• Mandela, attivista nell'African National Congress (ANC), aveva 30 anni quando l'apartheid (un sistema di leggi razziali che discriminava i sud africani in base al colore della pelle) divenne Legge dello stato in Sudafrica, nel 1948.
Nel 1962 viene arrestato con l'accusa di incitazione della popolazione nera a compiere attività sovversive e condannato ai lavori forzati a vita.  
Dopo 27 anni di prigionia, durante i quali la fama di Mandela cresce esponenzialmente  trasformandolo nel simbolo della lotta al razzismo, a causa delle pressioni internazionali e delle successive sanzioni contro il Sudafrica, il governo è costretto a decretare la legalità dell’ANC e degli altri partiti politici d'opposizione, la cessazione dello stato di emergenza, la fine dell’apartheid e la liberazione di Mandela che poi diventerà Presidente del Sud Africa.
L’11 febbraio 1990, in diretta dalle televisioni di mezzo mondo, Mandela lascia la prigione.
Nel suo discorso di insediamento alla Presidenza, quattro anni dopo, dichiarerà “Dedichiamo questo giorno a tutti gli eroi e le eroine in questo Paese e nel resto del mondo, che si sono sacrificati in tanti modi e hanno dato la vita, perché noi fossimo liberi. Il sole non tramonterà mai su una conquista umana tanto gloriosa. La libertà regni sovrana.”

    .1990. Nelson Mandela è Libero

    Mandela, attivista nell'African National Congress (ANC), aveva 30 anni quando l'apartheid (un sistema di leggi razziali che discriminava i sud africani in base al colore della pelle) divenne Legge dello stato in Sudafrica, nel 1948. Nel 1962 viene arrestato con l'accusa di incitazione della popolazione nera a compiere attività sovversive e condannato ai lavori forzati a vita. Dopo 27 anni di prigionia, durante i quali la fama di Mandela cresce esponenzialmente trasformandolo nel simbolo della lotta al razzismo, a causa delle pressioni internazionali e delle successive sanzioni contro il Sudafrica, il governo è costretto a decretare la legalità dell’ANC e degli altri partiti politici d'opposizione, la cessazione dello stato di emergenza, la fine dell’apartheid e la liberazione di Mandela che poi diventerà Presidente del Sud Africa. L’11 febbraio 1990, in diretta dalle televisioni di mezzo mondo, Mandela lascia la prigione. Nel suo discorso di insediamento alla Presidenza, quattro anni dopo, dichiarerà “Dedichiamo questo giorno a tutti gli eroi e le eroine in questo Paese e nel resto del mondo, che si sono sacrificati in tanti modi e hanno dato la vita, perché noi fossimo liberi. Il sole non tramonterà mai su una conquista umana tanto gloriosa. La libertà regni sovrana.”

  • Il 17 maggio l'Oms cancella l'omosessualità dall'elenco delle malattie mentali, definendola per la prima volta “una variante naturale del comportamento umano

    .1990. L’Omosessualità Non è una Malattia Mentale

    Il 17 maggio l'Oms cancella l'omosessualità dall'elenco delle malattie mentali, definendola per la prima volta “una variante naturale del comportamento umano". Un cammino lunghissimo che muove i primi passi nella seconda metà dell’800 e che solo negli anni settanta vede la comunità gay mobilitarsi per rivendicare i propri diritti nei Paesi occidentali. Ma c’è ancora tanto da fare. Solo nel 2010 il Consiglio d'Europa invita gli stati membri ad adottare misure per combattere la discriminazione per motivi di orientamento sessuale o identità di genere. E solo nel 2011 il Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite ha approvato la sua prima risoluzione a favore del riconoscimento dei diritti LGBT, esortando tutti i paesi che non l'avessero ancora fatto, tra cui l’Italia, ad adottare leggi di tutela per gli stessi diritti. L'omosessualità è ancora reato in 74 paesi al mondo. Tra questi 45 condannano anche i rapporti omosessuali tra due donne e 8 prevedono la pena di morte. Attualmente solo 22 paesi al mondo prevedono il matrimonio tra persone dello stesso sesso e 24 altri tipi di unioni civili.

  • L’8 giugno si svolge la partita inaugurale dei mondiali di calcio in Italia. Il presidente del CONI, Franco Carraro, aveva dichiarato che “Il Mondiale sarà l’occasione per dimostrare le nostre capacità organizzative”, mentre il presidente del Comitato Organizzativo Luca Cordero di Montezemolo aveva dichiarato che il mondiale era “una vetrina dell’Italia tecnologica e industriale”. La realtà raccontò ben altro.
3,74 miliardi di euro di spesa complessiva, di cui circa 2 a carico dello stato. La realizzazione degli stadi superò l’80% del preventivo. Lo stadio di Torino è stato costruito e poi demolito, l’ampliamento dello stadio di Napoli chiuso per problemi strutturali, la copertura dello stadio di Bari sradicata dal vento. L’hotel a Ponte Lambro (MI) non è mai terminato e poi demolito, la stazione Farneto a Roma è durata 20 giorni, l’Air terminal Ostiense chiuso, la stazione Vigna Clara a Roma chiusa per errore nelle misure. I mutui accesi dallo Stato per il mondiale li abbiamo pagati almeno fino al 2014, gli appalti furono assegnati a trattativa privata.
Un enorme furto di risorse pubbliche, costruito sulla pelle dei lavoratori: 24 morti e 678 infortuni. Una strage.
Adesso si vogliono organizzare le olimpiadi 2024 a Roma, di nuovo con Cordero di Montezemolo presidente. Occhio al portafoglio!

    .1990. Mondiali di Calcio: La Grande Truffa Italiana

    L’8 giugno si svolge la partita inaugurale dei mondiali di calcio in Italia. Il presidente del CONI, Franco Carraro, aveva dichiarato che “Il Mondiale sarà l’occasione per dimostrare le nostre capacità organizzative”, mentre il presidente del Comitato Organizzativo Luca Cordero di Montezemolo aveva dichiarato che il mondiale era “una vetrina dell’Italia tecnologica e industriale”. La realtà raccontò ben altro. 3,74 miliardi di euro di spesa complessiva, di cui circa 2 a carico dello stato. La realizzazione degli stadi superò l’80% del preventivo. Lo stadio di Torino è stato costruito e poi demolito, l’ampliamento dello stadio di Napoli chiuso per problemi strutturali, la copertura dello stadio di Bari sradicata dal vento. L’hotel a Ponte Lambro (MI) non è mai terminato e poi demolito, la stazione Farneto a Roma è durata 20 giorni, l’Air terminal Ostiense chiuso, la stazione Vigna Clara a Roma chiusa per errore nelle misure. I mutui accesi dallo Stato per il mondiale li abbiamo pagati almeno fino al 2014, gli appalti furono assegnati a trattativa privata. Un enorme furto di risorse pubbliche, costruito sulla pelle dei lavoratori: 24 morti e 678 infortuni. Una strage. Adesso si vogliono organizzare le olimpiadi 2024 a Roma, di nuovo con Cordero di Montezemolo presidente. Occhio al portafoglio!

  • Il 12 giugno viene approvata la legge 146, definita di “Regolamentazione del Diritto di Sciopero nei Servizi Essenziali”. 
Facendo opportunisticamente leva sulla necessità di alcuni servizi, viene in realtà pesantemente limitato il diritto di sciopero sancito dalla Costituzione.
Vengono definiti “essenziali” un lunghissimo elenco di lavori, viene fatto l’obbligo di dare un avviso di almeno 10 giorni e di garantire comunque una quantità di presenze, viene imposto un intervallo tra uno sciopero e l’altro, vengono imposte procedure di conciliazione obbligatorie nei contratti prima di effettuare uno sciopero e comunque il Governo può “sospendere” uno sciopero laddove voglia.
E’ chiaro l’intento di impedire lo sciopero e con esso l’unica possibilità di lavoratrici e lavoratori di portare avanti le proprie rivendicazioni.
E’ la premessa per tutta quella serie di accordi e leggi (Rappresentanza, Contrattazione, Licenziamento) che pongono il capitale al centro del mondo e tutto il resto (lavoratrici e lavoratori compresi) come sua variabile dipendente.

    .1990. Duro Colpo al Diritto di Sciopero

    Il 12 giugno viene approvata la legge 146, definita di “Regolamentazione del Diritto di Sciopero nei Servizi Essenziali”. Facendo opportunisticamente leva sulla necessità di alcuni servizi, viene in realtà pesantemente limitato il diritto di sciopero sancito dalla Costituzione. Vengono definiti “essenziali” un lunghissimo elenco di lavori, viene fatto l’obbligo di dare un avviso di almeno 10 giorni e di garantire comunque una quantità di presenze, viene imposto un intervallo tra uno sciopero e l’altro, vengono imposte procedure di conciliazione obbligatorie nei contratti prima di effettuare uno sciopero e comunque il Governo può “sospendere” uno sciopero laddove voglia. E’ chiaro l’intento di impedire lo sciopero e con esso l’unica possibilità di lavoratrici e lavoratori di portare avanti le proprie rivendicazioni. E’ la premessa per tutta quella serie di accordi e leggi (Rappresentanza, Contrattazione, Licenziamento) che pongono il capitale al centro del mondo e tutto il resto (lavoratrici e lavoratori compresi) come sua variabile dipendente.

  • Dal 1969 Siad Barre detiene il potere in Somalia organizzando un colpo di stato. Ex carabiniere in Italia (dalla quale riceverà copiosi finanziamenti con il governo Craxi) poi entrato nell’esercito somalo, gestisce il potere con particolare ferocia, facendo strage di civili (più di 50mila tra il 1988 e il 1990).
Il 6 luglio, durante una partita di calcio a Mogadiscio decide di tenere un discorso. Come inizia a parlare partono le contestazioni. La polizia spara in aria e la contestazione si inasprisce. La folla si avvicina al palco presidenziale e alle proteste aggiunge il lancio di pietre. Siad Barre raccoglie i fogli e fugge precipitosamente. La polizia spara ad altezza uomo.
Nessuno conoscerà mai le cifre del massacro. Si parla di 80 morti e 300 feriti.

    .1990. La Strage allo Stadio di Mogadiscio

    Dal 1969 Siad Barre detiene il potere in Somalia organizzando un colpo di stato. Ex carabiniere in Italia (dalla quale riceverà copiosi finanziamenti con il governo Craxi) poi entrato nell’esercito somalo, gestisce il potere con particolare ferocia, facendo strage di civili (più di 50mila tra il 1988 e il 1990). Il 6 luglio, durante una partita di calcio a Mogadiscio decide di tenere un discorso. Come inizia a parlare partono le contestazioni. La polizia spara in aria e la contestazione si inasprisce. La folla si avvicina al palco presidenziale e alle proteste aggiunge il lancio di pietre. Siad Barre raccoglie i fogli e fugge precipitosamente. La polizia spara ad altezza uomo. Nessuno conoscerà mai le cifre del massacro. Si parla di 80 morti e 300 feriti.

  • Il 2 agosto Saddam Hussein, presidente iracheno, da l’avvio all’invasione del Kuwait. L’invasione avviene a meno di due anni dalla fine della guerra contro l’Iran e probabilmente ne trae origine, a causa dei debiti di guerra dell’Iraq.
Gli Usa vogliono mantenere il controllo della regione e con essa del petrolio, finanziando più parti in gioco nei conflitti. L’invasione viene vista come un elemento destabilizzatore e l’ONU approva una risoluzione in cui pone un ultimatum all’Iraq per il ritiro.
L’ultimatum non viene rispettato e le truppe Usa entrano in Iraq. E’ l’avvio della prima guerra del golfo, che vedrà impegnate 32 nazioni. Italia compresa.

    .1990. L’Iraq invade il Kuwait: Inizia la Prima Guerra del Golfo

    Il 2 agosto Saddam Hussein, presidente iracheno, da l’avvio all’invasione del Kuwait. L’invasione avviene a meno di due anni dalla fine della guerra contro l’Iran e probabilmente ne trae origine, a causa dei debiti di guerra dell’Iraq. Gli Usa vogliono mantenere il controllo della regione e con essa del petrolio, finanziando più parti in gioco nei conflitti. L’invasione viene vista come un elemento destabilizzatore e l’ONU approva una risoluzione in cui pone un ultimatum all’Iraq per il ritiro. L’ultimatum non viene rispettato e le truppe Usa entrano in Iraq. E’ l’avvio della prima guerra del golfo, che vedrà impegnate 32 nazioni. Italia compresa.

  • Prende il nome dal primo firmatario, Ministro delle poste e delle telecomunicazioni, Oscar Mammì.
Berlusconi mira al controllo del sistema televisivo italiano e decide di trasmettere i canali Fininvest su scala nazionale, violando la legge. La magistratura interviene e l’allora governo Craxi emana i decreti Berlusconi, per salvare le trasmissioni Fininvest.
Ma la Corte Costituzionale boccia i decreti, perché incostituzionali. E’ in questo quadro che viene approvata la Legge Mammì.
Il pretesto è l’applicazione di una norma comunitaria dal titolo “Televisione senza frontiere”, ma la legge non rispetterà i dettati di quella norma. Fu infatti battezzata legge Polaroid, perché si limitava a rendere legale la situazione esistente. Il governo Andreotti pone la fiducia, che causa le dimissioni di 5 ministri della sinistra dc (Mino Martinazzoli, Sergio Mattarella, Riccardo Misasi, Calogero Mannino e Carlo Fracanzani).
La legge viene approvata a voto segreto il 1º agosto 1990.

    .1990. Approvata la Legge Mammì

    Prende il nome dal primo firmatario, Ministro delle poste e delle telecomunicazioni, Oscar Mammì. Berlusconi mira al controllo del sistema televisivo italiano e decide di trasmettere i canali Fininvest su scala nazionale, violando la legge. La magistratura interviene e l’allora governo Craxi emana i decreti Berlusconi, per salvare le trasmissioni Fininvest. Ma la Corte Costituzionale boccia i decreti, perché incostituzionali. E’ in questo quadro che viene approvata la Legge Mammì. Il pretesto è l’applicazione di una norma comunitaria dal titolo “Televisione senza frontiere”, ma la legge non rispetterà i dettati di quella norma. Fu infatti battezzata legge Polaroid, perché si limitava a rendere legale la situazione esistente. Il governo Andreotti pone la fiducia, che causa le dimissioni di 5 ministri della sinistra dc (Mino Martinazzoli, Sergio Mattarella, Riccardo Misasi, Calogero Mannino e Carlo Fracanzani). La legge viene approvata a voto segreto il 1º agosto 1990.

  • Il 24 ottobre Giulio Andreotti, capo del governo, rivela alla Camera dei Deputati l’esistenza di Gladio, una struttura segreta costituita con un'intesa tra i servizi italiani e quelli statunitense, finanziata anche dalla Cia.
Ufficialmente il compito della struttura è quella di contrastare un’ipotetica invasione dell’Unione Sovietica e di impedire derive a sinistra nella politica italiana, attraverso una fitta rete di partecipanti nelle istituzioni, nell’esercito e nelle forze dell’ordine.
Così l’Italia scopre di essere uno stato a sovranità limitata e non solo. Da più parti si ipotizza che Gladio fosse una struttura capace di governare e realizzare un attentato o un golpe, o di depistarne le indagini.

    .1990. Gladio

    Il 24 ottobre Giulio Andreotti, capo del governo, rivela alla Camera dei Deputati l’esistenza di Gladio, una struttura segreta costituita con un'intesa tra i servizi italiani e quelli statunitense, finanziata anche dalla Cia. Ufficialmente il compito della struttura è quella di contrastare un’ipotetica invasione dell’Unione Sovietica e di impedire derive a sinistra nella politica italiana, attraverso una fitta rete di partecipanti nelle istituzioni, nell’esercito e nelle forze dell’ordine. Così l’Italia scopre di essere uno stato a sovranità limitata e non solo. Da più parti si ipotizza che Gladio fosse una struttura capace di governare e realizzare un attentato o un golpe, o di depistarne le indagini.

  • Margaret Thatcher è stata il primo ministro britannico donna, in carica dal 1979 al 1990. Durante il suo mandato assume il neoliberismo come guida divina e compie un'interminabile sequenza di scempi contro il popolo inglese.
Privatizzò tutto, comprese le pensioni, smantellando il Welfare State britannico. Le sue politiche generarono milioni di disoccupati. Limitò fortemente il diritto di sciopero. Represse nel sangue gli scioperi di portuali e minatori. Rifiutò di concedere lo status di prigionieri politici agli attivisti dell'Ira che ne morirono in prigione per lo sciopero della fame. Si oppose a far processare il dittatore sanguinario cileno Pinochet.
Il 20 novembre 1990 viene esautorata dal suo partito per la carica di leader Partito Conservatore. Annusato il vento nuovo si dimette da Primo Ministro.
Alla sua morte (nel 2013) su molti muri inglesi apparirà la scritta “Iron Lady rust in peace” (Lady di ferro arrugginisci in pace).

    .1990. La Thatcher si Dimette

    Margaret Thatcher è stata il primo ministro britannico donna, in carica dal 1979 al 1990. Durante il suo mandato assume il neoliberismo come guida divina e compie un'interminabile sequenza di scempi contro il popolo inglese. Privatizzò tutto, comprese le pensioni, smantellando il Welfare State britannico. Le sue politiche generarono milioni di disoccupati. Limitò fortemente il diritto di sciopero. Represse nel sangue gli scioperi di portuali e minatori. Rifiutò di concedere lo status di prigionieri politici agli attivisti dell'Ira che ne morirono in prigione per lo sciopero della fame. Si oppose a far processare il dittatore sanguinario cileno Pinochet. Il 20 novembre 1990 viene esautorata dal suo partito per la carica di leader Partito Conservatore. Annusato il vento nuovo si dimette da Primo Ministro. Alla sua morte (nel 2013) su molti muri inglesi apparirà la scritta “Iron Lady rust in peace” (Lady di ferro arrugginisci in pace).

  • Il 6 dicembre un aereo militare da addestramento sorvola Casalecchio del Reno. Il pilota e unico passeggero, tenente Bruno Viviani, perde il controllo del veicolo e decide di abbandonarlo lanciandosi con il seggiolino eiettabile per salvarsi al vita con il paracadute.
L’aereo si schianta sulla succursale dell'Istituto Tecnico Salvemini. Le aule sono affollate di ragazzi. Viene colpita in pieno la 2° A, uccidendo sul colpo dodici studenti quindicenni e ferendo gravemente quattro studenti e l'insegnante. Il combustibile fuoriuscito prende fuoco, incendiando l'edificio.
88 persone vengono ricoverate, soprattutto ragazzi. 72 feriti riporteranno invalidità permanenti tra il 5 e l'85 per cento perché, sbarrata la via di fuga dall'incendio, saltarono dalle finestre.
Al processo, i tre militari imputati (tenente Bruno Viviani, colonnello Eugenio Brega e tenente colonnello Roberto Corsini) vengono scandalosamente difesi dall'Avvocatura dello Stato. Le vittime, nonostante si trovavano in una scuola di proprietà dello Stato, sono costrette a difendersi da sole.
Il 26 gennaio 1998 la Corte di Cassazione assolve i militari e rigetta i ricorsi dei familiari delle vittime. Evidentemente la vita di un militare vale più di quella di un centinaio di civili.

    .1990. La Strage alla Scuola Salvemini

    Il 6 dicembre un aereo militare da addestramento sorvola Casalecchio del Reno. Il pilota e unico passeggero, tenente Bruno Viviani, perde il controllo del veicolo e decide di abbandonarlo lanciandosi con il seggiolino eiettabile per salvarsi al vita con il paracadute. L’aereo si schianta sulla succursale dell'Istituto Tecnico Salvemini. Le aule sono affollate di ragazzi. Viene colpita in pieno la 2° A, uccidendo sul colpo dodici studenti quindicenni e ferendo gravemente quattro studenti e l'insegnante. Il combustibile fuoriuscito prende fuoco, incendiando l'edificio. 88 persone vengono ricoverate, soprattutto ragazzi. 72 feriti riporteranno invalidità permanenti tra il 5 e l'85 per cento perché, sbarrata la via di fuga dall'incendio, saltarono dalle finestre. Al processo, i tre militari imputati (tenente Bruno Viviani, colonnello Eugenio Brega e tenente colonnello Roberto Corsini) vengono scandalosamente difesi dall'Avvocatura dello Stato. Le vittime, nonostante si trovavano in una scuola di proprietà dello Stato, sono costrette a difendersi da sole. Il 26 gennaio 1998 la Corte di Cassazione assolve i militari e rigetta i ricorsi dei familiari delle vittime. Evidentemente la vita di un militare vale più di quella di un centinaio di civili.

  • Dopo mesi di trattative viene firmato il rinnovo del CCNL dei Metalmeccanici, ed è l’inizio del bagno di sangue per lavoratrici e lavoratori.
Al di là dei contenuti, comunque modesti, nel rinnovo vengono poste le basi per successivi accordi che smantelleranno, di fatto, i contratti e porranno pesanti vincoli all’azione sindacale in azienda.
Da un lato si dice che la contrattazione a livello aziendale verrà svolta solo per le materie ammesse dal Ccnl, dall’altro si afferma che fino al 30 aprile 1992 non possono essere trattati aumenti di salario in azienda.
Il tutto per stabilire un periodo di blocco della contrattazione in attesa di una riforma, preannunciata nello stesso Ccnl, che regoli il sistema di  relazioni sindacali e la contrattazione, che riformi il salario e che definisca il modo di controllare che in nessun azienda si faccia diversamente.
Durante tutta la vertenza si forma un Coordinamento Lavoratori Metalmeccanici, nel quale il CdF Aci Informatica sarà protagonista, di forte protesta contro l’accordo. In una enorme manifestazione a San Giovanni, il segretario della Cgil Trentin innervosito dalla forte contestazione, definisce il Coordinamento “quattro scemi” in diretta nazionale.

    .1990. CCNL Metalmeccanici: le proteste dei lavoratori

    Dopo mesi di trattative viene firmato il rinnovo del CCNL dei Metalmeccanici, ed è l’inizio del bagno di sangue per lavoratrici e lavoratori. Al di là dei contenuti, comunque modesti, nel rinnovo vengono poste le basi per successivi accordi che smantelleranno, di fatto, i contratti e porranno pesanti vincoli all’azione sindacale in azienda. Da un lato si dice che la contrattazione a livello aziendale verrà svolta solo per le materie ammesse dal Ccnl, dall’altro si afferma che fino al 30 aprile 1992 non possono essere trattati aumenti di salario in azienda. Il tutto per stabilire un periodo di blocco della contrattazione in attesa di una riforma, preannunciata nello stesso Ccnl, che regoli il sistema di relazioni sindacali e la contrattazione, che riformi il salario e che definisca il modo di controllare che in nessun azienda si faccia diversamente. Durante tutta la vertenza si forma un Coordinamento Lavoratori Metalmeccanici, nel quale il CdF Aci Informatica sarà protagonista, di forte protesta contro l’accordo. In una enorme manifestazione a San Giovanni, il segretario della Cgil Trentin innervosito dalla forte contestazione, definisce il Coordinamento “quattro scemi” in diretta nazionale.

Correva l’anno 1990

Condividi su
Condividi su