MOZIONE ASSEMBLEA

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Le lavoratrici e i lavoratori di ACI Informatica riuniti in assemblea il giorno 12 giugno 2014, venuti a conoscenza della bozza di articolato predisposta per il Consiglio dei Ministri del 13 giugno 2014, rilevano che il contenuto della stessa pone gravissime preoccupazioni per la continuità lavorativa di Aci Informatica.

In particolare nell’articolato predisposto si produce di fatto la chiusura di ACI Informatica, espropriando in questo modo la Pubblica Amministrazione del patrimonio di infrastrutture, rete telematica, servizi applicativi e di dematerializzazione dei documenti costituito in oltre 40 anni di attività di ACI Informatica, per esternalizzare le stesse attività regalando soldi pubblici agli interessi privati, a danno della cittadinanza e delle casse dello Stato. Uno sperpero di un patrimonio pubblico, quello di ACI Informatica, di valore inestimabile come riconosciuto da tutti i soggetti preposti e che evidenzia la volontà, della mano che ha scritto il testo, di distruggere la cosa pubblica.

Del resto non siamo gli unici a rilevare che nelle gare di appalto si annidano i germi dello sperpero di denaro pubblico e della corruzione, leggiamo infatti dal Report della Commissione Europea e del Parlamento Europeo Anti Corruzione del 3 febbraio 2014: “Il già citato rapporto del 2012 della commissione ad-hoc individua negli appalti pubblici un settore particolarmente esposto al rischio di corruzione…. In Italia il settore delle infrastrutture è a quanto pare quello in cui la corruzione degli appalti pubblici risulta più diffusa;…. Nel solo caso delle grandi opere pubbliche la corruzione (comprese le perdite indirette) è stimata a ben il 40% del valore totale dell’appalto. Grandi opere di costruzione come quelle per la ricostruzione a l’Aquila dopo il terremoto del 2009, per l’Expo Milano 2015 o per la futura linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione sono viste, nella sfera pubblica, come particolarmente esposte al rischio di distrazione di fondi pubblici e infiltrazioni criminali.

Insomma i recenti scandali MOSE e EXPO erano prevedibili ed oggi il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti continua a perseguire la via degli appalti anche là dove esistono risorse pubbliche (ACI Informatica) che possono svolgere a costi estremamente ridotti, per alcune attività addirittura senza costi, gli stessi servizi.

Del resto che si tratti di sperpero di denaro pubblico è certo visto che, per esempio, nella gara di appalto (indetta il 4/4/2014 dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per “l’affidamento dei servizi di gestione e sviluppo del Sistema Informativo del Dipartimento per i Trasporti, la navigazione ed i sistemi informativi e statistici” e tutt’ora in corso)  si affida all’azienda aggiudicatrice la funzione di centrale di acquisto per i servizi e gli apparati informatici con un ricarico del 7% sul prezzo di mercato. Alla faccia della riduzione delle centrali di acquisto della Pubblica Amministrazione!! Per altro attività che ACI Informatica potrebbe svolgere gratuitamente come già oggi realizza per altre società del gruppo ACI.

Pertanto le lavoratrici e i lavoratori di ACI Informatica dichiarano fin da ora che qualora il testo che verrà licenziato dal Consiglio dei Ministri confermerà il contenuto della bozza citata metteranno in campo tutte le iniziative di lotta necessarie a tutelare il posto di lavoro e le relative condizioni e il carattere pubblico dei servizi, non escludendo l’occupazione della azienda.

Mozione approvata all’unanimità dall’assemblea del 12 giugno 2014

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