiorno nel territorio nazionale».
Umberto II di Savoia scappò dalla guida dell’Italia alla firma dell’armistizio dell’8 settembre del 1943. Rosa Perone Gallotti, cameriera personale dei sovrani, definì la partenza come un

    .2002. I Savoia rientrano in Italia

    Il 26 ottobre entra in vigore una modifica della Costituzione che elimina gli articoli che prevedevano che «i membri e i discendenti di Casa Savoia non sono elettori e non possono ricoprire uffici pubblici né cariche elettive» e che «agli ex re di Casa Savoia, alle loro consorti e ai loro discendenti maschi sono vietati l'ingresso e il soggiorno nel territorio nazionale». Umberto II di Savoia scappò dalla guida dell’Italia alla firma dell’armistizio dell’8 settembre del 1943. Rosa Perone Gallotti, cameriera personale dei sovrani, definì la partenza come un "pandemonio […] Ministri, militari e gentiluomini volevano partire per primi, facevano ressa per la paura. Fu una vergogna, davvero." Vittorio Emanuele di Savoia, invece, fu coinvolto in un indagine della pretura di Venezia per traffico internazionale di armi, era iscritto alla P2 (tessera numero 1.621) e ammise di aver ucciso un ragazzo di 19 anni vantandosi di aver gabbato il Tribunale parigino che l’ha assolto.

  • Il 16 luglio del 2002 il Parlamento approva la nuova legge sull'immigrazione che integra e continua il percorso avviato nel 1998 con la Turco-Napolitano. La novità della Turco-Napoletano era stata l'istituzione dei CPT (poi CIE) e cioè la detenzione non per aver commesso un reato ma per la propria condizione sociale. L'innovazione più rilevante della Bossi-Fini, oltre l'accentuazione delle norme repressive, è la subordinazione del permesso di soggiorno al contratto di lavoro, alla residenza e al reddito. Questo significa che le lavoratrici ed i lavoratori immigrati sono costantemente sottoposti al ricatto del datore di lavoro, se vengono licenziati, se non vengono contrattualizzati, l'immigrato perde il permesso di soggiorno ed è dunque esposto alla detenzione amministrativa nei CIE e all'espulsione.
Si rivela così la vera natura delle legislazioni repressive in materia di immigrazione: creare forza lavoro ricattabile, dunque disponibile ad accettare condizioni di lavoro e salari da fame e attraverso essa fare pressione sulla forza lavoro in generale e peggiorare la condizione di tutti i lavoratori. Ecco perché lottare insieme con i lavoratori immigrati e contro queste leggi è nell'interesse di tutte e tutti noi.

    .2002. La legge Bossi-Fini

    Il 16 luglio del 2002 il Parlamento approva la nuova legge sull'immigrazione che integra e continua il percorso avviato nel 1998 con la Turco-Napolitano. La novità della Turco-Napoletano era stata l'istituzione dei CPT (poi CIE) e cioè la detenzione non per aver commesso un reato ma per la propria condizione sociale. L'innovazione più rilevante della Bossi-Fini, oltre l'accentuazione delle norme repressive, è la subordinazione del permesso di soggiorno al contratto di lavoro, alla residenza e al reddito. Questo significa che le lavoratrici ed i lavoratori immigrati sono costantemente sottoposti al ricatto del datore di lavoro, se vengono licenziati, se non vengono contrattualizzati, l'immigrato perde il permesso di soggiorno ed è dunque esposto alla detenzione amministrativa nei CIE e all'espulsione. Si rivela così la vera natura delle legislazioni repressive in materia di immigrazione: creare forza lavoro ricattabile, dunque disponibile ad accettare condizioni di lavoro e salari da fame e attraverso essa fare pressione sulla forza lavoro in generale e peggiorare la condizione di tutti i lavoratori. Ecco perché lottare insieme con i lavoratori immigrati e contro queste leggi è nell'interesse di tutte e tutti noi.

  • Il 25 giugno la Worldcom annuncia che i bilanci hanno un “problemino”, sono sbagliati. Il risultato è che quella che doveva essere una perdita è risultata un utile.
La Worldcom è il secondo provider Usa di telefonia. Un colosso da 85mila dipendenti che opera in 65 paesi.
Dalle indagini risulterà che i bilanci sono volutamente truccati: una truffa da 9miliardi di dollari, considerata la più grande frode contabile degli Usa.
Pochi mesi prima era scoppiato il caso Enron, da qui a poco scoppieranno i casi Qwest, Tyco, Global Crossing. In tutti i casi la società di controllo (Arthur Andersen in questo caso) hanno certificato il bilancio fasullo. In tutti i casi gli Amministratori non solo hanno certificato i bilanci ma hanno anche ricevuto compensi miliardari. In tutti i casi le conseguenze sono stati licenziamenti (17mila solo all’inizio per Worldcom) e il crollo delle azioni (da 63,5 dollari a 8 centesimi per Worldcom).
Gli strumenti utilizzati sono stati i più diversi: spese iscritte come investimenti; scambio fittizio tra aziende; insider trading; banche che ingannano i clienti nella vendita di azioni; compensi non autorizzati.
Si chiama finanza creativa.

    .2002. Il Crack Worldcom

    Il 25 giugno la Worldcom annuncia che i bilanci hanno un “problemino”, sono sbagliati. Il risultato è che quella che doveva essere una perdita è risultata un utile. La Worldcom è il secondo provider Usa di telefonia. Un colosso da 85mila dipendenti che opera in 65 paesi. Dalle indagini risulterà che i bilanci sono volutamente truccati: una truffa da 9miliardi di dollari, considerata la più grande frode contabile degli Usa. Pochi mesi prima era scoppiato il caso Enron, da qui a poco scoppieranno i casi Qwest, Tyco, Global Crossing. In tutti i casi la società di controllo (Arthur Andersen in questo caso) hanno certificato il bilancio fasullo. In tutti i casi gli Amministratori non solo hanno certificato i bilanci ma hanno anche ricevuto compensi miliardari. In tutti i casi le conseguenze sono stati licenziamenti (17mila solo all’inizio per Worldcom) e il crollo delle azioni (da 63,5 dollari a 8 centesimi per Worldcom). Gli strumenti utilizzati sono stati i più diversi: spese iscritte come investimenti; scambio fittizio tra aziende; insider trading; banche che ingannano i clienti nella vendita di azioni; compensi non autorizzati. Si chiama finanza creativa.

  • Il 6 ottobre 2002 Papa Giovanni Paolo II canonizza Josemaría Escrivá, fondatore dell’Opus Dei.
L’Opus Dei è un organizzazione segreta, che rifiuta di fornire l’elenco dei propri membri e di rendere pubblici i propri documenti, ma che ha ottenuto lo status di Prelatura Personale del Papa (unica al mondo), cosa che le permette di rispondere esclusivamente al Papa stesso.
L’Opus Dei è anche un’organizzazione molto potente, che si vanta di avere propri adepti in giornali, riviste, tv e radio in tutto il mondo. Diversi politici si dichiarano appartenenti all’ordine. Aveva propri adepti anche nel governo del dittatore spagnolo Franco.
L’Opus Dei si articola su una struttura gerarchica dalle regole ferree. Tra queste l’assoluta obbedienza ai propri superiori e la totale concessione di se all’organizzazione. C’è chi ritiene che questo permetta il controllo di alte cariche istituzionali e di potere.
L’Opus Dei fa proselitismo soprattutto nelle scuole, mirando esplicitamente ai giovani che cominciano ad uscire dalla famiglia perché più malleabili. SI calcola che quasi la metà dei collegi universitari riconosciuti, che prendono finanziamenti pubblici, siano dell’Opus Dei.
Pare che la canonizzazione sia stata “favorita” da un investimento di 750mila dollari.

    .2002. la Santificazione dell’Opus Dei

    Il 6 ottobre 2002 Papa Giovanni Paolo II canonizza Josemaría Escrivá, fondatore dell’Opus Dei. L’Opus Dei è un organizzazione segreta, che rifiuta di fornire l’elenco dei propri membri e di rendere pubblici i propri documenti, ma che ha ottenuto lo status di Prelatura Personale del Papa (unica al mondo), cosa che le permette di rispondere esclusivamente al Papa stesso. L’Opus Dei è anche un’organizzazione molto potente, che si vanta di avere propri adepti in giornali, riviste, tv e radio in tutto il mondo. Diversi politici si dichiarano appartenenti all’ordine. Aveva propri adepti anche nel governo del dittatore spagnolo Franco. L’Opus Dei si articola su una struttura gerarchica dalle regole ferree. Tra queste l’assoluta obbedienza ai propri superiori e la totale concessione di se all’organizzazione. C’è chi ritiene che questo permetta il controllo di alte cariche istituzionali e di potere. L’Opus Dei fa proselitismo soprattutto nelle scuole, mirando esplicitamente ai giovani che cominciano ad uscire dalla famiglia perché più malleabili. SI calcola che quasi la metà dei collegi universitari riconosciuti, che prendono finanziamenti pubblici, siano dell’Opus Dei. Pare che la canonizzazione sia stata “favorita” da un investimento di 750mila dollari.

Correva l’anno 2002

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