• Il 13 gennaio Alfredo Ormando, cattolico e omosessuale siciliano, si toglie la vita cospargendosi di benzina e dandosi fuoco sul sagrato di piazza San Pietro in Vaticano, alle sette e mezzo di mattina.
Le forze di polizia presenti sul luogo soffocano le fiamme, ma le ustioni risultano tanto profonde che Alfredo muore dopo nove giorni di agonia in ospedale.
Dopo la sua morte il portavoce della sala stampa vaticana, Ciro Benedettini, nega con forza un qualunque nesso tra l'omosessualità dell'uomo e il luogo scelto per la sua fine. Soprattutto esclude ogni possibilità che si tratti di una protesta contro la Chiesa cattolica. Benedettini afferma che le cause vanno ricercate in non meglio precisati motivi familiari.
Nei giorni successivi però, vengono diffuse alcune lettere che Alfredo aveva prudentemente spedito all'Ansa prima di compiere il suo gesto. Nelle missive motiva esplicitamente il proprio gesto come atto di protesta contro l'omofobia, in particolar modo contro la Chiesa cattolica che lo escludeva. Come unica reazione il Vaticano, ormai smascherato, rifiuta di commentare ulteriormente il caso.

    .1998. un Omosessuale al Rogo in Piazza San Pietro

    Il 13 gennaio Alfredo Ormando, cattolico e omosessuale siciliano, si toglie la vita cospargendosi di benzina e dandosi fuoco sul sagrato di piazza San Pietro in Vaticano, alle sette e mezzo di mattina. Le forze di polizia presenti sul luogo soffocano le fiamme, ma le ustioni risultano tanto profonde che Alfredo muore dopo nove giorni di agonia in ospedale. Dopo la sua morte il portavoce della sala stampa vaticana, Ciro Benedettini, nega con forza un qualunque nesso tra l'omosessualità dell'uomo e il luogo scelto per la sua fine. Soprattutto esclude ogni possibilità che si tratti di una protesta contro la Chiesa cattolica. Benedettini afferma che le cause vanno ricercate in non meglio precisati motivi familiari. Nei giorni successivi però, vengono diffuse alcune lettere che Alfredo aveva prudentemente spedito all'Ansa prima di compiere il suo gesto. Nelle missive motiva esplicitamente il proprio gesto come atto di protesta contro l'omofobia, in particolar modo contro la Chiesa cattolica che lo escludeva. Come unica reazione il Vaticano, ormai smascherato, rifiuta di commentare ulteriormente il caso.

  • Il 3 febbraio sul Cermis, sulle Dolomiti, un aereo militare dei marines degli Stati Uniti trancia un cavo della funivia, facendo precipitare la cabina che, dopo un volo di sette secondi per 150 metri, si schianta al suolo provocando una morte orribile per i passeggeri.
Muoiono venti persone.
Sull’aereo, partito e rientrato alla base di Aviano dove viene sequestrato mentre i militari cercano di smontarlo, vengono ritrovati i resti della fune troncata. 
Le indagini appureranno che l’aereo volava a una quota largamente inferiore a quanto concesso dai regolamenti, per permettere di girare un filmino ricordo. Uno dei piloti confesserà di aver distrutto la cassetta per non lasciare prove.
Lo status di militari NATO impedirà il processo in Italia. Il processo militare assolverà i militari, poi accusati di intralcio alla giustizia con pene lievi.
Il processo viene condotto dagli stessi marines sotto segreto, mai accaduto prima nella storia statunitense. Gli USA temono che venga chiusa Aviano necessaria per la guerra in Jugoslavia. La ragione di stato ha mietuto le prime vittime della guerra jugoslava.
L’incidente avviene in concomitanza del pronunciamento della corte di Cassazione sull’aereo militare caduto sull’istituto tecnico-commerciale Salvemini nel 1990.

    .1998. dalla Base di Aviano la Strage del Cermis

    Il 3 febbraio sul Cermis, sulle Dolomiti, un aereo militare dei marines degli Stati Uniti trancia un cavo della funivia, facendo precipitare la cabina che, dopo un volo di sette secondi per 150 metri, si schianta al suolo provocando una morte orribile per i passeggeri. Muoiono venti persone. Sull’aereo, partito e rientrato alla base di Aviano dove viene sequestrato mentre i militari cercano di smontarlo, vengono ritrovati i resti della fune troncata. Le indagini appureranno che l’aereo volava a una quota largamente inferiore a quanto concesso dai regolamenti, per permettere di girare un filmino ricordo. Uno dei piloti confesserà di aver distrutto la cassetta per non lasciare prove. Lo status di militari NATO impedirà il processo in Italia. Il processo militare assolverà i militari, poi accusati di intralcio alla giustizia con pene lievi. Il processo viene condotto dagli stessi marines sotto segreto, mai accaduto prima nella storia statunitense. Gli USA temono che venga chiusa Aviano necessaria per la guerra in Jugoslavia. La ragione di stato ha mietuto le prime vittime della guerra jugoslava. L’incidente avviene in concomitanza del pronunciamento della corte di Cassazione sull’aereo militare caduto sull’istituto tecnico-commerciale Salvemini nel 1990.

  • Nel mese di maggio forti precipitazioni si abbattono nella zona di Sarno, in provincia di Avellino. Nella notte tra il 5 e il 6, due milioni di metri cubi di fango si staccano dal monte Pizzo d’Alvano e, alla velocità di 20 metri al secondo, distruggono tutto quello che trovano al passaggio.
Muoiono 160 persone, alcune intrappolate nelle proprie case e schiacciate o soffocate dal fango, altre travolte nel tentativo di fuga; 178 le case distrutte e oltre 450 quelle danneggiate; solo nel 2008 verrà concluso lo stato di emergenza. 
Gli allarmi degli abitanti vengono sottostimati, l’assessore all’ambiente della Campania comunica possibili rischi solo dieci ore dopo il disastro, i mezzi di soccorso riescono a lavorare a pieno regime solo la mattina dopo.
I processi non hanno ancora individuato alcun colpevole, ma subito viene emanata una nuova legge per una mappatura del rischio idrogeologico. Oggi i PAI (Piani di Assetto Idrogeologico), sono stati realizzati su tutto il territorio, indicando zone a rischio e azioni da intraprendere per mitigarlo. Ma non ci sono i fondi né per le azioni da intraprendere né per aggiornare le mappe.
E’ più importante il debito pubblico.

    .1998. La Frana di Sarno

    Nel mese di maggio forti precipitazioni si abbattono nella zona di Sarno, in provincia di Avellino. Nella notte tra il 5 e il 6, due milioni di metri cubi di fango si staccano dal monte Pizzo d’Alvano e, alla velocità di 20 metri al secondo, distruggono tutto quello che trovano al passaggio. Muoiono 160 persone, alcune intrappolate nelle proprie case e schiacciate o soffocate dal fango, altre travolte nel tentativo di fuga; 178 le case distrutte e oltre 450 quelle danneggiate; solo nel 2008 verrà concluso lo stato di emergenza. Gli allarmi degli abitanti vengono sottostimati, l’assessore all’ambiente della Campania comunica possibili rischi solo dieci ore dopo il disastro, i mezzi di soccorso riescono a lavorare a pieno regime solo la mattina dopo. I processi non hanno ancora individuato alcun colpevole, ma subito viene emanata una nuova legge per una mappatura del rischio idrogeologico. Oggi i PAI (Piani di Assetto Idrogeologico), sono stati realizzati su tutto il territorio, indicando zone a rischio e azioni da intraprendere per mitigarlo. Ma non ci sono i fondi né per le azioni da intraprendere né per aggiornare le mappe. E’ più importante il debito pubblico.

  • Tra il 1995 e il 1997 viene condotta un'inchiesta ufficiale sull'allontanamento di bambini australiani aborigeni dalle loro famiglie, definita la “Generazione rubata”. Il resoconto finale viene pubblicato nel 1997.
Fin dal 1869 ad almeno il 1970 le missioni religiose e il governo australiano hanno sistematicamente allontanato con la forza i bambini aborigeni dalle proprie famiglie, per essere “civilizzati”. I neonati e i bambini venivano strappati dalle loro famiglie per essere allevati nelle istituzioni o nelle famiglie dei colonizzatori. L’obiettivo era quello di assimilare i bambini aborigeni nella cultura bianca. Ai bambini venne negata la conoscenza del loro patrimonio culturale e vietato di parlare la lingua aborigena.
Un tipico esempio di esportazione della democrazia.
Per ripagare del torto, dal 26 maggio 1998 è stato istituito il “Sorry Day”, una specie di festa del ricordo che tuttavia non è una festa nazionale.

    .1998. Ops, Scusa

    Tra il 1995 e il 1997 viene condotta un'inchiesta ufficiale sull'allontanamento di bambini australiani aborigeni dalle loro famiglie, definita la “Generazione rubata”. Il resoconto finale viene pubblicato nel 1997. Fin dal 1869 ad almeno il 1970 le missioni religiose e il governo australiano hanno sistematicamente allontanato con la forza i bambini aborigeni dalle proprie famiglie, per essere “civilizzati”. I neonati e i bambini venivano strappati dalle loro famiglie per essere allevati nelle istituzioni o nelle famiglie dei colonizzatori. L’obiettivo era quello di assimilare i bambini aborigeni nella cultura bianca. Ai bambini venne negata la conoscenza del loro patrimonio culturale e vietato di parlare la lingua aborigena. Un tipico esempio di esportazione della democrazia. Per ripagare del torto, dal 26 maggio 1998 è stato istituito il “Sorry Day”, una specie di festa del ricordo che tuttavia non è una festa nazionale.

  • La mattina del 7 agosto, intorno alle 10:45 locali, ordigni esplodono alle ambasciate americane di Nairobi (Kenya) e Dar es Salaam (Tanzania), provocando 224 morti e 4mila feriti, quasi tutti africani.
Gli attentati verranno rivendicati da Osama bin Laden, ma con motivazioni confuse: prima contro la  programmazione del genocidio ruandese; poi per l'invasione della Somalia; quindi per l'intenzione di dividere il Sudan in due.
Per rappresaglia, il Presidente USA Bill Clinton ordina tra l’altro il bombardamento di una fabbrica farmaceutica di Al-Shifa in Sudan, accusata di fabbricare armi chimiche. Successive indagini hanno dimostrato l’infondatezza dell’accusa. La fabbrica copriva il 50% del fabbisogno nazionale di medicine in Sudan.

    .1998. Gli Attentati alle Ambasciate USA in Africa

    La mattina del 7 agosto, intorno alle 10:45 locali, ordigni esplodono alle ambasciate americane di Nairobi (Kenya) e Dar es Salaam (Tanzania), provocando 224 morti e 4mila feriti, quasi tutti africani. Gli attentati verranno rivendicati da Osama bin Laden, ma con motivazioni confuse: prima contro la programmazione del genocidio ruandese; poi per l'invasione della Somalia; quindi per l'intenzione di dividere il Sudan in due. Per rappresaglia, il Presidente USA Bill Clinton ordina tra l’altro il bombardamento di una fabbrica farmaceutica di Al-Shifa in Sudan, accusata di fabbricare armi chimiche. Successive indagini hanno dimostrato l’infondatezza dell’accusa. La fabbrica copriva il 50% del fabbisogno nazionale di medicine in Sudan.

  • Il 24 agosto avviene il primo esperimento conosciuto di impianto di un RFID: lo scienziato britannico Kevin Warwick se ne fa impiantare uno per compiere dei test sull'apertura automatica di porte, accensione di luci e per generare messaggi vocali in un edificio.
Nel 2004, l'americana Food and Drug Administration (FDA) concederà alla VeriChip Corporation l'approvazione definitiva per commercializzare negli Stati Uniti il proprio dispositivo per impianto umano. Ma nel 2007 si scopre che causa il cancro in centinaia di cavie da laboratorio.
Tra gli inconveniente accessori, la facilità con cui il numero a 16 cifre contenuto nel chip può essere clonato.
C’è anche chi ha ipotizzato varie teorie del complotto su un suo presunto utilizzo per il controllo mentale o spaziale degli individui.
Ma che vai a pensare.

    .1998. Generazione Rfid

    Il 24 agosto avviene il primo esperimento conosciuto di impianto di un RFID: lo scienziato britannico Kevin Warwick se ne fa impiantare uno per compiere dei test sull'apertura automatica di porte, accensione di luci e per generare messaggi vocali in un edificio. Nel 2004, l'americana Food and Drug Administration (FDA) concederà alla VeriChip Corporation l'approvazione definitiva per commercializzare negli Stati Uniti il proprio dispositivo per impianto umano. Ma nel 2007 si scopre che causa il cancro in centinaia di cavie da laboratorio. Tra gli inconveniente accessori, la facilità con cui il numero a 16 cifre contenuto nel chip può essere clonato. C’è anche chi ha ipotizzato varie teorie del complotto su un suo presunto utilizzo per il controllo mentale o spaziale degli individui. Ma che vai a pensare.

  • Abdullah Öcalan, detto Apo, fonda nel 1978 il PKK, il Partito dei Lavoratori del Kurdistan, di cui è leader indiscusso. La guerra contro i curdi produce, tra l’altro, la messa al bando del PKK e la Turchia ne richiede l’arresto.
Dopo essere stato ospite della Siria per diversi anni, Apo viene invitato a lasciare il paese e il 12 novembre 1998 giunge in Italia, accompagnato da un deputato di Rifondazione Comunista all’epoca partito di governo, dove richiede asilo politico. 
La Turchia lo richiede ma nello stato vige la pena di morte. Nonostante le tante manifestazioni di protesta il governo italiano decide di lavarsene le mani e lo “invita” a lasciare il paese prima della sentenza sulla richiesta di asilo politico per paura dei danni economici sulle aziende italiane che commerciano con la Turchia.
Giunto a Nairobi viene catturato il 29 giugno 1999 dai servizi segreti turchi che lo imprigionano in Turchia dove scampa alla pena di morte solo perché nel frattempo questa viene abolita. Ma lo condannano all'ergastolo in totale isolamento.
Il 4 ottobre 1999 la magistratura italiana accoglie la sua richiesta d’asilo, ma è ormai troppo tardi.

    .1998. il Diritto di Asilo Variabile

    Abdullah Öcalan, detto Apo, fonda nel 1978 il PKK, il Partito dei Lavoratori del Kurdistan, di cui è leader indiscusso. La guerra contro i curdi produce, tra l’altro, la messa al bando del PKK e la Turchia ne richiede l’arresto. Dopo essere stato ospite della Siria per diversi anni, Apo viene invitato a lasciare il paese e il 12 novembre 1998 giunge in Italia, accompagnato da un deputato di Rifondazione Comunista all’epoca partito di governo, dove richiede asilo politico. La Turchia lo richiede ma nello stato vige la pena di morte. Nonostante le tante manifestazioni di protesta il governo italiano decide di lavarsene le mani e lo “invita” a lasciare il paese prima della sentenza sulla richiesta di asilo politico per paura dei danni economici sulle aziende italiane che commerciano con la Turchia. Giunto a Nairobi viene catturato il 29 giugno 1999 dai servizi segreti turchi che lo imprigionano in Turchia dove scampa alla pena di morte solo perché nel frattempo questa viene abolita. Ma lo condannano all'ergastolo in totale isolamento. Il 4 ottobre 1999 la magistratura italiana accoglie la sua richiesta d’asilo, ma è ormai troppo tardi.

  • Il 31 dicembre, gli 11 paesi della zona euro fissano i tassi irrevocabili dello scambio tra monete nazionali e euro.
Per partecipare alla nuova valuta gli stati membri devono rispettare dei criteri (deficit <= 3% del PIL; rapporto debito /PIL < 60%; inflazione <= 1,5% della media; tassi d'interesse a lungo termine <= 2% della media), ma vengono ammessi anche paesi come l’Italia che non rispettano tutti i parametri.
L’Italia viene dall’uscita dallo SME a seguito di speculazioni monetarie. Nel 1992 l’ECU (che poi diventerà euro) vale 1530 lire, il marco vale 740 lire. Nel 1998 l’euro vale 1936,27 lire mentre il marco vale 990 lire. 
In pratica la lira viene svalutata del 26,5% per venire incontro alle richieste degli industriali, che pure la considerano insufficiente.
E per i cittadini? Mentre il tasso ufficiale di cambio viene usato per convertire risparmi e stipendi, il governo aumenta il prezzo della giocata minima del lotto, da mille lire a un euro. Il mercato segue a valanga. Il risultato è il raddoppio dei costi per tutti i generi, con aumento dei profitti delle imprese e indiretto dimezzamento degli interessi per le imprese.

    .1998. Fissato il Cambio Lira Euro

    Il 31 dicembre, gli 11 paesi della zona euro fissano i tassi irrevocabili dello scambio tra monete nazionali e euro. Per partecipare alla nuova valuta gli stati membri devono rispettare dei criteri (deficit <= 3% del PIL; rapporto debito /PIL < 60%; inflazione <= 1,5% della media; tassi d'interesse a lungo termine <= 2% della media), ma vengono ammessi anche paesi come l’Italia che non rispettano tutti i parametri. L’Italia viene dall’uscita dallo SME a seguito di speculazioni monetarie. Nel 1992 l’ECU (che poi diventerà euro) vale 1530 lire, il marco vale 740 lire. Nel 1998 l’euro vale 1936,27 lire mentre il marco vale 990 lire. In pratica la lira viene svalutata del 26,5% per venire incontro alle richieste degli industriali, che pure la considerano insufficiente. E per i cittadini? Mentre il tasso ufficiale di cambio viene usato per convertire risparmi e stipendi, il governo aumenta il prezzo della giocata minima del lotto, da mille lire a un euro. Il mercato segue a valanga. Il risultato è il raddoppio dei costi per tutti i generi, con aumento dei profitti delle imprese e indiretto dimezzamento degli interessi per le imprese.

Correva l’anno 1998

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